Pfm, “Emotional Tattoos Tour” @ Gruvillage (Grugliasco, To), 21/06/2018

Scritto da  Martedì, 26 Giugno 2018 

Ci sono certezze, nel mondo della musica, che resistono salde, solide, incrollabili, per quanto gli anni passino e per quanto l'indie cerchi di avvelenare le acque. Una di queste certezze si chiama Franz Di Cioccio. A settantadue anni suonati (è proprio il caso di dirlo), il leader della Pfm non ha perso nemmeno un briciolo della sua voglia di stare su un palco, di chiamare l'esultanza del pubblico, di dimenarsi in modo magari goffo ma autentico. E questo perché si diverte come un pazzo, e fa divertire ancora oggi tutti noi.

 

Il fondatore della Premiata Forneria Marconi (o il "randagio", come recita la sua maglietta") è anche l'unico sopravvissuto agli innumerevoli cambi di formazione della band: al suo fianco restano alcune delle vecchie guardie come Lucio "Violino" Fabbri e il bassista Patrick Djivas, insieme ad altri componenti arrivati più di recente ma comunque tecnicamente molto validi, come il batterista Roberto Gualdi, i tastieristi Alessandro Scaglione e Alberto Bravin e il chitarrista Marco Sfogli. Con questa pattuglia, il gruppo che ha fatto la storia del rock progressivo italiano affronterà, dopo l'intenso tour mondiale che l'ha portato dal Giappone alle Americhe, anche quello estivo nel nostro Paese, che si è aperto proprio giovedì 21 giugno al Gruvillage di Grugliasco, nei dintorni di Torino.

Gli appassionati venuti ad assistere sono stati tanti, più (e mediamente più giovani) di quanto ci saremmo aspettati, e la prima parte del concerto è dedicata proprio a quello che si aspettano tutti: i "fondamentali", come li chiama lo stesso Di Cioccio, quelli che l'hanno resa una delle poche band nostrane capaci di sfondare nel mondo. Poi la Pfm si concede uno spazio dedicato al nuovo album appena uscito, ben quattordici anni dopo il precedente: "Emotional Tattoos". Nulla di paragonabile ai grandi classici, ovvio, ma in mezzo alle sonorità che hanno virato progressivamente verso il pop spuntano anche dei testi tutt'altro che banali: visioni originali e fuori dal coro degli intellettuali benpensanti sull'attuale situazione socio-politica dell'Italia e del pianeta tutto.

Il finale, poi, è un'autentica festa della musica, in cui questi eterni ragazzi giocano e sperimentano oltre ogni immaginazione: dalla versione rock di un capolavoro della musica classica come la "Danza dei cavalieri" di Prokofiev al ritornello di "Celebration" cantato a turno dalle varie sezioni del pubblico, fino alla sfida tra i due batteristi. Franz di Cioccio e i suoi non hanno mai smesso di divertirsi, e proprio questo è il loro segreto. God bless Pfm.


Articolo di: Fabrizio Corgnati

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