Lorenzo Lepore & band @Dominio Pubblico, Teatro India (Roma), 03/06/2017

Scritto da  Domenica, 04 Giugno 2017 

Dal 2017 Dominio Pubblico è uno strumento “d’indagine sulla creatività di una nuova generazione di artisti under 25 di tutta Italia, attivi in diversi campi artistici (teatro danza, performance, audiovisivi, musica, arti visive). Ieri, 03 giugno 2017, SaltinAria era accreditata con due redattori (tra cui i sottoscritto) per seguire due bellissimi ed intensi spettacoli, dei quali seguiranno dettagliate recensioni nei prossimi giorni. Tra uno spettacolo e l’altro, però, sono stato particolarmente e positivamente colpito da un artista, un cantante, che si è esibito all’interno dello spazio che un tempo era destinato a Bar e biglietteria del teatro; su un ambio ed invitante palco si è esibito il giovane e talentuoso Lorenzo Lepore, accompagnato dalla sua band.

 

È la prima vota che per SaltinAria scrivo di musica, e spero non me ne voglia il giovane Lorenzo Lepore se scriverò delle inesattezze, anzi, lo invito fin d’ora a voler interagire con noi scrivendo su Facebook su Twitter o anche lasciando un commento all’articolo nel caso sentisse la necessità di correggermi o aggiungere qualcosa a quello che riporterò.

Inizio con il dire che scrivo un articolo su questo giovanissimo artista perché sono rimasto molto colpito dalla sua arte; uno dei grandi meriti di Dominio Pubblico è quello di mettere in interconnessione più arti e più artisti, rigorosamente under 25, permettendo agli spettatori di godere di più generi d’arte nello stesso luogo e, perché no, nello stesso momento; è così che nella giornata di ieri, dopo aver visto uno spettacolo teatrale, osservando alcune opere nel foyer della sala A del Teatro India ho iniziato ad ascoltare della musica provenire dall’esterno e una voce, giovane, che vagamente mi faceva venire in mente quella di Michele Bravi, anche se meno graffiante dell’arista umbro, e così mi sono trovato all’esterno del teatro ad ascoltare la performance di Lorenzo Lepore and Band, un breve concerto di circa 40 minuti ma nel quale l’artista romano ha sapientemente inserito una varietà di pezzi e generi che ben hanno fatto capire a chi ascoltava le sue caratteristiche e peculiarità.

Lorenzo è giovanissimo, ha 19 anni ed è di Roma, alcuni mesi fa ha provato a partecipare a Dominio Pubblico ed è stato scelto per avere l’occasione di esibirsi live davanti al pubblico del Festival, che con l’occasione invitiamo a non essere troppo timido e a mettersi sempre più sotto il palco dei giovani artisti che si esibiscono all’India, nel caso di Lepore ne valeva decisamente la pena.

Il genere del cantautore romano (tutte le canzoni presentate all’India sono state interamente scritte dal lui) può definirsi un pop-rock-melodico, Lorenzo ha un vocione quando presenta i suoi pezzi, ma quando canta il suo timbro diviene più dolce, morbido, a volte quasi una carezza.

Tra i brani che più mi sono rimati impressi vi è una canzone, non ricordo il titolo, divertente e spensierata, di quelle che ti entrano nella mente e che ti ritrovi a canticchiar durante la giornata; il ritornello è facile: “L’amore è vero, l’amore è grande, completiamo le nostre metà senza troppe domande”. Poi c’è un pezzo sulla fine del liceo, nel quale l’autore riversa dubbi, incertezze, paura del futuro. La freschezza e la giovinezza di Lepore bene si amalgamano con questi pezzi; giovinezza non vuol dire banalità o superficialità, ma anzi capacità di vedere ed affrontare i temi trattati nelle canzoni senza la pesantezza dici ha tanta esperienza sulle spalle e vuole riversare insegnandola al prossimo.

“Notti”, pezzo presente anche su youtube, è più sofferto, introspettivo, forse ad un ascolto superficiale un po’ cupo, in realtà Lorenzo ci racconta che dentro di sé può esplodere e far uscire, anche in ambito affettivo.

C’è poi “Sogni diradati”, una canzone più spensierata, sulla libertà vivere, viaggiare, lasciarsi i problemi alle spalle; direi, sebbene non conosca bene questo giovane cantautore, che questo pezzo potrebbe essere preso come un manifesto dell’arte e della vita di Lorenzo Lepore, un breve estratto potrebbe essere emblematico: “Vivo perché sogno di cantare, sulla terra e in fondo al mare…”; “Sogni diradati, tu guarda sempre avanti”.

Il concerto si conclude con il pezzo “How many times”, canzone più grintosa, che cerca di spiegare il modi di sopravvivere nelle “giungla” della città, tra delle difficoltà del quotidiano (e forse anche della ricerca dell’amore?).

Ad ottobre uscirà il primo disco di Lorenzo Lepore; la capacità di scrivere pezzi coinvolgenti ed appassionanti/appassionati, oltre ad un’attitudine che mi sembra innata di saper calcare il palco, fa ben sperare sull’ottima riuscita del disco e sulla possibilità di avere un ampio successo in tour…in bocca al lupo!

Articolo di Daniele Pierotti

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