Nuovo Mei @ Faenza, 3-4/10/2015

Scritto da  Giovedì, 08 Ottobre 2015 

Mei, ancora tu, ma non dovevamo vederci più. Ebbene si: Giordano Sangiorgi, il patron del Mei (meeting delle etichette indipendenti) lo scorso anno, a cavallo della 20esima edizione, dichiarò che sarebbe stata l'ultima, il Mei cessava di esistere.

 

Bene dopo pochi mesi ecco le proclamazioni del Nuovo Mei sotto un'altra veste e chiave organizzativa. Il figliol prodigo non solo è ritornato, ma è tornato anche al suo ovile, quella Faenza che da sempre ha ospitato il meeting prima della parentesi pugliese. Fondamentalmente il modus operandi non è stato cambiato, decine di eventi, convegni, presentazioni, chiacchierate con addetti ai lavori, e confronti con chi della musica indipendente cerca di farci un onesto lavoro. Cambia fondamentalmente la location, non più nei padiglioni della fiera, ma bensi nel centro storico di Faenza, da qui la dicitura Super Mei Circus, un concetto di musica non tanto itinerante ma disseminata nel centro del paese.

Una due giorni di live, una full immersion nel mondo musicale indipendente, moltissimi gruppi si sono succeduti sui quattro palchi dedicati alla musica dal vivo, spazziando tra i più svariati generi musicali, dal folk, al rock, al indie, al pop, al rap e hip-hop. E' un evento che purtroppo nel corso degli anni ha perso lo smalto e il vero interesse che poteva creare un tempo, è diventata piuttosto una occasione per le agenzie e i vari uffici stampa (tanto in voga in questo momento) per presentare le loro nuove uscite, sia che si tratti di musica, che di libri, o fumetti.

Il Mei è diventato quell'evento dove "i giornalisti sono più famosi dei musicisti" (cit. di un amico musicista), in effetti è forse proprio questo il suo limite, probabilmente si da piu risalto alle chiacchiere che alla musica suonata, dove per far suonare tutti, come spesso accade, non si accontenta nessuno. Sabato sera, serata clou dell'evento, c'erano una infinità di live in contemporanea, difficile vederli tutti, partendo dal Teatro Masini, dove si svolgeva la classica serata di gala che vedeva sul palco artisti come Mezzala Bitossi (Numero 6), Bobo Rondelli, in splendida forma pazzo come solo i toscanacci sanno fare, Cesare Basile e IONonSonoUnCane premiati ad ex aequo come artisti indipendenti dell'anno, esibizioni di The Niro, Alberto Fortis, Mauro Ermanno Giovanardi, solo per citarne alcuni, tutti ad omaggiare la presentazione del libro di Enzo Gentile "Lontano dagli occhi lontano dal cuore" omaggio a Fred Buscaglione, Piero Ciampi, Sergio Endrigo, Nino Ferrer e Herbert Pagani. Mentre fuori, insorgeva la notte bianca con una susseguirsi sui palchi di artisti come Ghemon (premiato come artista hip-hop dell'anno), I Camillas, Roy Paci, Ivan Cattaneo e Cecco e Cipo premiati come miglior tour dell'anno.

Per non parlare di altre band minori sparse per la città, da one man band a gruppetti di ragazzetti alle prime armi a band shoegaze, insomma c'era tutto per tutti i gusti, un enorme calderone di suoni ordori e sapori, dove da cornice non potevano mancare le consuete banchette di dischi, e il classico mercatino freak e chi veniva penalizzato maggiormente era proprio la musica, una quantità tale di suono in contemporanea non favoriva la giusta attenzione che i gruppi avrebbero meritato, ma questo è forse il grande limite della musica italiana, molto spesso il contenuto e la qualità vengono messi in secondo piano. Comunque critiche ci saranno sempre e creare un evento perfetto è impossibile, resta il fatto che questo è l'unico festival di musica indipendente (su cosa poi significhi oggi esattamente questo termine bisognerebbe parlarne a lungo) in Italia che, a modo suo, da voce e spazio a questo mondo musicale spaziando dal sottobosco fino al mainstream, quindi mi viene da pensare, ben tornato in Romagna Mei figliol prodigo.

