Sarawan in concerto @ Terrazza Aldrovandi (Roma)

Scritto da  Martedì, 02 Luglio 2013 

Dal 28 giugno al 5 settembre a partire dalle ore 21 presso la Terrazza Aldrovandi si terrà la manifestazione "Estate in Terrazza – Uno sguardo sul Mondo. Musica, danza e arti visive". A fare da ouverture alla rassegna, ci pensa il gruppo iraniano ‘Sarawan’, il cui fondatore, Mohssen Kasirossafar, maestro riconosciuto nell’arte dello zarb, collabora tra gli altri con musicisti e compositori come Ennio Morricone, Giancarlo Schiaffini, Giorgio Battistelli, Angelo Branduardi, Mauro Pagani, Paolo Vivaldi, Andrea Morricone, Rita Marcotulli, Daniele Sepe, il duo Antonello Salis e Alessandro Satta e molti altri. Nelle sale del palazzo delle Associazioni Regionali che ospita l’evento, è presentata una personale fotografica dello stesso Mohssen Kasirossafar, romano d’adozione da più di 30 anni, che coglie nei suoi scatti alcuni degli spaccati più caratteristici della capitale da una prospettiva del tutto originale.

 

 

 

 

 

SARAWAN in concerto
nell'ambito della rassegna ESTATE IN TERRAZZA
Santur - Vahid Haj Hosseini
Setar - Vajhe Haj Hosseini
Târ - Ehsan Gazorzadeh
Zarb - Mohssen Kasirossafar

 

 

Una serata di grandi emozioni apre la kermesse musicale “Estate in terrazza”, nuova iniziativa dell’estate romana, la cui offerta culturale spazia dalla proposta di generi musicali d’elite a quella di mostre di pittura e fotografia, il tutto accompagnato da un aperitivo sulla splendida terrazza e dalla degustazione, per ogni serata, di un vino selezionato dalle “Oche Giulive” e presentato dai produttori stessi.
La scelta, coraggiosa ma premiante, è stata quella di debuttare con le note dolcissime ed arabeggianti dell’ensemble musicale iraniano Sarawan, che ci trasportano in altri mondi, fatti di profumi di spezie, di colori caldi e dei paesaggi sterminati delle steppe dell’Asia centrale. Il gruppo, nato nel 1999 per iniziativa del musicista persiano Mohssen Kasirossafar, che si è cimentato nell’esecuzione suonando il proprio strumento, lo zarb, ossia un tamburo a cornice di grandi dimensioni, si esibisce in una reinterpretazione del tutto personale e malinconica del repertorio popolare e semiclassico della musica dell’Iran. E’ impossibile non identificare subito i ritmi antichi delle melodie persiane, l’amore e la malinconia verso una terra piena di contraddizioni che ha più volte soffocato la voce e la libertà degli artisti, in particolare dei musicisti persiani, per i quali l’improvvisazione è parte integrante della propria espressione.
Sul palco allestito nella splendida terrazza Aldrovandi, si esibiscono i quattro musicisti: Vahid Haj Hosseini al santur, Vajhe Haj Hosseini al setar, Ehsan Gazorzadeh al tar ed il maestro Mohssen Kasirossafar allo zarb. Una donna liutaio è già una ribellione verso le leggi assurde che regolano ancora oggi la società iraniana, secondo le quali non si possono suonare pezzi troppo allegri, non si possono battere le mani durante l’esecuzione e le donne non possono cantare o suonare nello stesso gruppo con degli uomini. Molti gli assoli di Vahid Haj Hosseini che suona al santur, una specie di pianoforte persiano a corde nato circa 600 anni fa, una musica che sembra davvero nascere dal profondo dell’anima.
Un’ora di musica senza parole, che affascina e parla direttamente all’anima, lasciando il pubblico (‘pochi ma buoni’ come dirà Kasirossafar al termine dello spettacolo) a bocca aperta, a partecipare al concerto con il proprio silenzio, con lo sguardo rapito, con le emozioni in subbuglio, con gli applausi convinti alla fine della performance.
Perché la musica, quella vera, non conosce confini ed etnie.

