Giovanni Lindo Ferretti - A cuor contento in concerto @ Officine Cantelmo (Lecce) - 13/05/2012

Scritto da  Martedì, 15 Maggio 2012 

Giovanni Lindo Ferretti - A cuor contento in concerto @ Officine Cantelmo (Lecce) - 13/05/2012Fa molto caldo alle Officine Cantelmo, ma questa  non vuole essere una mera constatazione climatica, o tanto meno un modo tranquillo e sicuro per dare inizio a queste righe: non c'è la solita umidità leccese, ma un'aria strana, un rispettoso silenzio misto ad euforia in pillole pronte ad esplodere e dilatarsi senza chiedersi perché, il nome o il cognome. Un mio amico, poco prima di entrare, mi parlava di un profumo diverso, una di quelle cose che stiamo imparando a dimenticare…

 

 

 

Giovanni Lido Ferretti sale sul palco e pian piano nasce “Depressione caspica”, non ha ancora emesso una parola, ma arriva forte, e dritto, un colpo al cuore, mentre il fiume in piena comincia a scorrere, passano i brani in rapida successione, colpi mortali inferti alla nostra indole, commozione, perennemente, dietro l'angolo, si comincia ad oscillare in silenzio, all'unisono, vittime anagrafiche e volenterose di un mantra seminale e salmodiante.

Diviene inevitabile voltarsi e cercare uno sguardo, uno sguardo che diviene unificante ed universale, non più personale e soggettivo, ma carico di una vibrazione costante e crescente: la senti scendere giù lungo la schiena parte integrante di un sudore comunicativo.

Luce chiara figlia di una sconcertante rivelazione: è l'esame di coscienza universale di un mondo, di un'essenza, di una volontà, di una fitta rete di emozionali pensieri che si colpiscono, di continuo, per poi incamminarsi nel più alto dei punti.

Non c'è spazio per i vincoli, per i demistificanti sermoni, per le chiacchiere da bar e le perentorie critiche da colto del villaggio; Giovanni non parla mai, è immobile, colpisce e sorride e ogni attimo viene fissato per sempre, divine immanente, un Keats d'annata in perfetta forma.

Quello, sinora, provato in qualsiasi altro concerto svanisce, tutto quello che ci aspetteremo da una situazione del genere ci crolla in pochi secondi: l'umiltà, la saggezza e un minimalismo salvifico diventano le armi di un piccolo uomo che ci trasmette un messaggio immaginifico e sublime. Mi inchioda più volte mentre la scaletta scorre, ma quando in rapida successione assisto ad “Ongi” e “Cupe Vampe” mi sento anche io parte di un tutto, fedele a una linea che forse non c'è ma capace di far vibrare, sottopelle, ciò che resta di pulsioni sepolte.

Da solo, mi rendo conto che tutto quello che sto provando mi resterà in testa per giorni, piccolo pezzo di umanità e bozzetto di misticismo, senza la paura di crollare sotto il peso della nostra vera indole.

Le note che sento risuonare ad un certo punto sono quelle di “Irata”, non ce la faccio più e piango, mi volto a sinistra: potrà avere cinquant'anni e canticchia sottovoce nascondendosi dallo sguardo severo della moglie…

E piange anche lui…

 

 

Articolo di: Giuseppe Gioia

Grazie a: Pierpaolo Lala - Ufficio stampa Società Cooperativa Coolclub

Foto © Profilo Facebook Giovanni Lindo Ferretti

Sul web: www.officinecantelmo.it - www.coolclub.it - www.facebook.com/GiovanniLindoFerretti

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