Articolo di: Alberto Naldini

Mei, ancora tu, ma non dovevamo vederci più. Ebbene si, Sangiorgi, il patron del Mei (meeting delle etichette indipendenti) lo scorso anno, a cavallo della 20esima edizione, dichiarò che sarebbe stata l'ultima, il Mei cessava di esistere.

 

Bene dopo pochi mesi ecco le proclamazioni del Nuovo Mei sotto un altra veste e chiave organizzativa. Il figliol prodigo non solo è ritornato, ma è tornato anche al suo ovile, quella Faenza che da sempre ha ospitato il meeting prima della parentesi pugliese. Fondamentalmente il modus operandi non è stato cambiato, decine di eventi, convegni, presentazioni, chiacchierate con addetti ai lavori, e confronti con chi della musica indipendente cerca di farci un onesto lavoro. Cambia fondamentalmente la location, non più nei padiglioni della fiera, ma bensi nel centro storico di Faenza, da qui la dicitura Super Mei Circus, un concetto di musica non tanto itinerante ma disseminata nel centro del paese.

 

Una due giorni di live, una full immersion nel mondo musicale indipendente, moltissimi gruppi si sono succeduti sui quattro palchi dedicati alla musica dal vivo, spazziando tra i più svariati generi musicali, dal folk, al rock, al indie, al pop, al rap e hip-hop. E' un evento che purtroppo nel corso degli anni ha perso lo smalto e il vero interesse che poteva creare un tempo, è diventata piuttosto una occasione per le agenzie e i vari uffici stampa (tanto in voga in questo momento) per presentare le loro nuove uscite, sia che si tratti di musica, che di libri, o fumetti.

 

Il Mei è diventato quell'evento dove “i giornalisti sono più famosi dei musicisti”(cit. di un amico musicista), in effetti è forse proprio questo il suo limite, probabilmente si da piu risalto alle chiacchiere che alla musica suonata, dove per far suonare tutti, come spesso accade, non si accontenta nessuno. Sabato sera, serata clou dell'evento, c'erano una infinità di live in contemporanea, difficile vederli tutti, partendo dal Teatro Masini, dove si svolgeva la classica serata di gala che vedeva sul palco artisti come Mezzala Bitossi (Numero 6), Bobo Rondelli, in splendida forma pazzo come solo i toscanacci sanno fare, Cesare Basile e IONonSonoUnCane premiati ad ex aequo come artisti indipendenti dell'anno, esibizioni di The Niro, Alberto Fortis, Mauro Ermanno Giovanardi, solo per citarne alcuni, tutti ad omaggiare la presentazione del libro di Enzo Gentile “Lontano dagli occhi lontano dal cuore” omaggio a Fred Buscaglione, Piero Ciampi, Sergio Endrigo, Nino Ferrer e Herbert Pagani. Mentre fuori, insorgeva la notte bianca con una susseguirsi sui palchi di artisti come Ghemon(premiato come artista hip-hop dell'anno), I Camillas, Roy Paci, Ivan Cattaneo e Cecco e Cippo premiati come miglior tour dell'anno.

 

Per non parlare di altre band minori sparse per la città, da one man band a gruppetti di ragazzetti alle prime armi a band shoegaze, insomma c'era tutto per tutti i gusti, un enorme calderone di suoni ordori e sapori, dove da cornice non potevano mancare le consuete banchette di dischi, e il classico mercatino freak e chi veniva penalizzato maggiormente era proprio la musica, una quantità tale di suono in contemporanea non favoriva la giusta attenzione che i gruppi avrebbero meritato, ma questo è forse il grande limite della musica italiana, molto spesso il contenuto e la qualità vengono messi in secondo piano.

 

Comunque critiche ci saranno sempre e creare un evento perfetto è impossibile, resta il fatto che questo è l'unico festival di musica indipendente (su cosa poi significhi oggi esattamente questo termine bisognerebbe parlarne a lungo) in Italia che, a modo suo, da voce e spazio a questo mondo musicale spaziando dal sottobosco fino al mainstream, quindi mi viene da pensare, ben tornato in Romagna Mei figliol prodigo.

 

 

Articolo di: Alberto Naldini

 

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