Concerto del 1° Maggio 2016 - Piazza San Giovanni (Roma)

Scritto da  Lunedì, 02 Maggio 2016 

Un’edizione con al centro il valore del lavoro, la dignità e la libertà di svolgerlo in un mondo sempre più minacciato nella libera espressione: dedicato a Giulio Regeni ma anche a scuola e legalità, all’ambiente e alla musica come veicolo di inclusione e partecipazione in un mondo sempre più stretto e affollato eppure diviso.

 

Nella piazza che si riempie a poco a poco ma inesorabilmente, con oltre 50mila presenze già nel tardo pomeriggio, abbiamo seguito per SaltinAria la prima parte del concerto - promosso come sempre da CGIL, CISL e UIL e organizzato da iCompany e Ruvido Produzioni, che quest'anno, ha scelto come tema "Più Valore al Lavoro: Contrattazione Occupazione Pensioni”. A condurre l’evento Luca Barbarossa che, per la prima volta nelle vesti di presentatore del Concertone, è stato affiancato da Mariolina Simone, conduttrice radiofonica e televisiva, da sempre molto vicina al mondo della musica.

Il Concerto Primo Maggio 2016, in diretta da San Giovanni in Laterano in Roma è stato animato da 40 presenze, dalle esibizioni di Skunk Anansie, Max Gazzè, Vinicio Capossela con i Calexico, Asian Dub Foundation, Salmo, Marlene Kuntz, Tiromancino, Fabrizio Moro, Gianluca Grignani, Coez, Bugo, Dubioza Kolektiv, Tullio De Piscopo, Raiz Mesolella Rossi, Gary Dourdan con Nina Zilli, tra gli altri.

Noi ci siamo fermati solo per offrire uno scorcio, annusare l’aria di una piazza che stando in tv si vede ma non si ascolta: poche parole rispetto alle edizioni precedenti, spazio solo alle note e ai corpi che davanti al palco danzano e muovono le mani perché in un momento così difficile, duro e doloroso, le parole non servono e suonerebbero retoriche. Prima dell’inizio del concerto il tema del lavoro e del valore centrale che sta perdendo segna il percorso della manifestazione e lo stesso concerto è un microcosmo professionale con 700 persone occupate nel backstage. Novità di quest’anno il Tg ironico e a tratti sarcastico Lercio.it dal sito omonimo, l’unico di telegiornale che dà dipendenza a detta del conduttore. Una giornata di gioia ma anche di amarezza nel ricordo del giovane cronista, Giulio Regeni, torturato a morte in Egitto, “operaio della penna e della verità”, lavoratore privato della libertà e della dignità al quale Luca Barbarossa rivolge un pensiero e un invito alla piazza perché viva in ognuno di noi.

L’esordio è con la Bandabardò, che lascia anche spazio ai Gaudats Junk Band, un gruppo che usa strumenti autocostruiti con scarti e rifiuti.

Subito dopo la Banda Rulli Frulli, uno dei tre gruppi finalisti di un concorso per il Primo Maggio, 1MNEXT 2016, il concorso era dedicato ai migliori talenti della scena esordiente italiana, giovanissimi che suonano con strumenti di lavoro “Lo sciopero del sole” e dimostrano che la musica supera qualsiasi disabilità; secondo gruppo selezionato La banda del Pozzo, progetto nato a Barcellona Pozzo di Gotto (in Sicilia) agli inizi del 2012, che prende forma grazie alla collaborazione compositiva di Ezio Castellano e di Rosario Lo Monaco e poi si trasferisce a Milano diventando un quartetto e cominciando ad imporsi sulla scena musicale. Terzo selezionato Il Geometra Mangoni, progetto del solista Maurizio Mangoni che esordisce nel 2011, vincitore, comunicato in diretta con “Un altro inverno”.

E’ poi la volta di Med Free Orkestra || Angelini+Gabbianelli, con i Kutso, alternative rockers. Il gruppo nasce a Marino, in provincia di Roma, nel 2006 e il nome è un gioco di Matteo Gabbianelli che fin dal liceo soleva mascherare le parolacce inglesizzandole. Il gruppo vede Giacomo Citro al basso, Alessandro Inolti alla batteria, Donatello Giorgi alla chitarra. Nel 2007 il primo salto di qualità grazie alla conquista dell'Heineken Jammin Festival Contest, potendo quindi suonare sul secondo palco dello stesso festival.

Blebla, nato a Prato, con il nome all’anagrafe di Marco Lena, è il primo rapper a calcare il palco dell'edizione 2016 del Concerto del Primo Maggio di Piazza San Giovanni, con “Mi rifiuto”, motivo per la campagna sulla raccolta differenziata che l’Anci - Associazione Nazionale dei Comuni Italiani - ha condotto con il Ministero dell’Ambiente.

Altro tema sociale affrontato dal Concertone è la legalità ed infatti in serata arriva Fabrizio Moro con “Pensa”, dedicata alle vittime delle mafie; ma tra le canzoni anche il tema del cyber-bullismo e la legalità nelle scuole.

Eugenio Bennato ci riporta alle sonorità del Mediterraneo e, offrendosi generoso ai giornalisti nell’area stampa, parla della musica come di un viatico per creare comunione, incontro tra le genti. Il concerto del 2016 è infatti nel segno dell’inclusione, della partecipazione e delle regole.

E’ quindi la volta di Bugo, "fantautore" e poeta, dei Parto Nuvole/Terre Musica, e dei Mau Mau che tornano a Roma dopo anni, nati nell’underground torinese nel 1991, e che ricordano nel nome il movimento di liberazione del Kenya; in realtà in piemontese si tratta dell’appellativo dato a qualsiasi meridionale trasferito al nord o persona dalla pelle scura e il tema dei migranti ricorre nelle note di quest’edizione perché è un altro modo per dire lavoro oggi.

Uno spazio si apre poi per il Gianluca Grignani funambolo delle emozioni. Tra gli altri, Perturbazione/Andrea Mirò, Enzo Avitabile e Santino Cardamone con “La cantata di un povero fesso”, uno stornello.

Poi è la volta dei Modena City Ramblers con La fanfara di Tirana, per una versione singolare di “Bella ciao”, intramontabile canzone di ogni momento di protesta, dove l’umiliato e offeso si solleva.

E ancora, la sessione pomeridiana continua con Rezophonic; Tony Canto, che sul palco secondario, accompagnato dal collega palestinese Faisal Taher, esegue alla chitarra classica la dolente "La canzone disarmata".

Nada, una ragazza che non si è mai fermata e non ha mai smesso di sperimentare, è stata accompagnata dagli A Toys Orchestra in "Aprite le città", dal suo album più recente “L’amore devi seguirlo”, alla quale viene fatta seguire "Luna in piena".

Peppe Barra, “figlio del Mediterraneo” che ha cantato una versione partenopea originale del successo di Giorgio Gaber “Lo shampoo” e una filastrocca “mnemonica", così l’ha definita, "La ballata del Uallarino”; quindi Coez, con l'apertura "Niente di che", da "Niente che non va" dello scorso anno; Ambrogio Sparagna che con "Suspiri de core" porta sul palco il folkore mediterraneo; e la band di Cuneo, i Marlene Kuntz, che con Cristiano Godano e soci si presentano al concertone al completo per la sesta volta, con un precedente importante, quello del 2006, quando in scaletta venne inserita "La canzone che scrivo per te", eseguita con Skin allora in piena parentesi solista e oggi nella Capitale con i ritrovati Skunk Anansie.

 

Articolo di: Ilaria Guidantoni
Sul web: www.primomaggio.net

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