Giovanni Allevi live @ Blue Note (Milano) - 09/10/2008

Scritto da  Carla Veccia Sabato, 11 Ottobre 2008 

Un’intensa ora e mezza di musica, di virtuosismi, di eccelsa abilità ma soprattutto di emozioni, di evasione dalla realtà, di esilio in una dimensione parallela. Queste le sensazioni dopo il concerto di Giovanni Allevi, nella dimensione più intimista del piano solo del suo Evolution Tour al Blue Note di Milano.

 

Un’intensa ora e mezza di musica, di virtuosismi, di eccelsa abilità ma soprattutto un’ora e mezza di emozioni, di evasione dalla realtà, di esilio in una dimensione parallela. Queste le sensazioni dopo il concerto di Giovanni Allevi nella dimensione più intimista del piano solo del suo Evolution Tour al Blue Note di Milano

Il ritmo è incalzante, il talentuoso pianista marchigiano sembra non volere spezzare la magica tensione emotiva tra un brano e l’altro e dunque cerca di interrompere il meno possibile, intervenendo solo sporadicamente e nel finale  per raccontare i suoi brani come invece accade di solito nei suoi concerti.

Al termine di ogni esecuzione gli applausi sono fragorosi, Allevi con la semplicità e umiltà che lo contraddistinguono appare invece intimidito e sorpreso da tanta ovazione!

Le sue mani scorrono rapide ma leggiadre, leggere su tasti e capotasti e si destreggiano con naturalezza e maestria tra stili diversi, tra i quali l’artista è capace a creare sinergie grazie al riuscito connubio tra tecnica e estro che lo caratterizza.

Allevi suona quasi ricurvo sul suo piano, sembra dialogare con esso, a tratti carezzando i tasti a tratti suonando in modo più energico e vorticoso in modo da ricreare crescendo e diminuendo di grande effetto e atmosfera. Durante l’esecuzione dei brani, sembra estraniarsi dal mondo trascinando il suo pubblico nella dimensione del “non pensare”: infatti come lui stesso conferma in un’intervista “uno degli aspetti più belli del suonare è abbandonare il pensiero razionale e fare in modo che la nostra istintualità diventi protagonista”.    

Il susseguirsi dei brani non è mai banale né monotono, spaziando tra brani più eclettici, jazz e con ritmo a ballad più dolci e classiche. In particolare si distinguono “L’Orologio degli dei” dalla melodia impetuosa in cui sembra  di avvertire nel  pulsare quel battito di cuore che distingue la vita; “Aria”, una delle poche introdotta dalle parole dell’artista, dedicata agli ansiosi come lui: nell’esecuzione infatti Allevi prende respiro dopo ogni pausa, per enfatizzare la funzione “terapeutica” della musica e “Prendimi” per restituire un po’ della gioia che il pubblico gli ha trasmesso con il suo entusiasmo.

E per concludere gran finale con la ormai celeberrima “Come sei veramente”, brano che racconta l’amore in modo delicato e passionale, a cui l’autore deve la notorietà presso il grande pubblico.

Gli applausi si protraggono per molto ad ogni brano e sono sempre di grande intensità,  il consenso del pubblico è alle stelle. Assistere ad un concerto di Allevi è un’esperienza magica, travolgete e indimenticabile!

 

 

Articolo di: Carla Veccia

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Grazie a: Ufficio stampa Parole e Dintorni

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