Ezio Bosso, "The 12th Room" @ Auditorium Parco della Musica (Roma), 07/05/2016

Scritto da  Lunedì, 16 Maggio 2016 

Dopo l’emozionante esibizione al Festival di Sanremo e il concerto di aprile in Sala Sinopoli (sold out), Ezio Bosso torna all’Auditorium Parco della Musica, nella più sontuosa Sala Santa Cecilia, per un concerto in piano solo. L’occasione è quella di presentare il suo disco d’esordio “The 12th Room, un concept album meta-narrativo che attraversa le dodici stanze della vita.

 

Quel pianoforte al centro della Sala Santa Cecilia gremita di persone, già da solo mi fa emozionare. Ma quando il maestro Bosso fa il proprio ingresso in sala, accompagnato sulla sua carrozzella, è impossibile trattenere la commozione.

Fa fatica a parlare, sopraffatto dall’emozione, ma ci saluta con il suo consueto “ciao”, prima di sorprenderci con le note sublimi del brano che lo ha fatto conoscere a molti sul palcoscenico, tanto banale quanto per Bosso trampolino di lancio verso il pubblico di massa, del Festival di Sanremo: "Following a Bird".

Torinese, 45 anni di cui gli ultimi 11 trascorsi a Londra, Bosso è un musicista polistrumentista, compositore e direttore d’orchestra conosciuto in tutto il mondo, tranne nell’Italia delle canzonette, dove è rimasto intrappolato nella figura del compositore di colonne sonore, dopo aver scritto quelle, seppure bellissime, di “Io non ho paura” di Salvatores. Dal 2011 Bosso convive con una malattia neurodegenerativa progressiva, che ha cambiato il suo aspetto e la sua mobilità, ma non di certo la passione e la voglia di trasmetterla a noi tutti: continua a girare il mondo esibendosi con il suo “amico e fratello” pianoforte gran coda Steinway & Son della collezione Bussoti-Fabbrini, appositamente costruito da Piero Azzolla, ed utilizzando uno sgabello funzionale e di supporto chiamato “12” e nato dalla collaborazione con l’architetto Simone Gheduzzi di Diverse Righe Studio.

Ezio Bosso posa le mani sui tasti bianchi e neri del pianoforte e parla dritto al nostro cuore, in un flusso continuo di emozioni, dimostrandoci che con la forza di volontà, con la passione ed affidandosi ai propri sogni si può riuscire a vincere qualsiasi cosa, superando ogni barriera fisica.

Il concerto, diviso come l’album in due parti, interruzione che permette al compositore di “farsi oliare”, segue un percorso meta-narrativo. Come un’antica leggenda afferma, percorreremo le 12 stanze in cui è suddivisa l’esistenza, in cui abbiamo lasciato e lasceremo qualcosa di noi e che ci ricorderanno: secondo questa teoria, della prima, che è quella in cui avviene la nascita, avremo ricordo solo una volta raggiunta l’ultima, la dodicesima stanza, che è la numero 12 solo per convenzione, perché da quella si potrà ricominciare il percorso, in un ciclo infinito di scoperta e di meraviglia.

La prima parte del concerto è, quindi, dedicata alle 11 stanze della vita del compositore, alcune dedicate al repertorio pianistico, Chopin, Bach “il vecchiaccio” e John Cage in primo luogo, altre destinate ad inediti scritti in alcune fasi cruciali della sua esistenza, come “Out of the Room”, il primo brano scritto dal musicista dopo la diagnosi della malattia con cui convive, o riservate a personaggi che hanno colpito la sua sensibilità, come la stanza dolce e amara dedicata a Emily Dickinson, che visse per 30 anni rinchiusa in una stanza, guardando e reinterpretando con la propria emotività il mondo da una finestra.

La seconda parte, invece, è la sua sonata di 45 minuti, che non si interrompe mai, travolgendoci ed affascinandoci, fino a farci pensare, con le lacrime agli occhi, che i miracoli esistono davvero.

Il nostro poeta del pianoforte ci costringe a riflettere sulle innumerevoli possibilità ed opportunità che abbiamo già tra le nostre mani, sulla relatività del tempo che passa e sulla necessità di vivere ogni giorno nuovo come un piccolo miracolo.

“Il tempo è un pozzo nero. E la magia che abbiamo in mano noi musicisti è quella di stare nel tempo, di dilatare il tempo, di rubare il tempo. E quindi in questo senso il tempo come noi lo intendiamo non esiste più.”

 

Auditorium Parco della Musica - viale Pietro de Coubertin 30, 00196 Roma
Biglietteria: telefono 892.101
Orario spettacoli: 19/02/2016 e 07/04/2016 ore 21
Biglietti: da 22 a 35 euro + diritti di prevendita

Articolo di: Serena Lena
Grazie a: Massimo Pasquini, Ufficio stampa Fondazione Musica per Roma
Sul web: www.auditorium.com

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