 


Gli strumenti:
Târ: è il liuto per antonomasia della musica classica persiana (Târ in Farsi significa corda). E’ composto da tre cori doppi che insistono su un ponticello di corno poggiato su un piano armonico in vescica animale, incollata a sua volta su una cassa di risonanza dalla tipica forma a cuore, scavata in un unico blocco di gelso massello. Il manico è diviso da una serie di tasti mobili in budello e si suona pizzicando le corde con un piccolo plettro d’ottone. E’ entrato ormai in uso nella musica popolare di tutta l’Asia Centrale, dall’Armenia all’Uzbekistan, sostituendo in molti casi strumenti locali meno raffinati e sonori.
Zarb: è un tamburo a calice in legno, usato soprattutto nella tradizione classica e suonato con tutte le dita delle mani servendosi di una tecnica estremamente raffinata. E’ presente solo nell’area di influenza persiana.
Setar: è uno degli strumenti musicali più amati della Persia (Iran). Si tratta di un membro della famiglia del liuto, che si suona con l’unghia del dito indice della mano destra. Originariamente il Setar aveva solo tre corde (da cui il nome persiano: da seh, che significa "tre" e catrame, che significa "stringa"), ma all’inizio dell’era di Ghajar (XIX secolo), il famoso mistico e suonatore di setar, Moshtagh Ali Shah, aggiunse la quarta corda per avere più sfumature e melodie. Il suono del Setar non è così forte come quello degli altri strumenti tipici iraniani, kamancheh, santoor e tar per cui molte persone amano ascoltare le melodie del setar nel silenzio della notte. La cassa di risonanza del setar è in legno, con alcuni fori sulla superficie.
Santoor: è un antico strumento a corde, di forma trapezoidale con 72 corde e viene suonato con 2 bacchette particolari che vengono tenute dal musicista tra l’indice ed il medio. Un santoor tipico ha due serie di ponti, fornendo una gamma di tre ottave. Il quadro trapezoidale del santoor è generalmente fatta di noce o acero, mentre i pannelli superiore ed inferiore possono essere sia di compensato che di impiallacciato. Sul bordo superiore, noto anche come scheda audio, sono posti ponti di legno, così da tenere tese le corde metalliche le quali, raggruppate a 3 o 4, sono legate con chiodi o perni sul lato sinistro dello strumento e poi, tese sui ponti, arrivano sul lato destro dove sono posti dei perni di sintonizzazione che consentono di accordare ogni gruppo di corde. Il santoor viene suonato in una posizione detta Ardha-Padmasana , con il lato largo più vicino alla vita del musicista.

 

 

PROGRAMMA CONCERTI

VENERDÌ 28 GIUGNO - ore 21.00 - apertura ore 20.00 con aperitivo gratuito
SARAWAN (IRAN)

VENERDI' 5 LUGLIO - ore 21.00 - apertura ore 20.00 con aperitivo gratuito
POLYCHROMIE VOCAL QUARTET (ITALIA)

GIOVEDI' 11 LUGLIO - ore 21.00 - apertura ore 20.00 con aperitivo gratuito
ENSEMBLE CUARTETANGO – (ARGENTINA) - Spettacolo di musica e danza.

GIOVEDI' 25 LUGLIO - ore 21.00 - apertura ore 20.00 con aperitivo gratuito
COMPAGNIA FLAMENCO VIVO – (SPAGNA) - Spettacolo di musica e danza.

GIOVEDI' 22 AGOSTO - ore 21.00 - apertura ore 20.00 con aperitivo gratuito
MARIACHI SOL MEXICANO – (MESSICO) - Spettacolo di musica e danza.

GIOVEDI' 5 SETTEMBRE - ore 21.00 - apertura ore 20.00 con aperitivo gratuito
ROMA SWING QUINTET con Mara Tomaselli – voce

PROGRAMMA MOSTRE

VENERDÌ 28 GIUGNO - ore 20.00
“ROMA” Mostra fotografica di Mohssen Kasirossafar

GIOVEDI' 11 LUGLIO – ore 20.00
“ENTROPIE” Esposizione personale di Matteo Scioli

GIOVEDI' 5 SETTEMBRE – ore 20.00
Esposizione personale di Michele Falchi

 

 

Terrazza Aldovrandi - via Aldovrandi 16, Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 334/8186605, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Biglietto unico: 13 € - Carnet (3 concerti): 30 €

 

 

Articolo di: Serena Lena
Grazie a: Ufficio stampa Estate in Terrazza

 

 

 

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