Nino D’Angelo live @ Auditorium Parco della Musica (Roma) - 11/03/2008

Scritto da  Ilario Pisanu Sabato, 10 Maggio 2008 

In barba ai giovani cantautori e ai cantanti napoletani che vivono di rotocalchi piuttosto che di musica, Nino D’Angelo, 50 anni appena compiuti, porta in scena uno spettacolo live intenso, magico e che solo un’artista con la A maiuscola è capace di fare.

 

 

 

Le emozioni stasera sono palpabili. Arrivano dritte al cuore in nome della musica.

Sul palco il vero re della canzone napoletana: Nino D’Angelo.

In barba ai giovani cantautori e ai cantanti napoletani che vivono di rotocalchi piuttosto che di musica, Nino D’Angelo, 50 anni appena compiuti, porta in scena uno spettacolo live intenso, magico e che solo un’artista con la A maiuscola è capace di fare.

Due ore di musica piene, senza pause, accompagnato da una band numerosa, contornata da una Sala Sinopoli decisamente sold-out.

Ore 21:20, la magia ha inizio. Una colomba spicca il volo dietro il maxi videowall. Si elevano le dolci note di “Il compleanno”, brano di apertura dell’ultimo disco “Gioia nova”. E’ il delirio.

“Spero di farvi divertire” dice Nino “Facendovi ascoltare i brani del mio nuovo disco e gli altri successi”.

“Odio e lacreme” è una delle canzoni di denuncia che Nino D’Angelo ha composto negli ultimi anni: “la musica può dare voce a chi non ce l’ha”. Dietro immagini di guerra. Davanti, emozioni a fior di pelle.

“La mia vita non è stata mai tranquilla. Ho sempre dovuto cambiare direzione” e menzionando Peter Gabriel, al quale si è ispirato per un suo brano, Nino continua: “Sono amareggiato per come va il mondo. Ho scritto questa canzone non solo per me, ma per tutto il mondo”. La musica riparte, le note di “Maletiempo” invadono il teatro. E’ magia.

Il suo sguardo verista si posa sull’attuale situazione di Napoli: “Napoli la fanno sempre vedere piena di immondizia. Ma la cosa vera è che molti si sono dimenticati di questa città”. La giusta introduzione per “Bella”, l’inno degli inni di Napoli. L’inno ad una città, che seppur senza braccia, è capace di abbracciare i suoi abitanti. Manco a dirlo, sullo sfondo fa bella mostra di se il golfo di Napoli.

A ruota seguono “A storia ‘e nisciuno”, la ritmata e solare “Brava gente” (tratta da “Il ragù con la guerra”) e l’evergreen “Fra cinquant'anne”, intrisa di melodia e sentimento.

“’Na mamma” è il brano che ha incantato il pubblico italiano nella trasmissione “Uomo e Gentiluomo”. Una struggente canzone, solo voce e pianoforte. Toccante.

Col suo ritmo trascinante arriva “Marì”, presentata a Sanremo 2002. “Da tanto tempo non scrivevo una canzone d’amore così”, dice Nino, introducendo “Libero”, brano del suo nuovo disco.

Fedele alla tradizione, Nino D’Angelo si sbizzarrisce in un medley di classici napoletani: il pubblico (formato da famiglie, signori e ragazzi) si scatena sotto le note di “Maruzzella”, “Tu vuò fa l'Americano”, “Lazzarella”, “Luna rossa”, “’O Sarracino”, “Funiculì funiculà”. “Le canzoni che nessuno potrà mai toglierci”, commenta Nino.

Dopo il medley della tradizione, arriva quello dei grandi classici del suo vasto repertorio: “Nun tengo ‘o curaggio”, interpretata in chiave quasi dance, mentre manda in visibilio “Sotto e' stelle”, romantica e toccante (cantata anche in spagnolo). Bellissima la versione di “Chiara”, esemplare “Pronto sì tu?”, “Forza campione”, la sanremese “Vai” e l’inno di intere generazioni e canzone emblema di Nino D’Angelo: “’Nu jeans e ‘na maglietta”.

Il pubblico vaneggia. Scene di isteria collettiva che non vedevo da tempo. Il pubblico, napoletano e non, che canta a squarciagola, raggiungendo l’apoteosi con un urlo che spacca in due la sala: “E ddaje Nino!”.

Un vero artista che ha tenuto il palco come pochi. Uomo sensibile e solare allo stesso tempo, Nino D’Angelo ha saputo emozionare con la sua semplicità e compostezza, anche con qualche fuori programma, salendo in piedi sul pianoforte.

“Senza giacca e cravatta” è il preludio alla fine del concerto, chiuso con “’Nu napoletano”, singolo tratto da “Gioia Nova”.

Un saluto svelto, prima di sparire dietro le quinte per non essere sommerso dalla folla in delirio.

Questa sera Roma ha accolto degnamente l’unico e vero re di Napoli.

Grazie ancora Nino.

 

 

 

 

 

Articolo di: Ilario Pisanu

Sul web: www.ninodangelo.com - MySpace

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