Dal 29 ottobre al 3 novembre Michela Cescon firma al Piccolo Teatro Grassi la sua prima regia, restando dietro le quinte e cimentandosi con “La donna leopardo”, l’ultimo romanzo, pubblicato postumo, con cui Moravia chiudeva il ciclo avviato con “Gli indifferenti”. Una sfida ambiziosa per un testo in parte datato e facile alla banalizzazione, che si aggroviglia su stesso. L’ossessione dei meccanismi di coppia, il rischio e la tentazione dello scambio in situazioni ‘confinate’, il dramma della gelosia e la fissazione del sesso al centro della scena. Forse la regia non è riuscita a imprimere un marchio di fabbrica riconoscibile. Interessante l’allestimento, essenziale, moderno, a tratti stridente con lo spettacolo e la storia, come gli interventi di teatro danza che attualizzano la vicenda. In scena, Valentina Banci, Olivia Magnani, Daniele Natali e Paolo Sassanelli.

Roma raccontata dalla penna di 26 autori e portata in scena da oltre 60 interpreti per un “polittico teatrale” a più voci che, fra invettive di rabbia e dichiarazioni d’amore, ritrae la Città e la restituisce al suo Teatro. Tanti autori per tante storie. Tanti artisti per tante visioni, realtà e bellezze, a comporre sul palcoscenico le molteplici anime della città in un’unica grande, originale composizione: Ritratto di una Capitale - Ventiquattro scene di una giornata a Roma, l’inedito spettacolo-maratona dal 18 al 22 novembre al Teatro Argentina.

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