Max Gazzè in concerto @ Officine Cantelmo (Lecce) - 07/04/2011

Scritto da  Sabato, 09 Aprile 2011 

Max Gazzè in concerto @ Officine Cantelmo (Lecce) - 07/04/2011Come recita Nanni Moretti in uno dei suo celebri film, Max Gazzè è davvero “uno splendido quarantenne”. L’ennesima prova è offerta alle Officine Cantelmo di Lecce all’interno del progetto “Officine della musica”.

 

 

 

 

Come recita Nanni Moretti in uno dei suo celebri film, Max Gazzè è davvero “uno splendido quarantenne”. L’ennesima prova è offerta alle Officine Cantelmo di Lecce all’interno del progetto “Officine della musica”.

L’atmosfera, più estiva che primaverile e la tanta gente ad attendere l’esibizione di Gazzè danno vita a un clima festaiolo d’altri tempi. Il concerto inizia subito a mille sulle note dell’ultimo singolo “A cuore scalzo”, seguito dal pezzo cult “Vento d’estate”, l’aria si scalda e la gente inizia a lasciarsi andare.

Questo forte silenzio” lascia stupiti, “Impercettibili”, tratta dal suo ultimo disco “Quindi?”, è forse il momento più emozionante dell’intero concerto.

Sul palco sono in quattro e si avverte il lavoro di revisione apportato agli arrangiamenti con un occhio di riguardo a soluzioni elettroniche, synth e loop station che non ci dispiace per niente.

I vecchi classici di Gazzè si vestono di una nuova linfa vitale e ammaliatrice: “Il timido ubriaco” è cantata all’unisono, così come “L’uomo più furbo del mondo”. “I mostri” è inquietante e sublime, “Se piove” è delicata e suadente.

Max ha la capacità di fissare su carta esili bozzetti di poesia seguendo le orme della vita quotidiana, l’esecuzione de “Il solito sesso” ne è la prova, intonata dalla folla, quasi fosse un nuovo inno generazionale.

Chiude, prima del (finto) bis, “Una musica può fare” introdotta sulle note di “We Will Rock You” con un finale esplosivo, caricando sempre più sulla dinamica del groove.

Evitando la farsa del bis, Gazzè ci lascia con un triplete: “Annina”, “Mentre dormi” e “La favola di Adamo ed Eva” che per magia, nel finale, si trasforma in “Ain’t no sunshine”.

Un concerto di Gazzè è intenso dal primo all’ultimo istante, ogni nota è carica di una sublime poesia che mette tutti d’accordo.

Tra una canzone e l’altra vi è anche tempo per scherzare e improvvisare, mettendo in mostra, l’indiscussa caratura tecnica di Max sulle quattro corde.

Una gran bella serata, peccato per l’acustica non proprio impeccabile e l’assenza di quel capolavoro che è “Siamo come siamo” in scaletta.

Ma alla fine come recita Gazzè stesso:

“…il futuro è toccare, mangiare, tossire, ammalarsi d’amore”.

 

 

Articolo di: Giuseppe Gioia

Grazie a: Pierpaolo Lala - COOLCLUB

Sul web: www.maxgazze.it     www.myspace.com/maxgazzespace

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