Lemmings + Angelica Lubian live @ Auditorium Parco della Musica (Roma) - 22/01/2010

Scritto da  Lunedì, 25 Gennaio 2010 
lemmings

La quinta edizione della rassegna-laboratorio Generazione X, che ogni anno presenta, nella prestigiosissima cornice del romano Auditorium Parco della Musica, i giovani artisti più promettenti e talentuosi della scena indipendente italiana, prende il via con una serata veramente travolgente: in apertura l’universo musicale prezioso ed emozionante della friulana Angelica Lubian, a seguire il ciclone di energia e adrenalina con cui la giovane ed originalissima band romana dei Lemmings espugna e conquista il solitamente abbastanza compassato pubblico dell’Auditorium. Ospite d’eccezione della serata, Piotta.

 

Non vi è alcun dubbio sul fatto che la rassegna Generazione X nel corso degli ultimi anni abbia portato decisamente una ventata d’aria fresca nel panorama musicale italiano, presentando al pubblico giovani talenti – ed i loro repertori originali - con tutte le carte pienamente in regola per raggiungere il successo ed operare un profondo e necessario rinnovamento della scena nazionale. Nato dalla geniale intuizione e dalla passione inesauribile di Maurizio Viola, grande fotografo musicale recentemente scomparso (e doverosamente ricordato all’inizio della serata con un commosso applauso innalzato dall’intera platea del Teatro Studio), questo laboratorio musicale ha tenuto a battesimo, nel corso delle sue prime quattro edizioni, numerosi artisti che hanno poi raggiunto la consacrazione presso il grande pubblico, approdando addirittura sul palcoscenico dell’Ariston o negli studi della Rai e di Mtv; per citare solamente qualche nome tra i più conosciuti, ricordiamo Giovanni Allevi, Alessandro Mannarino e Remo Anzovino.

Siamo pronti a scommettere che anche dalle sei serate-evento previste dalla rassegna di quest’anno scaturiranno i nomi di artisti pronti ad imporre il loro talento, emergendo dal prolifico sottobosco della realtà indipendente italiana ed arrivando a farsi conoscere da un numero sempre maggiormente ampio di ascoltatori in grado di apprezzarne l’originalità e la geniale creatività musicale.

Riguardo alla venticinquenne Angelica Lubian, in arrivo direttamente da Udine, abbiamo già avuto modo in numerose occasioni di esprimere l’estrema curiosità suscitata dall’ascolto del suo album di esordio “Conservare in luogo fresco e asciutto” e l’innegabile fascino esercitato dalla sua scrittura musicale, in costante bilico tra la tradizione del cantautorato italiano e l’influenza dei modelli anglosassoni che hanno costituito un solido riferimento nella sua formazione di interprete ed autrice. Vederla, dopo un solo anno dalla presentazione del suo primo album in un’accogliente libreria romana, salire sul palco del Teatro Studio con la consueta sicurezza, simpatia ed eleganza, è davvero una gioia per il cuore (oltre che per le orecchie, naturalmente). In una manciata di mesi percorrere il sentiero che conduce da un barattolo di ceci con la sua effigie (chi la segue fin dai primi passi potrà capire il senso di questa affermazione) al tempio romano della musica più elegante e raffinata, non è impresa da tutti, specialmente quando si è autoprodotti e dunque non sostenuti dalla vigorosa macchina promozionale delle major discografiche. Ci vuole un talento pregiato, una tenacia costante e una passione viscerale che sostenga nei momenti più difficili. Tutte doti che Angelica possiede in quantità a dir poco industriali. Sul palco del Teatro Studio, la sala più intima ed accogliente dell’Auditorium Parco della Musica, Angelica, elegante vestito nero contrappuntato da calze verde scuro che richiamano il colore di una rosa di stoffa posizionata sulla tracolla della chitarra, propone una selezione di cinque brani estratti del suo primo lavoro discografico nella chiave semplice, essenziale e diretta di un’esibizione voce e chitarra acustica. Naturalmente la scelta è ricaduta prevalentemente sui brani dall’appeal pop-rock più immediato e deciso come “Mercenaria”, “Metereopatica” e “Lo spazzolino”, contraddistinto quest’ultimo da un testo fortemente ironico, volutamente provocatorio e a tratti piuttosto audace (“è uno spazzolino da prendere con le pinze” come suggerisce la stessa Angelica); vi è però anche spazio per le atmosfere latine, a metà strada tra uno spagnoleggiante flamenco e la sensualità del tango argentino, di “Siffatta creatura”, nonché per il delicato lirismo dell’emozionante ballata “Incredibilmente disarmante”, ritratto di un amore vissuto nella magia evanescente di una notte romana di metà marzo. Cinque piccoli gioielli dalla brillantezza che non cessa mai di sorprendere, interpretati dal vivo in questa occasione con ancor maggiore energia ed intensità delle rispettive versioni di studio; nell’attesa del secondo capitolo del percorso artistico della Lubian, che ci auguriamo vivamente veda la luce nel corso di quest’anno, consigliamo quindi ancora una volta di tenere d’occhio questa cantautrice tanto giovane quanto talentuosa, indubbiamente una scelta azzeccatissima come primo opening act per questa edizione del festival Generazione X.

