Fabi Silvestri Gazzè in concerto @ Pala Alpitour (Torino) – 5/12/2014

Scritto da  Mercoledì, 10 Dicembre 2014 

Concerti come quello di venerdì sera a Torino rimangono impressi nella mente per molto tempo. E non mi riferisco soltanto al numerosissimo pubblico del Pala Alpitour. Sono certo che anche Fabi, Silvestri e Gazzè non dimenticheranno facilmente quest’esperienza.

Quasi tre ore di musica volate via in poco tempo, scandite da una scaletta davvero ben orchestrata e da uno spettacolo scenico e musicale di prim’ordine. Se l’album "Il padrone della festa" va annoverato tra le proposte musicali più azzeccate dell’ultimo periodo, l’aspetto live lo è ancora di più. Sarà l’amicizia, il feeling artistico, la capacità di capirsi con poco. Sarà quello che si vuole. La loro esibizione infiamma il pubblico perché innanzitutto lo cattura e lo coinvolge. In alcuni momenti l’atteggiamento antistar del trio riconduce lo spettatore a quei concerti liceali  in cui tutti si conoscono, musicisti e audience ed interagiscono continuamente tra loro in modo diretto e spontaneo.

Chiaramente con le dovute proporzioni. Stiamo infatti parlando di uno show costruito nel dettaglio a partire dall’ingresso all’interno in una grande scatola bianca che poi si trasforma in palco. Ad "Alzo le mani" viene affidato il non arduo compito di aprire le danze, visto che la stragrande maggioranza del pubblico l’ha già imparata a memoria. Poi a seguire un trittico di canzoni estratte dai singoli repertori prima di abbandonare la loro postazione e posizionarsi sullo stage vero e proprio, davvero imponente e ben strutturato. Ad attenderli un sestetto di super musicisti “amici” anche perché, come ha sottolineato Silvestri: “Abbiamo portato i nostri migliori amici che poi sono anche i migliori musicisti”. Tutto vero. Dall’estro creativo di Roberto Angelini al travolgente impeto di Josè Ramon Caraballo Armas l’esecuzione musicale risulta impeccabile. Davvero incisive la versioni di "Vento d’estate" e de "Il mio nemico", episodi a cui il pubblico ha riservato un attenzione particolare.

Divertente anche se più annunciato e per questo meno spontaneo il momento in cui Max Gazzè e Niccolò Fabi fanno il loro ingresso con la vestaglia da pugili, per affrontarsi a colpi di canzoni del loro repertorio, arbitrati da Daniele Silvestri. E poi si riparte con la musica, quasi senza sosta, senza cali di tensione, senza appiattimenti artistici. Solo tante belle canzoni, da quelle più ballabili e festaiole ("Capelli", "Y10 bordeaux", "Cara Valentina", "La favola di Adamo ed Eva", "Lasciarsi un giorno a Roma" e "Salirò") a momenti delicati e carichi di intensità come "Mentre dormi", cantata in maniera corale. Il concerto si chiude con la title track dell’album "Il padrone della festa" e il successivo bagno di folla al termine del  quale Gazzè, Sivestri e Fabi sottolineano ancora una volta, casomai ce ne fosse bisogno come la forza del collettivo prevalga sempre sul singolo. Una forza strepitosa, se si considera il successo ottenuto dai tre in giro per l’Italia. Davvero difficile chiedere di più ad un concerto.


Articolo di: Carlo Raviola
Foto di: Laura Atzeni

Carlo Raviola

Nato a Mondovì (Cuneo) il 31-03-75, Ariete purosangue. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo Storico, sono Giornalista pubblicista con numerose esperienze alle spalle, non solo in ambito musicale. Tanti lavori nel mio CV, l'unico stabile è sempre rimasto quello del musicista, attività che pratico professionalmente da ormai 15 anni. Bassista e poco chitarrista, collaboro inoltre con alcune associazioni che si occupano di diffondere e divulgare musica.




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