Vasco Rossi in concerto @ Stadio Olimpico (Torino) - 28/06/2015

Scritto da  Martedì, 07 Luglio 2015 

“Un concerto di Vasco va visto almeno una volta nella vita”. Poco prima di arrivare allo stadio Olimpico di Torino per la seconda tappa torinese del Live Kom 015 il mio autoradio, sintonizzato per sbaglio su di un’emittente locale davvero molto locale sentenziava questa solenne frase. Quasi a volerci ricordare che la musica in Italia passa di li punto è basta. E che il resto appare soltanto un contorno.

In disaccordo con tali affermazioni sono entrato in un’arena gremita di gente “trasversale” ripensando alla mia ultima esperienza con il Blasco nazionale (perché io l’ho visto più di una volta), due anni prima, sempre a Torino. In quella occasione avevo ritrovato l’energia rock dei vecchi tempi e una scaletta molto piacevole, ad esclusione  di alcuni forzati inserimenti  provenienti dall’ultimo disco. Senza entrare in merito a gusti e scelte artistiche anche l’edizione 2015  ha riproposto lo stesso cliché. Molte, forse troppe new entry ad inizio scaletta per proseguire poi con un piacevolissimo intervallarsi di grandi successi provenienti dal passato.

Lo dico senza alcuna vena polemica, semmai con il candore di uno che i concerti di Vasco li ha apprezzati e li continua ad apprezzare molto, ma ascoltare nell’ordine "Duro incontro", "Deviazioni", "L’uomo più semplice", "Dannate nuvole" e "Quanti anni hai" ha creato nel sottoscritto una certa frammentazione emotiva. Siccome in Italia siamo tutti commissari tecnici lascio ad ognuno il libero arbitrio di decidere cosa mi ha emozionato e cosa al contrario mi ha lasciato assai perplesso. Superata questa prima fase, iniziata con l’opening "Sono innocente" comincio a rilassarmi perché le novità vanno poco alla volta a scemare e si comincia con i momenti più emozionanti e intensi. Guardandomi attorno capisco di non essere il solo a pensarla così, "Siamo soli" è accolta da un boato assordante e non potrebbe essere altrimenti. La parte heavy del concerto, ormai diventata di casa dopo l’ingresso alla batteria di Will Hunt viene affidata quest’anno a "Sballi ravvicinati del terzo tipo". Prima tanti brani storici, alcuni rispolverati per questo tour come "Luna per te" e "La noia". E poi via senza più paura verso un finale mozzafiato: "Vivere", "Gli angeli", "Sally", "Siamo solo noi", "Vita spericolata" e la conclusiva "Albachiara".  

La vita deve andare avanti e di conseguenza anche un artista non può rimanere ancorato ad un passato seppur glorioso, deve continuare a mettersi in discussione. Per questo motivo Vasco è assolutamente unico nel suo genere, il suo per certi versi è davvero un concerto unico che andrebbe visto almeno una volta nella vita. E riavviandomi verso la macchina ripensavo a quella frase piaciona ascoltata alla radio poche ore prima e non potevo fare a meno di riflettere sul fatto che certe volte la semplicità paga. Anche se in molti, come il sottoscritto saranno affezionati ad un certo periodo della sua carriera, anche se gli ultimi album non sono forse azzeccatissimi, anche se molte volte si assiste ad un copione ormai abusato il signor Rossi è qualcosa di unico e irripetibile nel panorama italiano. Impossibile negarlo. “Un gran bel film”, come lui stesso potrebbe dire.


Articolo di: Carlo Raviola
Foto di: Laura Atzeni

Carlo Raviola

Nato a Mondovì (Cuneo) il 31-03-75, Ariete purosangue. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo Storico, sono Giornalista pubblicista con numerose esperienze alle spalle, non solo in ambito musicale. Tanti lavori nel mio CV, l'unico stabile è sempre rimasto quello del musicista, attività che pratico professionalmente da ormai 15 anni. Bassista e poco chitarrista, collaboro inoltre con alcune associazioni che si occupano di diffondere e divulgare musica.




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