Juliette Greco in concerto @ Teatro Manzoni (Milano) - 13/07/2015

Scritto da  Domenica, 26 Luglio 2015 

Il Teatro Manzoni, con una serata indimenticabile di piena estate offerta nell'ambito della rassegna Expo a Teatro, ha portato sul proprio palco l’immensa Juliette Greco lunedì 13 luglio per la seconda tappa italiana del suo tour. E’ stato uno spettacolo unico in cui la grandissima cantante e attrice francese, protagonista della più autentica atmosfera bohemienne del dopoguerra parigino, ha regalato emozioni intense e irripetibili, tali da far sollevare forse a sorpresa tutto il pubblico verso la fine dello show in una standing ovation rivolta sia a lei sia ai due artisti che l’accompagnano da anni nei suoi spettacoli, il fedele fisarmonicista Jean Louis Matinier e suo marito, il pianista Gérard Jouannest. Lo spettacolo ha un titolo: ‘Merci’, ovvero ‘Grazie’.

 

Juliette Gréco
MERCI
pianoforte Gérard Jouannest
fisarmonica Jean Louis Matinier
presentato da Quartier Libre Productions
pianoforti Angelo Fabbrini
regolazione luci E.T.C. Italia

 

Per quanto questo tour sarà molto faticoso e la porterà per un anno e mezzo in vari Paesi, tra cui Francia, Belgio e Germania, è proprio qui, in Italia, che la Greco ha annunciato al mondo che questa tournée segnerà la fine dei suoi spettacoli dal vivo. A chi le chiedeva perché ha risposto “Perché ho 88 anni. Ot-tan-tot-to! Sono tanti, troppi, preferisco andarmene da me prima che qualcuno o qualcosa mi costringa a farlo… e dico Grazie a tutti!”. Come sempre decisa, sicura di sé e fuori dalla norma, va sottolineato che davvero non sono in molti a salire su un palcoscenico e cantare per quasi un’ora e mezza con un’energia ed un entusiasmo così tanto emozionanti, come ha saputo fare lei in occasione di questo appuntamento milanese. E come d'altra parte ha fatto per oltre 65 anni in modo magnifico.

Il Teatro Manzoni non è completamente esaurito ma c’è comunque un pubblico folto e caloroso; nonostante il periodo caldissimo e il concerto di un personaggio del secolo scorso, Juliette Greco ha attirato non solamente i prevedibili nostalgici dai capelli bianchi ma anche spettatori di ogni età, tra cui numerosi giovani, curiosi e poco propensi al compromesso. In compenso sono presenti anche moltissimi fotografi e giornalisti che si sono prenotati interviste e dichiarazioni finali.

Le prime canzoni della Greco assolvono egregiamente il compito di scaldare la platea. Lei indossa un vestito nero di velluto lungo fino ai piedi, quando entra in scena appare elegante e si dirige all’asta del microfono, dinanzi alla quale resterà in piedi per tutto il tempo. Tempo trascorso muovendo le braccia e le mani, che seguono con calibrati gesti il testo dei suoi brani, interpretando con il viso estremamente espressivo tutte le sfumature dei momenti più vibranti e poetici delle canzoni scelte.

Canta ‘Bruxelles’ e la sua voce è inconfondibile, così bassa ma potente. Sceglie brani tratti da album di Jacques Brél, artista ormai scomparso che lei aveva veramente amato al punto da dedicargli la raccolta "Juliette Gréco chante Brel", dodici titoli curiosamente arrangiati dal pianista Bruno Fontaine insieme a Gérard Jouannest, che fu accompagnatore e compositore di Brel prima di sposare la Gréco. Tutti questi brani vengono da lei stessa presentati e talvolta commentati, per poi essere eseguiti magistralmente. Come ‘Les Vieux’, dimostrando con semplicità che tanti possono cantare ed interpretare i poeti del passato, ma può restituirne l'essenza viscerale solo chi come lei ha vissuto intensamente, divisa tra dolorose sofferenze e amori passionali, solo chi ha sperimentato sulla propria pelle e conosciuto giorno dopo giorno quelle atmosfere bohemienne, quei versi nati tra amici, nei bistrots, con personaggi cantati da poeti e chansonnier, per decenni tradotti eppure mai incarnati nella loro pienezza e profondità. Eccola, lei invece è vera, è viva, ha una voce forse non più perfetta ma incredibile, piena di ironia, di sorrisi, di ammiccamenti. Lei è perfetta per raccontare la verità.

