La Musica Nelle Aie - Castel Raniero Folk Festival @ Faenza - 09/05/2010

Scritto da  Martedì, 11 Maggio 2010 

E’ il secondo weekend di maggio e puntualmente torna anche in questo austero periodo, l’appuntamento con la musica folkloristica  per antonomasia del nostro bel paese, una cinque km musicale unica nel suo genere, ovvero “La Musica nelle Aie - Castel Raniero Folk Festival”.

 

 

 

E’ il secondo weekend di maggio e puntualmente torna anche in questo austero periodo, l’appuntamento con la musica folkloristica  per antonomasia del nostro bel paese, una cinque km musicale unica nel suo genere, ovvero “La Musica nelle Aie - Castel Raniero Folk Festival”.

Ventiquattro gruppi si sfidano a suon di folk lungo un percorso collinare chiuso al traffico, osservati da giudici itineranti che ne decreteranno “democraticamente” un vincitore. L’Italia viene rappresentata geograficamente quasi per intero, partendo dai valdostani Laripionpion venuti a porpore i canti popolari della propria regione con uno stile molto folkloristico, quasi d’altri tempi, un folk puro nel vero senso del termini, giungendo fino ai pugliesi U’munacidde, che uniscono tradizionalità e passione per il teatro interpretando, non solo musicalmente, la canzoni delle proprie origini.

Nel mezzo di questo ideologico viaggio troviamo anche gli Obelisco Nero venuti dalle vicine Marche, un gruppone di giovani musicisti dotati di buona tecnica e un notevole spirito di divertimento e capacità di coinvolgere il pubblico presente con uno spirito festaiolo quanto mai inerente alla manifestazione.

Stessa cosa per i liguri Bruti e Boi, bravi a catalizzare l’attenzione riuscendo a vincere il premio novità di questa edizione, il premio Valfrutta decretato, appunto, dal pubblico votante, tramite apposite schede. Inevitabile è anche una citazione per un duo femminile che ha destato molto interesse e ammirazione, le Alac’h, che munite di voce soave e arpa sono riuscite a creare un angolo di strada dotato di un’aurea soave e celestiale, un mondo a parte. Vincono questa kermesse di balli, canti, salti, “gozzoviglie e sbevazzamenti”, i romagnoli (solo di residenza) Marcabru con un folk assolutamente innovativo e originale, musica popolare come denominatore comune condita con suoni provenienti da diverse culture, che passano dal didjeridoo accompagnato da tanta distorsione al cantando a volte in inglese, altre in francese, altre ancora in dialetto, in un tripudio di suoni e colori senza dubbio molto originali.

Il preludio metereologo non era di certo dei migliori, ma il bel tempo ha deciso di sposare questa giornata di festa collettiva portando in strada un affluenza di pubblico sempre più eterogeneo, che va aumentando di anno in anno, inglobando chi lo scopre per la prima volta a chi torna anche grazie all’ottima organizzazione dell’evento (come rinunciare a gustarsi un “boccone di romagna” nel gustoso stand gastronomico).

Chiude a sera inoltrata un inusuale Massimo Bubola invitato a presentare il suo ultimo disco “Romagna Nostra” in collaborazione con il Circolo Sociale Del Liscio. Sentire cantare “Romagna mia”, “Ciao Mare” e altre canzoni sempre sentite in una certa chiave musicale, riarrangiate e risuonate in altro stile, mi ha lasciato non poco titubante, consapevole però, che nella musica nulla è sovrano, quindi tutto sommato, ben vengano operazioni come questa, che ridestano la musica popolare!

Una splendida giornata dedicata alla musica e al divertimento, non mi rimane che aspettare il prossimo anno per ripetere questo ottimo momento.

 

 

Articolo di: Alberto Naldini

Grazie a: Aldo Foschini, La Musica nelle Aie

Sul web: www.musicanelleaie.org - www.myspace.com/musicanelleaie

 

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