"Piazzolla. Cafè 1930", Piercarlo Sacco e Andrea Dieci rileggono i capolavori di Astor Piazzolla in un interessante progetto discografico

Scritto da  Sabato, 20 Dicembre 2014 

Il violinista Piercarlo Sacco ed il chitarrista Andrea Dieci compongono da anni un duo musicale che giovedì 11 dicembre si è esibito gratuitamente presso la sala eventi della Mondadori di via Marghera a Milano, per lo showcase del disco ‘Piazzolla. Cafè 1930’. La coppia di artisti ha offerto un’ora di concerto dal vivo per presentare il nuovo album, registrato per la Brilliant e dedicato alle musiche originali di Astor Piazzolla, uno dei più grandi musicisti del Novecento, protagonista della milonga e affascinante autore di musiche e interpretazioni di tango.

 

PIAZZOLLA. CAFÈ 1930
Piercarlo Sacco, violino - Andrea Dieci, chitarra

 

Piercarlo Sacco è un violinista da camera con profonda conoscenza del mondo del tango sviluppata nelle esibizioni accanto a Miguel Angel Zotto, suonando con Tango Seis e poi con La Orquesta Minimal Flores de l'Alma e con altri artisti internazionali che considerano la musica tanguera qualcosa di tradizionale benché contemporaneo. Ha lavorato per vent’anni con Sentieri Selvaggi e conosce bene tutte le sfumature della musica classica moderna.

Insieme all’amico Andrea Dieci, vincitore di numerosi premi internazionali per il suo impressionante talento alla chitarra classica, applaudito da platee di città come Atene, Londra, Madrid, Los Angeles, Tokyo, Milano e Istanbul, tra le altre, ha deciso di realizzare un progetto nato anni fa “Perché mancava un catalogo vasto per repertori dedicati ad autori monografici”, spiega prima di esibirsi. Sacco si è rivolto alla Brilliant Classic perché è un’etichetta con cui collabora da tempo, ha concordato un programma “e loro sono serissimi, conto di riuscire a fare quanto desidero”. Andrea Dieci si esprime suonando musiche scritte da Bach fino a opere di Villa-Lobos e Takemitsu, come pure concerti per chitarra e musica da camera. Insegna al Conservatorio Tartini di Trieste e offre conferenze e masterclass in tutto il mondo. In questo disco, progetto di anni, “colmiamo un vuoto e offriamo l’ultima produzione, la musica contemporanea che Piazzolla amava, in cui si percepisce il tango in filigrana, ma c’è anche Stravinski”.

L’amore di Piazzolla per la musica classica anche contemporanea lo aveva portato a comporre e suonare tanto materiale poco noto, essendo lui sempre citato per i tanghi e per le musiche argentine. Questo duo, che da anni lavora in coppia, ha incantato il pubblico della sala eventi della Mondadori regalando ai pochi fortunati momenti di profondo piacere uditivo. Tra l’altro i due giovani musicisti sono pure di bell’aspetto e guardare un violinista in piedi che suona accanto a un giovanotto seduto con la chitarra acustica tra le mani mentre sgorgano note lipide e fluenti dai loro strumenti, è come lasciarsi rapire da ruscelli di montagna le cui note cristalline scivolano giù a valle fino a confluire in un più grande fiume di suoni che conducono verso oceani dagli orizzonti infiniti. Ispirano poesia, la evocano e fanno sognare a occhi aperti, come penso potrà accadere a chi ascolterà il loro disco.

Cafè 1930 nasce da un pezzo scritto da Piazzolla nel 1986 con cui il grande artista, nato a Mar del Plata nel 1921 e scomparso nel 1992 a Buenos Aires, voleva raccontare la grande epoca d’oro in cui è apparso il tango e il ‘Cafè’ era il luogo principale d’incontro, dove la gente trascorreva tantissima parte delle proprie giornate, serate e perfino nottate. Sono composizioni dal gusto francese, con connotazioni europee, contaminate da Bela Bartok e Stravinski. Piuttosto notevole, va detto, il modo in cui gli accordi vagamente dodecafonici assumono un sapore nuovo e diverso quando a crearli è chi non può del tutto separarsi dalla sua natura e dalle proprie origini. Per cui l’ascolto dello showcase dimostra come questi brani sembrano più omaggi a una musica moderna ma dal fascino ineffabilmente classico, impreziosita da pennellate inevitabili di suoni argentini, quasi solo accennati ma inconfondibili.

Il tango dimenticato, la milonga, è stata una materia rivoluzionaria, affermano i due parlando con me: “Alcuni brani scritti da Piazzolla per sola chitarra, di difficile esecuzione, erano dedicati a uno specifico chitarrista dell’epoca”, oggi sono ben riproposti da Andrea Dieci e lo stesso accade con i virtuosismi con cui Piercarlo Sacco ci delizia. Nel disco prodotto dal duo per la Brilliant non ci sono i brani più famosi di Piazzolla, ma musiche composte negli ultimi anni della sua vita durante i quali la contaminazione con la musica contemporanea ha generato capolavori, come i Cinco piezas per chitarra sola oppure gli studi tanghistici per flauto che Piercarlo Sacco ha trasposto per violino, come pure Histoire du tango, in cui violino e chitarra in quattro movimenti raccontano la storia del tango dai primi del Novecento fino alle sue più recenti evoluzioni. Il disco è un magnifico regalo per qualsiasi festa e in ogni occasione, anche per se stessi volendo godersi suoni poco comuni ma dolcissimi e interessanti. Per farsene un’idea, ecco il link: https://www.youtube.com/watch?v=t-kCyKOtGDg


Articolo di: Daniela Cohen
Grazie a: Ufficio stampa Emanuela Mugliarisi

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