Dont’ fear the light - Auditorium Parco della Musica (Roma)

Scritto da  Mercoledì, 20 Novembre 2019 

Due piani, due chitarre e l’elettronica reinterpretano le musiche di Steve Reich, Philip Glass e Timo Andres, danno luce alla prima composizione classica di Thom Yorke e scuotono le composizioni di e con Bryce Dessner e David Chalmin. Con “Don’t fear the light”, Katia e Marielle Labèque, eclettiche pianiste apprezzate a livello internazionale per la loro abilità nell’interpretare e “corrompere” la musica classica e barocca con elementi jazz, world, rock e pop, proseguono il loro omaggio ai maestri del minimalismo, con esiti affascinanti e travolgenti.

 

DON’T FEAR THE LIGHT
piano - Katia Labèque
piano - Marielle Labèque
voce, chitarre, elettronica - David Chalmin
chitarre - Bryce Dessner
con le musiche di Steve Reich, Philip Glass, Timo Andres, Thom Yorke, David Chalmin, Bryce Dessner
prima nazionale

 

La prima volta che ho ascoltato la musica di Katia Labèque era il 2004, al Teatro Palladium di Roma, non ricordo come sia arrivato lì, quella sera, ma di sicuro so il perché. Dovevo riconoscermi nella sua creatività, impertinenza, coraggio, visione e sfrontatezza. Nella sua volontà, libertà e capacità di affrontare sentieri sonori affascinanti ed impervi. Quella sera fui avvolto dalle note del suo progetto, realizzato con John McLaughlin: “Unspoken”, ovvero implicito, tacito, non detto, come sono le cose a noi più care. Un percorso anarchico, “necessario” ed ipnotico, fra l’acid Jazz e Schumann.

A distanza di 15 anni, lo scorso 10 novembre ci siamo “ritrovati” nella Sala Santa Cecilia, all’Auditorium “Parco della Musica”. Nessuno dei due ha smesso di seguire sentieri anarchici ed impervi, lei con esiti certamente più evidenti e votati alla bellezza, come quest’ultimo progetto “Don’t fear the light”, un percorso musicale “minimalista” corale ed eterogeneo, iniziato a germogliare nel 2011, in cui però spiccano, con stile e sapienza, le qualità dei singoli.

Katia, Marelle, Bryce e David, senza smarrirsi, costruiscono un’armonia ed una coesione che dovrebbero essere esempio per la comunità umana, invece troppo spesso capace solo di invidia per non saper replicare tanta bellezza. Un sogno minimalista, solido, ogni nota è un tassello indispensabile alla costruzione della nostra casa emotiva.

Lo spettacolo è diviso in due parti. In primo luogo, con la prima esecuzione italiana di “Out of shape” di Timo Andres, iniziamo ad essere accarezzati dalle note del pianoforte “omozigote”, condotto dalle anime delle sorelle Labeque, sussurrate, gridate, dichiarate dai loro polpastrelli sui tasti bianchi e neri, inevitabilmente necessari, gli uni agli altri.

Il “minimalismo”, come afferma David Chalmin, può essere considerato la rivoluzione musicale più importante del ‘900 perché l’unica che, negli anni, abbia avuto un seguito, sviluppando la capacità massima di espressione artistica, ovvero riuscendo a raccontare le proprie urgenze, il proprio “Mondo”, con pochissime note. La grandezza dei quattro musicisti è quella di saper interpretare il materiale armonico di Steve Reich, Philip Glass e degli autori minimalisti in genere, con trasporto, passione e vita.

La seconda parte del concerto si apre con l’esecuzione della nuova versione di “El Chan” di Bryce Dessner, dei “The National”, seguito dall’interpretazione della prima opera classica di Thom Yorke, leader dei Radiohead, opere che rapiscono la mente della platea, la porta lontano, in porti sconosciuti, da esplorare, dove cercarsi e ritrovarsi, altalene melodiche, artistiche, su cui è incantevole cullarsi, liberi di lanciarsi sempre più in alto.

Le note delle ultime composizioni, i “Particule 5 e 6” di David Chalmin ed “Haven” di Bryce Dessner, hanno il compito di completare il “crescendo”, lasciandoci gustare ancora la sospensione mentre, dall’alto, ci lasciano ammirare le luci che ci aspettano sulla Terra. Un lavoro di ricerca ed artigianato artistico importante, prezioso che ci scuote e ci ammonisce, dolcemente, di “non temere la luce”.

 

PROGRAMMA
Timo Andres - Out of shape 5’ (prima esecuzione italiana)
Steve Reich - Electric Counterpoint 15’
Philip Glass - Four movements 25’
Bryce Dessner - El Chan 15’38 (prima mondiale della nuova versione con chitarre ed elettronica)
Thom Yorke - Don’t Fear The Light 16’ (prima esecuzione italiana)
David Chalmin - Particule no 5 – Particule no 6 – extraits de Sept Particules 8’ (prima esecuzione italiana) - Distant Places 5’
Bryce Dessner - Haven 8’ (prima esecuzione italiana)


Auditorium Parco della Musica (Sala Santa Cecilia) - Viale Pietro de Coubertin 30, 00196 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/80241281, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: domenica 10 novembre ore 21
Biglietti: da € 19 a € 50

Articolo di: Enrico Vulpiani
Grazie a: Ufficio stampa Giulia Di Giovanni
Sul web: www.auditorium.com

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