Litfiba in concerto @ Roma Rock Festival - 24/07/2015

Scritto da  Venerdì, 31 Luglio 2015 

Quattro gli elementi, caratteristica del repertorio e della carriera musicale dei Litfiba, ma anche gli stessi  del concerto che li ha visti protagonisti a Roma Rock Festival il 24 luglio scorso, donde il nome Tetralogia Degli Elementi tour 2015.

Grinta, energia, fisicità e provocazione da ribelli, gli ingredienti che hanno mantenuto vivo ed entusiasta il pubblico nella data in oggetto. Piero Pelù anchorman, come sempre, e nonostante i suoi oltre 50 anni, fisico ben tenuto e naturale, capelli lunghi, tatuaggi, pizzetto, pantaloni di pelle strappati, la firma del suo look,  ha ballato, cantato e provocato, senz’affanno e senza sudore per circa due ore e mezza. Che meraviglia! Il concerto ha riproposto i successi, ma anche i lati B del repertorio, vista l’attualità e il carattere premonitore che da sempre li ha caratterizzati. E’ passato il tempo, ma anche essi risultano nuovi, nonostante l’oscuramento cui le hit li hanno costretti. Forza,  vigore è imprevedibilità le peculiarità dell’Opera Rock che ha animato il palco del gruppo a Roma a fine luglio. Maglietta aderente, emulazione di un tatuaggio totalbody, ombelico con pelo in vista, eccolo sul palco e al grido di “Viviamo un periodo molto difficile”.

Piero Pelù e con “Resisti” inizia il concerto e invita il pubblico a resistere appunto. Tratto da “El diablo” dedicato al fuoco: 400 mila copie vendute; il primo successo della band. Prima, seconda o terza repubblica, cambiano i protagonisti ma “Dimmi il nome” è il riferimento del cantante al secondo elemento terra,  quello del lavoro del 1993 “Terremoto” e, ad un unico padrino “Licio Gelli" citato dal vivo,  tra l’acclamazione del pubblico. Quindi “Africa” l’inedito da ”Colpo di coda” doppio cd registrato live durante il Terremoto Tour nella data di Bologna. Firenze è il capoluogo comune e, con richiamo al boy scout di Rignano, canta “Dinosauro”. L'attacco è al malaffare e al vecchio, ma anche attuale sistema di potere corrotto.

“Sotto il vulcano” c’è la fucina della armi e se queste son le note musicali ecco l’accenno a “Je so' pazzo" di Pino Daniele e, in perfetto ‘stile Litfiba’, al grande artista scomparso con rappata esclamazione finale in italiano scandito, visto che Piero Pelù non è napoletano. Lo è e lo canta “Lo spettacolo” che il cantautore partenopeo ha sempre rappresentato nel panorama musicale italiano. L’elemento è l’aria e l’album è “Spirito” del 1994; il rock è meno aggressivo e duro; permea di influenze etniche, di strumenti acustici e percussioni di vario tipo. Quindi “Animale di zona” e il ringraziamento alla grande crescita, che Pino ha conferito alla musica, continua.

Ed ecco Piero Pelù, con mitra oro in testa, la dedica a Ratzinger, alla religione, all’anticristo si va nel repertorio, al brano “El diablo” che da il nome al medesimo album poc’anzi ricordato. Il presunto satanismo del rock cui il testo inneggia è diventato un inno generazionale. Questo è il preludio a una sequenza di lati b ai quali è mirato il tour. “Dottor M.” del 1997 da “Mondi sommersi” e l‘elemento è il quarto ovvero l’acqua. La critica è alla società attuale e attende all’energia, alla scienza, ad Einstein. “Linea d'ombra” inedito del 1992 nella raccolta “Sogno ribelle” è il grido di chi non si deve conformare a ciò che non viene detto: il grido del ribelle appunto.  E se il mondo è a pezzi,  la gioia è dentro di noi e allora del 1994: “La musica fa” è la voce di chi cerca il carburante o la vitamina: fa viaggiare ma senza partire; fa capire ciò che vuoi capire. “Tammùria” da “Spirito” è il sole contro la dittatura di chi si affaccia in tv e spaccia la gioia. “Sparami“, “Ora d'aria” del 1996 promozionale del CD/VHS “Lacio drom”, “Siamo umani” sono gli incitamenti alla speranza, rispettivamente acqua, aria e fuoco che chiudono la prima parte del concerto.  

Il tempo per Piero Pelù di cambiare maglia e, vestito di canottiera con logo dei Litfiba, cuore rosso trafitto dalla freccia, acclama il suo pubblico con il  consueto “ragazzacci” ed ecco di nuovo la band sul palco per una ripresa tutta hits e provocazioni. Il pubblico è caldo, vivace ascolta “Fata morgana” una delle migliori composizioni dalla band fiorentina anche per via dell’omonimo effetto ottico cui è dedicata, mai singolo, da “Terremoto” e dall’elemento terra. Un pensiero a tutti i ragazzi morti per una giustizia inspiegabile negli ultimi anni e il brano è “Ragazzo” del 1990; quindi “Spirito” del 1994, come il logo sulla maglietta ispira, e la dedica all’altro sesso con l’incommensurabile “Regina di cuori” del 1997 e alla violenza sulle donne con “Gioconda” singolo del 1991 e al bersaglio che ne fa il testo ovvero il matrimonio e si ritorna al fuoco. Oramai a canottiera alzata, torso tonico e tatuaggi in vista, il solista chiude la seconda parte con “Ritmo 2#” uno dei singoli di maggior successo del 1997.

Il saluto alla band che oltre a Piero Pelù e Ghigo Renzulli  include Luca Martelli alla batteria, Ciccio Li Causi al basso e Federico "Sago" Sagona alle tastiere, ma lo strepitio del pubblico richiama  sul palco i Litfiba ed ecco dopo il tuffo dello showman tra il pubblico a torso nudo e perizoma emerso prepotentemente dai pantaloni strappati “Maudit” e “Cangaceiro” rispettivamente del 1993 e del 1989. La tetralogia a tal punto è completa sia di emozioni, sia di musicisti più che validi, ma anche il percorso di storia musicale italiana è delineato: funk, blues, musica africana ed etnica, la poliedricità del gruppo hanno creato un ottimo spettacolo rock.


Articolo di: Massimo Tucci

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