Ligabue in concerto @ Campovolo (Reggio Emilia) - 19/09/2015

Scritto da  Mercoledì, 23 Settembre 2015 

"Se io posso contare su di voi, fino a quel momento voi potete contare su di me". Queste le parole con cui Luciano Ligabue ha salutato i fan che sabato 19 settembre hanno popolato la spianata di Campovolo per assistere all’evento ideato per festeggiare i suoi venticinque anni di carriera.

 

Una data speciale, che ha permesso all’artista di celebrare il suo "giorno del giorni" con quello che si può definire, a giusto titolo, il concerto dei record. I numeri, in fondo, parlano chiaro: oltre settanta i metri di palco, due milioni di watt la potenza dell’impianto sonoro, 780 i metri quadri dell’immenso schermo concavo posto sullo sfondo, ben tre le band chiamate ad alternarsi in scena, quaranta le canzoni interpretate, tre ore e mezza la durata della maratona musicale e, non da ultimo, centocinquanta mila le persone accorse da tutta Italia per non mancare ad un appuntamento unico.

La serata è stata concepita come una mega esibizione articolata in tre parti. Nel corso della prima, il rocker ha presentato per intero il suo album d’esordio – "Ligabue", per l’appunto −, accompagnato dai membri della band storica, i ClanDestino, composta da Gigi Cavalli Cocchi, Luciano Ghezzi, Max Cottafavi e Giovanni Maran. Il performer emiliano ha aperto lo show con un brano esplosivo come "Balliamo sul mondo" per poi procedere con "Bambolina e Barracuda", "Piccola stella senza cielo", "Marlon Brando è sempre lui", "Non è tempo per noi", "Bar Mario". E poi ancora, "Sogni di rock ’n’ roll", una sorta di canzone-madre di cui tutte le altre, per dirla con le parole dell’artista, possono considerarsi “figliocce”; e "Radio Radianti", brano “poco fortunato” riproposto in un live per la prima volta addirittura dopo venticinque anni. Infine, "Freddo cane in questa palude", "Angelo nella nebbia" e "Figlio di un cane".

Tra un cambio di abito e l’altro, Liga ha fatto una precisazione: "Vorrei chiarire che non sto per diventare un fotomodello. Sono solo sono andato a ripescare alcuni capi originali dei miei videoclip dell'epoca". Ed è così, che facendo un tuffo nel passato, ha tirato fuori dal cilindro una copia del gilet di cavallina legato al filmato di "Marlon Brando è sempre lui". In quel caso, ha scherzato il cantante, ha avuto modo di "toccare la massima punta di tamarraggine".

Dopo circa un’ora di esibizione, le luci del palco si sono accese su La Banda − composta Roby Pellati, Antonio “Rigo” Righetti, Mel Previte e “Capitan Fede”/Federico Poggipollini − che ha accompagnato Ligabue nell’esecuzione del fortunatissimo disco "Buon compleanno Elvis", cominciando dalla trascinante "Vivo morto o x". Ma è sulle note di "Certe notti" che si è veramente sentito l’abbraccio dei presenti, uniti in un solo coro per dare anima a quella che è diventata la hit delle hit. Il rocker ha poi proseguito con "Seduto in riva al fosso", "Hai un momento, Dio?", "Viva!", "I “ragazzi” sono in giro", "Un figlio di nome Elvis", "Il cielo è vuoto o il cielo è pieno", "Leggero". Anche nel secondo set non sono mancate le canzoni che, nel corso degli anni, hanno avuto meno luce di altre, ma che per un motivo o per l’altro rivestono un grande valore per l’autore. Fra queste, "Non dovete badare al cantante" e "La forza della banda".

La terza parte dello spettacolo ha visto la presenza in scena de Il Gruppo composto dai musicisti Michael Urbano, Davide Pezzin, Luciano Luisi, Niccolò Bossini e Federico Poggipollini. È stato questo il momento della presentazione della produzione più recente come "Non ho che te" e "C’è sempre una canzone", oltre che delle celebri "Il meglio deve ancora venire", "Buonanotte all’Italia", "Il giorno di dolore che uno ha". I fan, entusiasmati al massimo hanno cantato e ballato a più non posso quando hanno sentito le note di brani trainanti come "A che ora è la fine del mondo?", "Urlando contro il cielo", "Tra palco e realtà", "Il muro del suono". A finire, prima dei fuochi d’artificio, il testo che negli ultimi tempi marca la chiusura dei concerti: "Con la scusa del rock’n’roll".

Ligabue, dunque, ha scelto un modo veramente speciale per celebrare i suoi venticinque anni di carriera: ha allestito una festa da primato che si è rivelata molto di più di un concerto. Nella piana dell’aeroporto di Reggio Emilia, infatti, si è respirata un’atmosfera di sfida volta a realizzare un happening unico nel suo genere. E il buon esito di questa volata musicale è attribuibile anche allo sforzo compiuto dall’intera macchina organizzativa che non solo ha gestito lo show nel migliore dei modi, ma ha anche consentito alla città di sostenere in modo fluido il peso di un afflusso tanto imponente. Insomma, quella della rockstar di Correggio con Campovolo è una storia d’amore di vecchio corso, cominciata con il mega raduno del 10 settembre 2005, proseguita con quello del 16 luglio del 2011 ed approdata all’evento degli ultimi giorni. Ora, i fan sono già in attesa della prossima data.


SETLIST
01. Balliamo sul mondo
02. Bambolina e Barracuda
03. Piccola stella senza cielo
04. Marlon Brando è sempre lui
05. Non è tempo per noi
06. Bar Mario
07. Sogni di rock ‘n’ roll
08. Radio Radianti
09. Freddo cane in questa palude
10. Angelo della nebbia
11. Figlio di un cane
12. Vivo morto o x
13. Seduto in riva al fosso
14. Buon compleanno, Elvis
15. La forza della banda
16. Hai un momento, Dio?
17. Rane a Rubiera blues
18. Certe notti
19. Viva!
20. I “ragazzi” sono in giro
21. Quella che non sei
22. Non dovete badare al cantante
23. Un figlio di nome Elvis
24. Il cielo è vuoto o il cielo è pieno
25. Leggero
26. C’è sempre una canzone
27. Il meglio deve ancora venire
28. A modo tuo
29. Questa è la mia vita
30. Non ho che te
31. Sono qui per l’amore
32. Urlando contro il cielo
33. Ho perso le parole
34. Sono qui per l’amore
35. Il muro del suono
36. Buonanotte all’Italia
37. A che ora è la fine del mondo?
38. Tra palco e realtà
39. Il giorno di dolore che uno ha
40. Con la scusa del rock ‘n’ roll


Articolo di: Simona Rubeis

Commenti   

 
#1 VivaligaGuest 2015-09-24 05:05
Eravamo seduti in riva al fosso, ma certe notti sei vivo o non sarai vivo mai. Complimenti per l'articolo
 

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