Fiorella Mannoia “Acoustic Tour” live @ Teatro Romano di Ostia Antica (Roma) - 15/09/2010

Scritto da  Mercoledì, 22 Settembre 2010 
Fiorella Mannoia

L’interprete più raffinata, emozionante e versatile che il panorama melodico italiano abbia conosciuto negli ultimi quattro decenni regala un concerto semplicemente memorabile al pubblico che ha letteralmente invaso la prestigiosa cornice della cavea del Teatro Romano di Ostia Antica: due ore di pure, cristalline e travolgenti emozioni per dar voce ai sentimenti più profondi dell’anima, farsi fieramente portatrice di ideali di giustizia sociale, solidarietà e rispetto della legalità e creare con le centinaia di spettatori presenti una sinergia solare, allegra, complice e coinvolgente. Una personalità artistica unica, riconoscibile ed intensa quella che Fiorella Mannoia infonde in ogni singola nota, rivestendo i suoi successi più celebri e brani immortali del repertorio cantautorale italiano di una affascinante veste acustica.

 

 

Una serata da brividi a fior di pelle. Brividi delicati ma persistenti. Fiorella Mannoia, a oltre quarant’anni dal suo debutto, conserva una vitalità espressiva ed una freschezza realmente contagiose, le quali, coniugandosi alla sua innata eleganza nell’interpretare e alla straordinaria empatia e capacità comunicativa nell’interagire con il pubblico, la rendono una delle artiste più preziose ed amate da ascoltatori di ogni generazione. Quale occasione migliore da festeggiare che la pubblicazione del suo nuovo progetto discografico, ovvero il cofanetto “Il tempo e l’armonia”, che custodisce un doppio cd live registrato al Teatro Filarmonico di Verona nello scorso mese di maggio ed il dvd che immortala questa magica serata; dopo il suggestivo concerto nella cornice dell’Arena di Verona in occasione della Festa del Volontariato 2010, ecco quindi Fiorella approdare con la sua sontuosa ed affiatatissima band di musicisti nella sua città natale, desiderosa di abbracciare i suoi appassionati ammiratori e ripercorrere assieme a loro le tappe più significative di un cammino musicale ed esistenziale che ha permesso loro di instaurare un legame speciale ed ormai indissolubile. Reduce da due anni durante i quali, con impegno costante ed inesauribile energia, l’artista romana ha pubblicato un emozionante album di inediti (“Il movimento del dare”) e una variegata raccolta di cover di brani dei più talentuosi cantautori italiani contemporanei e non (“Ho imparato a sognare”), partecipato alle più importanti iniziative di solidarietà a favore dei terremotati aquilani tra cui gli indimenticabili eventi “Amiche per l’Abruzzo” e “Corale per il Popolo d’Abruzzo” e percorso continuamente l’intera penisola concerto dopo concerto, non vi è alcun cenno di stanchezza. In perenne divenire l’estro creativo, la passione e la professionalità con cui Fiorella prosegue il suo sentiero di ricerca tra le pieghe dell’animo umano, per esprimere in maniera sempre più vivida e sincera sentimenti universali come l’amore in tutte le sue infinite declinazioni, la solitudine che rende malinconici e incerti sul futuro, il trascorrere degli anni che induce alla riflessione e a tracciare un bilancio della propria esistenza; ma la Mannoia, oltre che essere stata da sempre intensa e vibrante voce dell’emozione, ha sin dagli esordi sempre dimostrato un non comune ed apprezzabilissimo coraggio nell’esprimere con fierezza e convinzione le proprie opinioni sulle tematiche sociali e politiche che affliggono maggiormente il nostro paese (riflessioni che, nella data romana, affida al brano “Clandestino” di Manu Chao constatando al termine della canzone che si potrebbero aggiungere a questa senza problemi nuove strofe del tipo “aquilano è clandestino, la giustizia è clandestina, l’informazione è clandestina, la legalità è clandestina, il g8 illegal”, viste le condizioni di assoluto degrado morale e civile in cui versa attualmente la nostra nazione).

