Il 2016 è l’anno delle celebrazioni dedicate a Miguel De Cervantes nella ricorrenza del quarto centenario della scomparsa del padre del Don Chisciotte, il mitico personaggio che ‘vede’ il mondo nelle pale dei mulini a vento. Cervantes, che fu anche autore drammatico, prolifico, pur se non sempre fortunato, regalò al gran teatro spagnolo del suo secolo otto piccoli capolavori, gli Entremeses; otto operine che rileggono in chiave ironica e divertita i temi ‘visionari’ della sua opera maggiore. Lorenzo Salveti ha scelto questi brevi componimenti come materia di studio per il saggio dei giovani interpreti dell’Accademia “Silvio d’Amico”, riunendo in una nuova drammaturgia, sotto un unico titolo, Il Teatrino delle Meraviglie, tre dei più celebri intermezzi: l’Intermezzo del Teatrino delle Meraviglie, l’Intermezzo della Grotta di Salamanca e l’Intermezzo del Vecchio geloso. Le scene sono di Bruno Buonincontri, i costumi di Santuzza Calì.

Lorenzo Salveti dirige quest'anno il saggio di diploma degli allievi del Corso di Recitazione dell'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica “Silvio d'Amico” portando in scena il dramma shakespeariano "Pericle, principe di Tiro". Lo spettacolo sarà in scena al Teatro Studio "Eleonora Duse" dal 12 al 21 giugno e poi al Festival dei Due Mondi di Spoleto l'1 e 2 luglio.

L'anno volge al termine e, come ormai da tradizione, la Redazione Teatro di SaltinAria vuole celebrare assieme ai suoi lettori gli spettacoli più emozionanti, gli attori più talentuosi, gli istanti più memorabili vissuti sui palcoscenici negli ultimi dodici mesi. Scopriamo assieme quali saranno secondo noi i più vividi ricordi teatrali di questo 2014...

Sul palco dell’Elfo di Milano, dal 30 ottobre al 9 novembre, vive un Faust nato nel 1976 dalla penna di Aldo Trionfo e Lorenzo Salveti per due grandi del palcoscenico: Carmelo Bene e Franco Branciaroli. Lirismo, inserti di Marlowe, Goethe e altre opere letterarie, si fondono con una fisicità dirompente, scherzi, musica, cambi di personaggi, frack e... burlesque. La coerenza del registro narrativo non ha mai tempo di prendere posto, intenta a volteggiare divertita e divertente, in una metamorfosi continua di stili. La messa in scena voluta da Massimo Di Michele però, non è imitazione del lavoro del duo Bene-Branciaroli, ma si incentra sulla fisicità, sul corpo, sullo strazio di abitarlo sentendo i limiti delle sue pulsioni carnali e bestiali e la tensione a volare tra le volte stellate. Sempre, ovviamente, visto da una prospettiva “burlesque”.

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