Rio in concerto @ Teatro Le Serre (Grugliasco, TO) - 12/03/2012

Scritto da  Lunedì, 19 Marzo 2012 

RIOAl teatro Le Serre di Grugliasco (TO) sono di scena i RIO. La band emiliana, capitanata da Marco Ligabue (per chi non lo sapesse o volesse ometterlo fratello del più celebrato Luciano, ndr) arriva nel capoluogo piemontese per offrire ai fan una delle ultime esibizioni del Mediterraneo Tour, fortunata carovana che li ha visti calcare i palchi di tutta Italia. Un’esperienza live invidiabile, aspetto assolutamente evidenziato dall’ottimo impatto visivo e sonoro che la band riesce a ricreare on stage.

 

 

 

 

Prima di loro tocca ai GRAFFITO scaldare una sala per la verità non così affollata. I ragazzi si impegnano e qualcosa di buono, qua e la lo combinano. Ma sembra davvero di tornare indietro agli anni 90, quelli meno incisivi però. La band esiste da tanti anni e non ha sostanzialmente combinato nulla di significativo. E ascoltandoli se ne comprende il motivo.

(C) Laura AtzeniBreve cambio di palco e poi via, con tanta energia partono le note di “Quanto dura l’amore”, seguite dalla hit “Hai qualcosa per me”. Precisi e d’impatto, i RIO entrano subito in sintonia con la sala, trascinati dalla voce di Fabio Mora, in gran forma per tutto il concerto.

Estrapolando un frammento di canzone in cui si recita “non si può piacere a tutti” potremmo tranquillamente trovare la chiave di lettura di questo concerto e forse dell’intera carriera di questa band. Il quartetto reggiano attinge infatti da un mondo musicale, quello del rock italiano di qualche decennio fa, molto “consolidato” e per certi versi abusato, tanto da poter risultare scontato e banale a molti.

Confesso che sulla carta questa sensazione l’ho sempre vissuta anche io, limitandomi ad ascoltare i singoli radiofonici e distrattamente qualche brano in rete.

La loro performance live regala invece momenti di intenso e genuino rock, frammentato da digressioni funk e contaminazioni “mediterranee” solari e piacevoli. Alberto "Paddo" Paderni (batteria) è un rullo compressore che nei momenti più intimi regala interessanti fraseggi di tastiera, Fabio "Bronski" Ferraboschi suona basso e chitarra acustica con intensità e presenza rock invidiabile.

La band regala al pubblico 22 momenti di buon rock, estrapolando dai 4 album in studio le principali hit (da “Sei quella per me” a “Mediterraneo”) e qualche brano più “nascosto” come l’intensa “Questa è la Terra”.

(C) Laura AtzeniMenzione particolare per “Disperato erotico stomp” omaggio sentito e molto azzeccato al grande Lucio Dalla, in cui ancora una volta a farla da padrona è la voce di Fabio Mora.

Il concerto si chiude con “Dolce metà” che se non fosse per l’accento potrebbe essere il titolo migliore per descrivere questo concerto, arrivato dritto al cuore del pubblico affezionato e di chi, come il sottoscritto, era li con qualche riserva.

Nulla di nuovo intendiamoci. Ma non sempre è indispensabile creare qualcosa di nuovo per piacere. Per andare avanti. E i RIO meritano di proseguire il loro cammino per quello che suonano. Per quello che sanno offrire.

 

 

Articolo di: Carlo Raviola

Foto © Laura Atzeni

Sul web: www.rio.it

Carlo Raviola

Nato a Mondovì (Cuneo) il 31-03-75, Ariete purosangue. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo Storico, sono Giornalista pubblicista con numerose esperienze alle spalle, non solo in ambito musicale. Tanti lavori nel mio CV, l'unico stabile è sempre rimasto quello del musicista, attività che pratico professionalmente da ormai 15 anni. Bassista e poco chitarrista, collaboro inoltre con alcune associazioni che si occupano di diffondere e divulgare musica.




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