Il primo segmento del concerto propone in rapida successione alcune delle cover più luminose rivisitate dall’interprete romana nel recente passato, numerose delle quali custodite nell’album “Ho imparato a sognare” (tra le più emozionanti come non citare la straordinaria e personalissima versione di “Sally” di Vasco Rossi, divenuta ormai uno dei più apprezzati cavalli di battaglia del repertorio della Mannoia, oppure le altrettanto convincenti “Una giornata uggiosa”, classico intramontabile di Lucio Battisti, e “Le tue parole fanno male” di Cesare Cremonini).

Accompagnata egregiamente dalla sua band storica di musicisti, arricchita in questa occasione anche da un pregevole quartetto d’archi, l’artista inizia poi a passare in rassegna i brani più celebri che hanno costellato ed impreziosito quattro decenni di carriera in continua ascesa: da “Come si cambia”, capolavoro che sancì la sua consacrazione come interprete e che le fece comprendere che il canto costituiva effettivamente la sua reale vocazione alla meditativa e struggente “I dubbi dell’amore” firmata da Enrico Ruggeri (Fiorella in questa occasione la interpreta con il magistrale accompagnamento di Stefano Di Battista al sassofono rendendola ancor più viscerale e profonda), dalla più recente “Io posso dire la mia sugli uomini” per lei composta da Luciano Ligabue sino alla emozionante “Oh che sarà” scritta dal cantautore brasiliano Chico Buarque e tradotta per lei da Ivano Fossati.

Una piacevole sorpresa viene riservata agli spettatori allorchè l’artista romana scende in platea e invita la giovane Noemi, uno dei talenti più originali e brillanti che siano stati lanciati dallo show televisivo X-Factor e che ormai la Mannoia ha da più di un anno accolto sotto la sua ala protettiva sostenendo i primi passi del suo percorso artistico, a duettare con lei sulle note del brano di eccezionale successo radiofonico “L’amore si odia”. Le voci delle due “rosse” della musica leggera italiana si intrecciano ancora una volta in un dialogo dal quale trapelano stima reciproca, amicizia ed un’alchimia rarissima di sensibilità artistiche, sottolineata in questa indimenticabile data romana dal contrappunto elegante e gentile del sax di Stefano Di Battista. Altro momento di vibrante emozione è poi quello in cui Fiorella presenta al pubblico il suo nuovo singolo “Se veramente Dio esisti”, per lei composto dagli Avion Travel e prescelto per il lancio radiofonico del nuovo progetto discografico live appena pubblicato: la stessa artista ha descritto questo brano come “una struggente preghiera che con dolcezza descrive il nostro smarrimento nell’attuale momento storico” ed è veramente impossibile non lasciarsi scuotere lo spirito da questa ricerca accorata, fiduciosa e ricca di speranza di un sostegno divino che ormai sembra rappresentare l’ultima scialuppa di salvataggio di un mondo ormai ridotto allo sfacelo. La prima sezione del concerto si chiude con due dei più celebri successi del repertorio della Mannoia, ovvero “I treni a vapore” (anch’essa scritta da Fossati) e “Pescatore”, commovente poesia in musica di Pierangelo Bertoli, uno dei primissimi successi di una Mannoia ancora giovanissima e pressochè sconosciuta: la canzone, nella versione originale un duetto tra Fiorella e Bertoli, dipinge con tenui espressive pennellate la storia del tradimento perpetrato da una donna rimasta a lungo sola mentre il suo sposo affrontava i perigli di un mare inospitale con la speranza di una pesca fruttuosa. Una delle vette più alte del cantautorato italiano dei primi anni Ottanta si veste di modernità, rinnovato vigore e intensissima carica espressiva nell’interpretazione che Fiorella regala alla platea romana con sorprendente calore e generosità.