Ammetto però che la vera sorpresa della serata, non avendo mai avuto l’opportunità di ascoltarli live, siano stati i Lemmings che nel corso di un’ora e mezza di concerto hanno letteralmente “rattizzato” l’Auditorium! La band romana, composta da sei giovani musicisti di innegabile talento e personalità, ci propone in una scaletta galvanizzante, impetuosa e straripante di energia e vibrazioni positive, i brani estratti dal loro album di esordio omonimo; è letteralmente impossibile non lasciarsi travolgere dal loro riuscitissimo mix di rock, ska, pop, folk, rockabilly e punk, uno stile già assolutamente riconoscibile e personale e come tale difficilmente inquadrabile in sterili classificazioni, uno stile capace di miscelare i migliori Baustelle, Roy Paci e Giuliano Palma. Gli ingredienti per sfondare ci sono decisamente tutti: i dieci brani della prova d’esordio dei Lemmings mostrano un singolare eclettismo musicale, la capacità di comporre testi assolutamente originali ed al contempo anche la freschezza, la convinzione e la giusta dose di sfrontatezza necessari per interpretarli nella maniera più dirompente e contagiosa. Se a queste qualità aggiungiamo una ferma padronanza del palcoscenico da parte dell’intera band, il fascino delle due ragazze (la vocalist Luna e la deliziosa bassista Babysan), il look bizzarro dei due chitarristi Marcolettico e Frankie Boy e del batterista Foga ed il carisma del frontman Ra-B che siamo sicuri farebbe impazzire le ragazzine, è evidente che il gruppo romano sia pronto a spiccare il grande salto.

Il pezzo “Tanz bambolina” (rivisitazione attualizzata al nuovo millennio, ma comunque impreziosita da un affascinante accento retrò, del celebre brano omonimo di Alberto Camerini) proposto in apertura della setlist, i due singoli “Mai” e “Pret à porter” prescelti per il lancio radiofonico oppure la stravagante e divertentissima “C’è una scimmia tra noi” sono talmente piacevoli ed orecchiabili da stamparsi indelebilmente nella memoria, inducendo ad ascoltare nuovamente questi brani per assaporarne tutte le molteplici sfumature. Assolutamente riuscita anche l’escursione in sonorità folk di “Democratica” (sulle note della fisarmonica di Marco e del mandolino di Luna), così come estremamente trascinante è il manifesto programmatico di “Non suono indie” con cui i Lemmings ci tengono a fugare ogni dubbio sulla reale matrice della loro ispirazione artistica (il ritornello “non ci sono nella scena in cui mi vuoi, non ci sono adesso e d'ora in poi non ci sarò mai” parla più chiaro di mille fumose dichiarazioni di intenti). Sulle note dell’incisivo reggaeton di “L’anima che tocchi” ecco giungere sul palco il padrino che accompagna la band romana nella prestigiosa vetrina della rassegna Generazione X: si tratta di Piotta, loro estimatore e fervido sostenitore tanto da aver pubblicato il loro album di debutto sotto la propria etichetta indipendente “La Grande Onda”. La sezione centrale della serata vede il cantautore prendere pieno possesso della scena e cogliere l’occasione per presentare numerosi brani estratti dal suo recente album “S(u)ono diverso” in cui abbandona definitivamente l’hip-hop all’italiana delle origini per creare un sound personalissimo e vigoroso, sostanziato di rap, rock, punk ed elettronica, tramite il quale veicola messaggi permeati di impegno sociale, profonda introspezione e risoluta critica contro le ingiustizie ed iniquità che troppo spesso il potere costituito esercita su noi tutti. Ascoltare Piotta esibirsi, visibilmente emozionato a causa della presenza di numerosi parenti ed amici in sala, proponendo brani dell’ultimo album come la titletrack “S(u)ono diverso” (interpretata in duetto con i Lemmings, versione peraltro presente anche in coda all’album come traccia fantasma), “Stiamo tutti bene” (dedicata al padre ed al fratello), “A testa alta”, “Ti amo, ti odio” e “Sabotaggio”, oppure ripescare alcuni pezzi del suo passato recente come “Troppo avanti” (scritto nel 2007 assieme a Caparezza) o “La grande onda” (divenuta nel 2008 in tutta Italia l’inno della protesta studentesca contro la riforma Gelmini del governo Berlusconi) ci chiarisce definitivamente che del “supercafone” non esiste più alcuna traccia. Ora Piotta è un cantautore serio, intelligente, con il coraggio di mettersi in gioco e sperimentare nuove soluzioni musicali, sempre in funzione di un contenuto da trasmettere, con vibrante energia e soprattutto rigorosamente “a testa alta”.

Una partenza decisamente in grande stile per la quinta edizione del festival Generazione X: Angelica Lubian e i Lemmings sono nomi su cui scommettere assolutamente, sui quali contare nei prossimi anni per instillare nuova linfa vitale nel panorama musicale italiano.

 

SCALETTA

   Angelica Lubian

1.      Mercenaria

2.      Siffatta creatura

3.      Lo spazzolino

4.      Incredibilmente disarmante

5.      Metereopatica

   Lemmings

1.      Tanz bambolina

2.      Passo e chiudo

3.      C’è una scimmia tra noi

4.      Tu

5.      Democratica

6.      L’anima che tocchi (con Piotta)

   Piotta

1.      L’antagonista

2.      A testa alta

3.      Sabotaggio

4.      Scappa

5.      22-05-08

6.      Stiamo tutti bene

7.      Troppo avanti

8.      Ti amo, ti odio

9.      La grande onda

10.  S(u)ono diverso (con i Lemmings)

    Lemmings

7.      Non suono indie

8.      Mai

9.      Pret à porter

 

I LEMMINGS sono:

    Ra-B – voce

    Luna – voce, mandolino

    Babysan – basso

    Peppe (aka Foga) – batteria, percussioni

    Marcolettico – chitarra, fisarmonica

    Frankie Boy - chitarra    

 

Articolo di: Andrea Cova

Grazie a: Massimo Pasquini, Ufficio Stampa Fondazione Musica per Roma

Sul web: www.myspace.com/angelicalubian - www.myspace.com/thelemmings - www.piotta.net

 

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