Malika Ayane in concerto @ Auditorium Parco della Musica (Roma) - 22/11/2012

Scritto da  Giovedì, 29 Novembre 2012 

Il talento vellutato e le inconfondibili sfumature cromatiche che contraddistinguono l’avvolgente timbro di Malika Ayane tornano ad incantare la gremita platea dell’Auditorium Parco della Musica. Il concerto romano è l’occasione per presentare il terzo pregiato lavoro discografico dell’artista italo-marocchina, “Ricreazione”, che la vede impegnata anche nelle vesti di autrice, arrangiatrice e produttrice, affiancata da una variegata compagine di musicisti di rara brillantezza che annovera tra le proprie fila Paolo Conte, Tricarico, Pacifico, Boosta dei Subsonica, Paolo Buonvino, The Niro, Romeus, Alessandro Raina degli Amor Fou e persino Sergio Endrigo con un brano inedito costruito negli anni Settanta su una poesia di Emily Dickinson.

 

 

 

 

 

 

L’universo interpretativo di Malika Ayane ha rappresentato negli ultimi cinque anni un piacevole e soffuso zefiro di novità nella monotonia asfittica dell’atmosfera musicale italiana. La preparazione tecnica di una musicista cresciuta artisticamente sin dall’infanzia in un contesto prestigioso come il coro di voci bianche del Teatro alla Scala, una sensibilità emozionale di ineffabile profondità, la curiosità creativa della sperimentazione e contaminazione di generi in apparenza diametralmente distanti tra loro – pop anglosassone, tradizione melodica, blues, jazz, gospel, electro-clash, - ed un pizzico di coraggioso spirito di avventura, insofferente agli schemi precostituiti e alle astute logiche radiofoniche; queste le carte vincenti di un talento prezioso, fortunatamente rimasto indenne agli inflessibili meccanismi della discografia, che anzi hanno saputo rispettarlo e valorizzarlo. Giunta alla terza prova discografica, quella che consuetamente viene considerata il discrimine tra le brillanti meteore destinate a svanire in pulviscolo e gli artisti destinati a lasciare un segno con la propria personalità, Malika accetta con risolutezza la sfida circondandosi di un parterre de roi di autori di primissimo livello, accogliendo il loro lavoro musicale ed imprimendo a questo materiale corposo e vibrante il suo stile vocale ed interpretativo decisamente inconfondibile. E coglie anche l’occasione per cimentarsi in prima persona sia nella scrittura - peraltro con esiti del tutto convincenti nella ballad notturna e malinconica “Grovigli”, la cui registrazione in presa diretta apre l’album con il connubio emozionante tra voce struggente ed una tessitura di pianoforte ed archi dal fascino d’altri tempi – che nella produzione dell’intero progetto.
Nasce così “Ricreazione”, titolo che ben descrive il desiderio di creare un microcosmo sonoro plasmandolo come fosse argilla e al contempo la rigenerante freschezza che pervade i dodici brani, il desiderio di immortalare un momento di gioioso svago, proprio come quello ritratto nella deliziosa copertina dell’album, con una chiassosa tavolata in festa ricca di gustose prelibatezze, musica squillante ed allegria. A pochi mesi dalla pubblicazione di questo terzo lavoro discografico la sua naturale evoluzione è rappresentata ovviamente dalla dimensione live, in cui la Ayane si destreggia da sempre con naturalezza ed eleganza; ed il “Ricreazione Tour” approda all’Auditorium di Roma per una serata memorabile, in un costante crescendo da un incipit intimo ed essenziale con pochi strumenti e la voce come indiscussa protagonista, sino ad arrivare ad una vera e propria deflagrazione di energia e positività trascinante con una band di addirittura undici musicisti sul palco.
Malika Ayane si regala con generosità e contagiosa passione al pubblico di una gremitissima Sala Santa Cecilia, indossando le estrose creazioni dello stilista Roberto Cavalli che esaltano la sua sofisticata femminilità, con un tocco di bizzarra originalità (davvero particolare l’abito con giacca nera, sontuosa gonna a righe bianche e nere, tulle a profusione ed uno sterminato strascico corvino); sia negli abiti che indosserà nel corso della serata che nell’abbigliamento dell’intera band di musicisti e nei suggestivi giochi di luci che accompagneranno l’intera performance, la dominante cromatica sarà giocata rigorosamente sul contrasto tra bianco e nero, con qualche ben studiato contrappunto di rosso (un paio di calzini, un panciotto, una camicia).