Pochi istanti di attesa e uno scrosciante applauso richiama i musicisti sul palco: stiamo per assaporare altre quattro gemme che renderanno ancor più indelebile il segno lasciato da questa serata nella nostra memoria. Dopo l’ammiccante, spiritosa ed accattivante versione della celeberrima “Via con me” di Paolo Conte, si dispiega dinanzi a noi un trittico di pura e travolgente emozione: si parte con “Quello che le donne non dicono”, confessione intimista e squisitamente femminile tramutatasi negli anni in un vero e proprio inno generazionale nonché nel brano più osannato dal pubblico del repertorio della Mannoia,  proseguendo con l’impegno sociale e la lucida analisi de “La storia” di Francesco De Gregori per poi suggellare la serata con la ventata di positività e spensierata solarità di “Il cielo d’Irlanda” che, con le sue sonorità di ascendenza folk, ci conduce repentinamente nell’inconfondibile atmosfera magica della terra di smeraldo. In un finale all’insegna dell’energia travolgente Fiorella ci conferma ancora una volta che il suo talento non è affatto quello di un’interprete distaccata ed algida: la forza del suo carisma risiede nella capacità di emozionare il pubblico con semplicità e nel riuscire ad instaurare con i suoi ascoltatori un legame umano, caloroso, potente ed impetuoso. Un legame ben simboleggiato dall’abbraccio che Fiorella, abbandonate le eleganti scarpe coi tacchi e indossate delle sportivissime scarpe da ginnastica, ci tiene ad offrire simbolicamente ai suoi ammiratori che l’hanno accolta nella sua città natale in una serata sold-out: difatti, cantando lo splendido brano scritto per lei da Massimo Bubola, attraversa dapprima la platea e poi si inerpica lungo le gradinate della cavea in un tripudio di allegria e col pubblico che la accompagna col ritmo dei battiti di mani. Una vera e propria festa popolare.

Fiorella Mannoia è tutto questo: interprete di classe, sofisticata e straordinariamente profonda ma al contempo – e soprattutto - artista generosa, indipendente, coraggiosa e con un mondo interiore sconfinato da raccontare, nonché donna costantemente attenta alle tematiche sociali e fervida sostenitrice di associazioni come Emergency sempre in prima linea per la tutela dei diritti umani più basilari fin troppo spesso calpestati. Un’artista come ce ne sono veramente pochissime in giro.

 

SCALETTA

1.    Le tue parole fanno male (cover di Cesare Cremonini)

2.    Cercami (cover di Renato Zero)

3.    Ho imparato a sognare (cover dei Negrita)

4.    Sally (cover di Vasco Rossi)

5.    Lunaspina

6.    Una giornata uggiosa (cover di Lucio Battisti)

7.    Clandestino (cover di Manu Chao)

8.    Estate (cover dei Negramaro)

9.    Come si cambia

10. I dubbi dell’amore (con Stefano Di Battista)

11. Io posso dire la mia sugli uomini

12. Belle speranze

13. L’amore si odia (con Noemi e Stefano Di Battista)

14. Oh che sarà

15. Se veramente Dio esisti

16. I treni a vapore

17. Pescatore (cover di Pierangelo Bertoli)

Encore

18. Via con me (cover di Paolo Conte)

19. Quello che le donne non dicono

20. La storia

21. Il cielo d’Irlanda

 

Sul palco del Teatro Romano di Ostia Antica con Fiorella Mannoia:

   Nicola Costa – chitarre, arrangiamenti

   Rosario Jermano – percussioni

   Fabrizio De Melis – violino

   Mario Gentili – violino

   Lorenzo Sbaraglia – viola

   Giuseppe Tortora – violoncello

   Fabio Valdemarin – pianoforte

   Marco Siniscalco – basso

   Matteo Di Francesco – batteria

 

Articolo di: Andrea Cova

Grazie a: Giovanna Salvatori

Sul web: www.fiorellamannoia.itwww.myspace.com/fmannoia

 

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