Max Gazzè, “Alchemaya Tour” @ Festival La Versiliana 2018 (Marina di Pietrasanta), 31/08/2018

Scritto da  Domenica, 02 Settembre 2018 

Più che un concerto, uno spettacolo a tutto tondo la tappa di Max Gazzè in Versilia, in occasione della festa annuale de Il Fatto Quotidiano con “Alchemaya”, opera sinfonica esoterica, di grande raffinatezza, che coniuga l’eleganza classica dell’orchestra omonima diretta da Clemente Ferrari, il piano - suonato dalla coreana Sun Hee You, di grande espressività -, la narrazione e la cura dei testi, poetici, interpretati da Ruben Rigillo, voce narrante, il tutto insieme all’uso di sintetizzatori e ad un mood più popolare che attinge alla poesia in rima e alla filastrocca, per raccontare l’amore ai nostri tempi. Un’operazione che suona come una sfida per la ricerca e lo studio che nasconde, come anche per una scelta non ammiccante sul tema della storia dell’uomo, rilettura laica ma spirituale dell’origine del mondo e del suo declino. L’effetto speciale è un risultato, non uno strumento per conquistare il pubblico. Alto profilo musicale, testi da leggere oltre che da ascoltare, e grande capacità ironica e ritmo di Max Gazzè.

 

Max Gazzè presenta
ALCHEMAYA TOUR, opera sinfonica
con Alchemaya Symphony Orchestra
direttore d’orchestra Clemente Ferrari
al piano Sun Hee You
voce narrante Ruben Rigillo
manager e produttore Francesco Barbaro
produzione e organizzazione OTR Live

 

Alchemaya, "fusione" in greco classico, annuncia fin dal titolo lo stile e la scelta del tour, di ricerca esoterica, sia nei contenuti sia nella musica. L’album omonimo, uscito il 9 febbraio scorso, che contiene il noto brano “La leggenda di Crisalda e Pizzomunno”, presentato al Festival di Sanremo, racconta l’origine del mondo e dell’uomo, riunendo dodici brani originali, scritti con il fratello Francesco, e altri successi come “Cara Valentina”, “Il solito sesso”, “Sotto casa”, “La vita com’è”, “Il timido ubriaco” e “Mentre dormi” rivisitati in chiave ‘sintonica’. Il risultato è intrigante quanto orecchiabile.

Se la prima parte del concerto, come racconta lo stesso cantautore, è “blindata” e richiede un ascolto attento del pubblico che si lascia incantare da una narrazione oltre che dalla musica e dallo scenario pittorico proiettato sul fondale, la seconda parte dello spettacolo è più interattiva e diverte il pubblico, senza mai cedere all’ammiccamento facile. Max Gazzè conferma la sua voglia di ricerca storica, filosofica ed esoterico-spirituale; l’esibizione è inserita all’interno della nona edizione della festa annuale della Società Editoriale Il Fatto, svoltasi al Parco La Versiliana dal 30 agosto al 2 settembre e costituisce una delle ultime tappe del tour sinfonico che, dopo una speciale anteprima il 31 luglio sul lungomare di Pizzomunno, a Vieste, ed i concerti nelle prestigiose cornici delle Terme di Caracalla di Roma, dello Sferisterio di Macerata e del Teatro Antico di Taormina, si concluderà stasera all’Arena di Verona.

Concepito, come ha raccontato alla conferenza stampa a Sanremo, per i grandi spazi aperti in luoghi storici dell’Italia, sposa l’idea della magnificenza del luogo che può accogliere l’orchestra Bohemian Symphony Orchestra - ribattezzata Alchemaya per l’occasione - composta da 50 elementi provenienti dalle grandi orchestre italiane, diretta dal Maestro Clemente Ferrari; preziosa la partecipazione straordinaria della pianista coreana Sun Hee You, che ha regalato un assolo, come intermezzo tra i due tempi del concerto, di grande virtuosità e potenza espressiva ad un tempo. L’idea di spazi architettonici aperti inseriti nella natura evoca quella fusione ancestrale e sacra dell’uomo e della sua storia.

Splendidi i testi - letti in modo impeccabile dalla voce calda di Ruben Rigillo, austera al contempo senza cedere all’emozionalità - di questo racconto misterioso e fantastico che tiene conto della tradizione religiosa biblica, vestendola di elementi fantasy. Il viaggio inizia con un racconto dall’eruzione vulcanica all’origine della Terra, che dopo un lungo periodo inizia a prorompere con minor vigore, perché il freddo si fa troppo intenso. Ci saranno poi la stagione dell’oro, elemento sacro per eccellenza, e la generazione dell’uomo e della donna che si considerano una creazione speciale “nonostante l’idea del puro caso serpeggi petulante ancora oggi”. La loro evoluzione sarà in effetti un lento declino fino a quando gli dei diventano troppo umani e gli uomini schiavi.

Rigorosa la veste scenografica di un’orchestra classica in nero, con spartiti neri che danno l’idea di una musica che avvolge il pubblico e si intreccia alla parola che accoglie e amplifica, non accompagna semplicemente; la scelta di Max Gazzè a sua volta ricade su due abiti grigio antracite con elementi luminosi e metallici, non prediligendo dunque i suoi travestimenti luccicanti e sgargianti ma optando in questa circostanza per una veste da profeta moderno. Lo stesso disegno luci alterna la scenografia più classica delle orchestre sinfoniche alle pennellate di colore, verde e rosso con la proiezione di immagini dinamiche a guisa di graffiti su caverne, che richiamano alcune scenografie moderne appuntate sulla geometria del colore.

Una sfida coraggiosa decisamente riuscita anche per la scommessa raccolta da Francesco Barbaro, manager e produttore che ci ha creduto fin dall’inizio.

 

Teatro La Versiliana - Via Enrico Morin 16, 55045 Forte dei Marmi - Pietrasanta (Lucca)
Per informazioni e prenotazioni: telefono 0584/265757
Orario spettacolo: martedì 31 agosto, ore 21.00
Biglietti: 52,50 euro

Articolo di: Ilaria Guidantoni
Grazie a: Silvia De Pasquale, Marketing & Promozione Editoriale Il Fatto Spa
Sul web: http://versilianafestival.it

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