La scaletta, ben nutrita e perfettamente armonica nell’accostamento di brani dalle atmosfere musicali notevolmente eterogenee, rivolge lo sguardo ai successi più memorabili del passato (dagli indimenticabili episodi sanremesi “Come foglie” e “Ricomincio da qui”, simbolicamente proposti rispettivamente in apertura e chiusura della sezione principale del concerto, al morbido romanticismo di “Contro vento”, dall’energia trascinante di “Satisfy my soul” e “Thoughts and clouds” al pop scanzonato ed ironico di “Feeling better”, sino alla galvanizzante dichiarazione d’amore di “La prima cosa bella” rivisitata nell’encore in una spassosa versione “karaokesca” con il coinvolgimento del pubblico al gran completo) ed ovviamente riserva ampio spazio alle nuove gemme custodite nello scrigno di “Ricreazione”. Irresistibile il singolo apripista “Tre cose” (scritto a quattro mani con Alessandro Raina degli Amor Fou) che con il suo stile apparentemente scanzonato, quasi a rasentare atmosfere surf music, nasconde in realtà una partitura musicale assolutamente ricercata ed intrigante e grazie alla sua sorprendente freschezza ha letteralmente travolto l’etere radiofonico. Altrettanto convincenti ed ispirati i due brani che vedono rinnovarsi l’ormai consolidato sodalizio artistico col cantautore Pacifico: il secondo singolo “Il tempo non inganna” (che vede anche la collaborazione di Romeus, vincitore dell’edizione dello scorso anno della rassegna Musicultura) cattura in particolare per la sua riuscita commistione tra dinamiche jazz e colorati accenti folk; tra gli episodi più riusciti dell’intero progetto discografico figura poi indubbiamente “Neve casomai (Un amore straordinario)”, contraddistinta da un’ardita linea melodica e dall’immediato impatto emozionale di un ritornello assolutamente orecchiabile e poetico, in cui si avvertono le reminescenze del linguaggio compositivo di Daniel Vuletic, autore del coinvolgente tappeto musicale.
Accattivanti le ritmiche anni Sessanta di “Guess what???” con il trascinante arrangiamento di Boosta dei Subsonica; suadente e penetrante la delicatezza della splendida “Medusa”, brano firmato da The Niro (al secolo Davide Combusti) che vede fondersi con sublime armonia gli arpeggi di chitarra e le percussioni di matrice british tipiche della cifra musicale del giovane cantautore romano, con un’apertura strumentale di grande respiro e potenza; emozione allo stato puro in “Occasionale”, un nudo incontro di voce, testo e musica di indescrivibile lirismo, che sin dal primo ascolto rivela inequivocabilmente la raffinata penna di Tricarico. Infine come non menzionare un piccolo inestimabile gioiello: l’incantevole filastrocca in musica “The morns are meeker than they are” in cui la melodia cadenzata e giocosa di Sergio Endrigo (magnifica e peraltro sinora rimasta inedita) sposa i versi della poetessa americana Emily Dickinson.
Gli applausi calorosissimi testimoniano il sincero affetto nutrito dal pubblico romano per Malika Ayane, artista capace di travalicare rigide definizioni di stili musicali, virtuosismi tecnici (pur perfettamente nelle sue corde) e mode del momento, definendo un proprio ben preciso orizzonte artistico di evidente spessore e luminosità; il tutto declinato con una spontaneità, una capacità comunicativa, un feeling palpabile con gli eccellenti musicisti che la accompagnano tali da fornire l’impressione di un’artista a tutto tondo, versatile, di grande profondità e carisma, come nella nuova generazione italiana al femminile ne possiamo vantare decisamente poche.

 

 

SCALETTA
   1. Come foglie
   2. Satisfy my soul
   3. Contro vento
   4. Il giorno in più
   5. Neve casomai (Un amore straordinario)
   6. True love
   7. Tre cose
   8. Occasionale
   9. The morns are meeker than they are
   10. Grovigli
   11. Chiamami adesso
   12. Il tempo non inganna
   13. Glamour
   14. Medusa
   15. Thoughts and clouds
   16. Shine
   17. Feeling better
   18. Guess what?
   19. Ricomincio da qui
ENCORE
   20. La prima cosa bella
   21. Sospesa/Soul waver

 

 

Articolo di: Andrea Cova
Foto di: Mauro Fagiani
Grazie a: Massimo Pasquini, Ufficio stampa Fondazione Musica per Roma
Sul web: www.auditorium.com

 

 

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