Laura Pausini "Simili tour" @ Stadio San Siro (Milano), 05/06/2016

Scritto da  Martedì, 21 Giugno 2016 

Comincia con una polemica la seconda data del tour negli stadi di Laura Pausini, quando la cantante entra in scena facendo un bel dito medio dedicato «A tutti quelli che dicevano che oggi non ci sarebbe stato nessuno». Impossibile non esserci, anche per, come chi vi scrive, non è tra i suoi fan più accaniti. Eppure ti rendi conto che le canzoni di Laura Pausini le conosci tutte, che ci sono almeno tre generazioni e chissà quante bandiere di chissà quanti Paesi del mondo in cui la cantante di Simili è conosciuta. Più di due ore di musica, colori pop, momenti Amarcord - vedi il medley Incancellabile, Le cose che vivi, Strani amori, La solitudine, dov’è subito il panico perché ti rendi conto che sono già passati 23 anni (era il 1993 quando per la prima volta Marco se n’è andato e non ritorna più).

 

Comincia con una polemica ma prosegue con un tripudio all’amore, ai sentimenti, all’uguaglianza, dal grande palco che ha riempito San Siro per due sere (4 e 5 giugno), per poi arrivare all’Olimpico di Roma (11 giugno), a Bari (18 giugno) e poi nel mondo intero. Il palco in questione è ispirato al gesto di un abbraccio, disegnato dalla stessa Laura, e lo show comincia con un monologo dedicato ai “soldati dell’amore”, altrimenti detti Simili, come il nome dello spettacolo, dell’album e del singolo di successo. Se ancora non basta, Innamorata, la canzone super pop scritta per lei da Jovanotti, arriva quasi subito. Tra i quarantacinque brani che la Pausini attraversa e che ripercorrono la sua carriera c’è anche la recente Sono solo nuvole di Giuliano Sangiorgi da cantare sospesa su un’altalena (molto Kylie Minogue) con alle spalle la Decalcomania di Magritte. Ancora, Tra te e il mare, Un’emergenza d’amore, Vivimi, E ritorno da te e i momenti dei coristi a cui Laura lascia un grande spazio e che loda a microfoni accesi e qui come non citare Monica Hill, direttamente dalla prima, ingenua, talentuosa edizione di Amici, all’epoca ancora Saranno famosi.

Non manca il “momento lacrimuccia”: il palco, la Pausini che canta, il suo compagno che suona, la loro figlia sul maxischermo alle loro spalle. Il gran finale? Un vero effetto speciale: Laura e il suo vestito luminoso che si anima mentre è avvolta da un cerchio di raggi scintillanti, un mix tra le trasformazioni delle guerriere Sailor e un’emozionante esibizione di una star mondiale qualunque magari alla notte degli Oscar (che poi non l’aveva già fatta Jennifer Lopez un’esibizione altrettanto spettacolare con un abito luminoso come ha fatto Laura?).

I costumi sono estremamente pop, ci sono i ballerini, c’è l’energia di una ragazza qualunque che è famosa in tutto il mondo, che resta una qualunque, che non si capisce da dove prenda tutta quella energia e con la capacità di muovere uno stadio intero. Ecco perché, anche se non si è fan fino al midollo o comunque dalla prima ora, credo sia necessario vedere almeno una volta nella vita uno spettacolo di Laura Pausini: pura vitalità, prestanza, tempra. Un’ipercalorica serata effetto multivitaminico, un vanto italiano idolatrato nel globo terrestre e per una volta, concedetemi, restiamo soltanto orgogliosi di ciò che ci appartiene.

 

Articolo di: Andrea Dispenza
Foto di: NAPHTALINA
Sul web: www.laurapausini.com

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