Ogni brano assume un senso e un significato che a leggere le parole o a sentirle cantate da altri, non si comprenderebbero mai. C’è l’allegria di tempi di povertà in cui tutto era condiviso, il vino e le risate, il pane e la sigaretta, l’amore e la felicità, la passione e l’osservazione tenera di chi invecchiava attorno e restava nel giro fino alla fine. Storie come quelle cantate in ‘Le Tango Funèbre’, con una Greco sempre immobile al centro del palco, mentre al susseguirsi di ogni brano gli spettatori applaudono sempre più forte, c’è chi già grida ‘Brava’ e chi mostra di divertirsi ridacchiando durante lo spettacolo, che vuole proprio questo. Far rivivere quelle atmosfere, che paiono prendere corpo grazie alla gestualità delle sue mani, che seguono il racconto dei testi così spesso ironici eppure impietosi. Di Brél ascoltiamo ‘Amsterdam’ e la voce di Juliette si modula coi sorrisi e l’improvviso grido, con quella voce profonda che vibra su tutto il pubblico, ormai completamente ammaliato.

Canta poi di un pesciolino e di un uccellino, quest’ultimo vuole volare nell’acqua e finisce tutto in uno splash, ma quei tre minuti sono indimenticabili. Ride cantando, dell’uccellino che vuole il pesciolino, come sono teneri dice. Poi canta Serge Gainsbourg e ancora ‘L’accordeon’, straordinario pezzo che il pubblico ormai accoglie con scrosciante enfasi. Creatrice di ineffabili panorami emotivi, quando canta ‘Le contre ecclesiaste’ e passa a brani di Leo Ferré, continua a deliziare tutti quanti. Porge con grazia ‘Mes amis à moi’ ad un pubblico ormai in delirio. Ancora Leo Ferré con ‘Avec le temps’, poi torna a Brél con ‘Ces Gens-Là’ e ‘La Chanson des Vieux Amants’. Qui, struggente, quando arriva a cantare “Oh mon amour, mon tendre, mon doux, mon merveilleux amour, je t’aime encore, tu sais, je t’aime…” usando tutte le pause più profonde, che entrano nel cuore e nell’anima, la platea è ipnotizzata. Ma la Greco fa entrare la morte con ‘J’ Arrive’, testo di Brél da lei cantato proprio in occasione della morte del grande cantautore, che parla dell’arrivo, mai desiderato ma ineluttabilmente previsto per tutti, della fine.

La serata sembra volgere al termine e il pubblico, con un movimento imprevisto, si alza, grida, applaude e si precipita verso il palcoscenico, neanche ci fosse Mick Jagger invece di Juliette Greco; le scattano foto coi telefonini, per un minuto c’è il disordine più assoluto e Juliette si limita a sorridere e ringraziare, ma la sua ultima canzone, che farà tornare seduti tutti quanti, è ‘Ne Me Quitte Pas’, lasciando in visibilio tutti quanti, un pubblico certo calorosissimo ma per il quale non ci sarà alcun bis nonostante i lunghissimi applausi a sipario ormai chiuso. Uno spettacolo straordinario e indimenticabile per infiniti motivi.

 

Teatro Manzoni - via Alessandro Manzoni 42, 20121 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 800914350, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacolo: lunedì 13 luglio, ore 21
Biglietti: a partire da 49 euro

Articolo di: Daniela Cohen
Grazie a: Ufficio Stampa Gaetano Petronio
Sul web: www.expoteatro.it

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