Nel 1938 Glenn Miller, virtuoso del trombone, fonda il suo secondo gruppo, dopo il primo tentativo con i fratelli Dorsey e Ray Noble (piuttosto infruttuoso, nonostante il suo talento): si tratta della Glenn Miller Orchestra, che è approdata al Teatro Politeama di Genova per una data unica, martedì 16 ottobre.

Più che un concerto, uno spettacolo a tutto tondo la tappa di Max Gazzè in Versilia, in occasione della festa annuale de Il Fatto Quotidiano con “Alchemaya”, opera sinfonica esoterica, di grande raffinatezza, che coniuga l’eleganza classica dell’orchestra omonima diretta da Clemente Ferrari, il piano - suonato dalla coreana Sun Hee You, di grande espressività -, la narrazione e la cura dei testi, poetici, interpretati da Ruben Rigillo, voce narrante, il tutto insieme all’uso di sintetizzatori e ad un mood più popolare che attinge alla poesia in rima e alla filastrocca, per raccontare l’amore ai nostri tempi. Un’operazione che suona come una sfida per la ricerca e lo studio che nasconde, come anche per una scelta non ammiccante sul tema della storia dell’uomo, rilettura laica ma spirituale dell’origine del mondo e del suo declino. L’effetto speciale è un risultato, non uno strumento per conquistare il pubblico. Alto profilo musicale, testi da leggere oltre che da ascoltare, e grande capacità ironica e ritmo di Max Gazzè.

Una selezione di brani estratti dalle colonne sonore delle più avvincenti saghe fantasy, dall’ultimo successo planetario di “Il Trono di Spade” a un classico come “Harry Potter”, fino ad arrivare alla trilogia del “Signore degli Anelli”, vincitore di due premi Oscar per la migliore colonna sonora. Questo il programma del quinto appuntamento della rassegna “Notturni in Castello”, svoltosi mercoledì 22 agosto nel Cortile delle Armi del Castello Sforzesco di Milano.

Non poteva che commuoversi, e quindi mettersi a piangere, anche il cielo, in onore di uno dei suoi più illustri abitanti, Fabrizio De Andrè. E non poteva che sfidare perfino la pioggia il folto pubblico, tanta era la sua visibile voglia di ascoltare, di emozionarsi, di partecipare, perfino di scatenarsi a ballare: perché così si fa nelle feste, dopotutto. Una delle tante magie che si sono avverate nella serata "Caro Faber. Roma canta De Andrè", la più bella delle quali forse è stata proprio la presenza di tanti giovani. La dimostrazione che il linguaggio universale di un grande poeta raggiunge e coinvolge perfino chi lo ha scoperto solo dopo la sua scomparsa. Che possono "nascere i fior" pure dai risvoltini e dalle facce pitturate. Che esiste vita oltre l'indie.

Ci sono certezze, nel mondo della musica, che resistono salde, solide, incrollabili, per quanto gli anni passino e per quanto l'indie cerchi di avvelenare le acque. Una di queste certezze si chiama Franz Di Cioccio. A settantadue anni suonati (è proprio il caso di dirlo), il leader della Pfm non ha perso nemmeno un briciolo della sua voglia di stare su un palco, di chiamare l'esultanza del pubblico, di dimenarsi in modo magari goffo ma autentico. E questo perché si diverte come un pazzo, e fa divertire ancora oggi tutti noi.

Ha debuttato a Roma, con due date gremite di un pubblico tanto numeroso quanto caloroso, il nuovo tour di Giorgia, che celebra il successo dell’omonimo album “Oronero Live”, il quinto dal vivo per la cantautrice romana giunta ormai alle soglie dei cinque lustri di carriera. Un palco centrale per una visione perfetta e coinvolgente da ogni settore del Palalottomatica; un cammino musicale tra gli indimenticabili successi all’insegna dell’emozione e di un groove soul trascinante e i brani più recenti estratti da “Oronero, l’ultimo album di studio pubblicato un anno e mezzo fa. Energia, passione e travolgente intensità condensate in un distillato rigenerante per lo spirito, per un tour realmente imperdibile che, dopo il doppio appuntamento romano, approderà al Mediolanum Forum di Milano e alla Kioene Arena di Padova.

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