Tori Amos in concerto @ Auditorium Parco della Musica (Roma) - 02/06/2014

Scritto da  Giovedì, 12 Giugno 2014 

Dopo l’uscita del suo nuovo album “Unrepentant Geraldines” e l’inizio del lungo tour mondiale il 7 maggio 2014 da Dublino, la Sala Santa Cecilia si riempie di “amici” per accogliere la prima tappa italiana della Goddess of Rock.

 

 

 

 

 

 

 

 

Fondazione Musica per Roma presenta

UNREPENTANT GERALDINES
Tori Amos in concerto

 

 

 

2700 respiri. 1 Bösendorfer che, fedele, aspetta. A destra. Sul lato opposto un Rhodes, poi Wurlitzer, poi Hammond.
9 pannelli rettangolari, quanto basta per simulare l’intimità di un piano bar.
C’è poi quell’acquolina sparsa nell’aria, stato gassoso del desiderio a rilascio modificato che muove l’aspettativa e accende il chiacchiericcio da sala scommesse.
Tori Amos spezza questa membrana in sospensione vigilata tagliando la scena, senza preavviso, per incastonarsi nello spazio di soffocata destrezza assicurato tra un Bösendorfer domato dal suo lato luciferino e la sostenuta incisività del Rhodes nella mano amica.


When I come to terms, to terms with this, my world will change for me”, le prime note di Parasol sono una promessa suggellata con la scarlatta, la crocefissa metodista, la prodigiosa ragazza del coro, la patinata bambola americana, l’inquieta dea del fuoco, la sempre-figlia e inadeguata madre: tutte le Tori che si sono susseguite nella declinazione di un ventennio di scalmanata ricerca, si ritrovano ora intessute nella trama di una costruzione che riporta alle origini.


Unrepentant Geraldines, nuova sfida in studio per la ragazza di cornflakes e titolo del tour mondiale che la vede impegnata in questi mesi, è rinnovata libertà nella ritrovata solitudine tra i compagni di una vita, quegli strumenti che solo lei sa cavalcare con la sfrontatezza di un’Amazzone in guerra. Mai seduta, mai univoca nell’esecuzione, scissa tra le sponde sonore di una personalità fratturata cui si aggrappa per tentare di unirle in un abbraccio, la Amos sceglie la scomodità, fisica e di stile per grattare sotto la crosta della melodia. Ciò che emerge, come sempre, è una fulminea frattura della voce, una precisione nel canto che colpisce come un cecchino, un sussurro sibilato all’orecchio del microfono e poi quella rabbia intestina che sfocia in un pugno in pieno viso al Bösendorfer, gesti tollerati solo da quei grandi amori che smorzano un pianto soffocandolo nel petto.



Chi segue Tori Amos nelle sue esecuzioni è un popolo di sottobosco, mai tanto ampio da rendere il fenomeno una questione di massa, mai invadente e sempre con l’atteggiamento di chi passava lì per caso e si è fermato a guardare dallo stipite della porta. Perché affacciarsi sulle sonorità della “bambina vermiglia”, è un po’ come spiare nella serratura della stanza da letto di un'adolescente, intenta a serrare il diario dei propri segreti. Fedeli prima che sostenitori, resta impossibile non sorriderle anche nel disappunto, con la fierezza di chi scommette nel numero magico. Unrepentant Geraldines è solo un pretesto per incontrarci tutti e fare il punto di una vita, per questo Crucify e Precious Things sono più necessarie di una sequela di nuovi brani da mettere in pasto al giudizio, confinati, invece, a due momenti di riservata sordina (Weatherman e Invisible Boy). Com’è entrata, poi, così se ne va. Solo un saluto, tanto ci rivedremo, lo sappiamo tutti, senza inutili convenevoli. “Love is only for the lucky and the strong”.

 

SCALETTA
  1. Parasol
  2. Pancake
  3. Icicle
  4. 1000 oceans
  5. Weatherman
  6. A sorta fairytale
  7. Ribbons undone
  8. Past the mission
  9. The rose
  10. Boys in the trees
  11. Putting the damage on
  12. Ophelia
  13. Blood roses
  14. Crucify
  15. i i e e e
  16. Precious things


ENCORE
  17. Cornflake girl
  18. Father Lucifer
  19. Invisible boy
  20. Tear in your hand

 

 

Auditorium Parco della Musica (Sala Santa Cecilia) - viale Pietro de Coubertin 30, 00196 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/80241281, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Articolo di: Andrea Pizzalis
Foto di: ©Amarpaul Kalirai / Mercury Classics
Grazie a: Massimo Pasquini, Ufficio Stampa Fondazione Musica per Roma
Sulweb: www.toriamos.com - www.auditorium.com

 

 

 

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