Carmen Consoli “VentunoDieciDuemilaTrenta Tour” live @ Auditorium Parco della Musica (Roma) - 01/02/2010

Scritto da  Venerdì, 05 Febbraio 2010 
carmen consoli

Prende il via da Roma, con un trittico di serate dense di viscerali emozioni, il lungo ed appassionante viaggio che condurrà in tutta Italia la nostra cantautrice più coraggiosa, profonda e indipendente, instancabile artigiana di suoni costantemente a cavallo tra tradizione e moderna sperimentazione, nonchè autrice di testi di rara poesia e raffinatezza. Un viaggio attesissimo dai suoi innumerevoli fans, sempre rigorosamente fedeli all’unica e sola “cantantessa” del rock italiano.

 

 

Quello che impegnerà Carmen Consoli nei prossimi tre mesi sarà un progetto assolutamente ambizioso ed intrigante, un viaggio musicale che vedrà intrecciarsi in due tour paralleli le sue anime opposte e dissonanti: da un lato un percorso acustico nei teatri italiani più prestigiosi, l’“Elettra Tour”, alla riscoperta del mito greco attraverso una pinacoteca di ritratti femminili di grande suggestione, riflettendo sulle mille affascinanti sfaccettature del sentimento d’amore, accompagnata sul palco da una vera e propria orchestra di chitarre, batteria, archi e percussioni; dall’altro un sentiero maggiormente aggressivo, tagliente ed impetuoso, il “VentunoDieciDuemilaTrenta Tour”, all’insegna di un rock elettrico, distorto e minimalista, che porrà in luce la sua anima più selvaggia e dirompente e la vedrà suonare il basso, strumento che ha abbracciato e studiato con devozione nel corso degli ultimi tre anni.

La prima tappa di questo emozionante cammino non avrebbe potuto svolgersi in alcun altro luogo se non a Roma, città che ha accolto come una seconda patria una catanese doc come Carmen non facendole rimpiangere il calore solare della sua splendida terra, e in particolare all’Auditorium Parco della Musica, teatro dei concerti più memorabili del suo recente itinerario artistico. La data zero di questa duplice tourneè, riservata interamente alla stampa e agli inossidabili “pappappini” (così amano autodefinirsi i fan più sfegatati della nostra “cantantessa” sicula), propone nella cornice intima ed avvolgente del Teatro Studio la scaletta originale, sorprendente e sperimentale del concerto elettrico, accostando alcuni brani estratti dal settimo album di studio “Elettra” di recente pubblicazione a numerose preziose perle incastonate nel suo brillante passato musicale. Sul palco al fianco di Carmen Consoli abbiamo l’opportunità di ascoltare una band che, nelle intenzioni della cantautrice siciliana, vorrebbe coniugare l’elettronica romana (grazie ad Andrea Pesce, instancabile indagatore di nuove direzioni sonore e virtuoso delle tastiere e del moog) alla scuola rock catanese degli anni Novanta (rappresentata ovviamente dalla stessa Carmen al basso, da Santi Pulvirenti – ormai da anni immancabile pilastro e compagno della sua avventura artistica - alla chitarra elettrica e dal travolgente batterista Leif Searcy di origini tedesco/americane). Il risultato ha un impatto veramente esplosivo e disarmante, tanto da regalare una nuova fervida dimensione a brani che nel corso degli anni sono entrati a far parte del nostro patrimonio genetico e che invece in questa veste sembrano assolutamente ammantati dal carisma della novità. In un’ora e mezza siamo nuovamente, ed inesorabilmente, conquistati dall’energia pura e sanguigna di un’interprete capace di rinnovarsi costantemente, la stessa energia che ci aveva fatto innamorare oltre un decennio fa di lei e della sua scintillante Fender rosa.

La serata si apre sulle note graffianti di “Bambina impertinente”, ironica, sfrontata e seducente provocazione di una donna fiera della propria sensualità priva di inibizione e falsi moralismi; si prosegue poi con un brano che in una scaletta di rock lisergico e impetuoso come quella di questo tour non sarebbe potuto assolutamente mancare, ovvero “Matilde odiava i gatti”, indubbiamente il più originale e lacerante tra i numerosi ritratti di personaggi femminili dipinti da Carmen nei suoi ultimi lavori discografici. Solo due purtroppo i pezzi estratti dall’ultimo raffinato e penetrante album “Elettra”, ma d’altro canto la chiave interpretativa di questa serata non avrebbe consentito di assaporarne le altre preziose gemme in un contesto adeguato, vi sarà modo e tempo per farlo nella cornice più intima ed avvolgente dei teatri: il primo dei due è “Mio zio”, in cui Carmen racconta la “storia di una famiglia catto-borghese che lava i panni sporchi in casa”, occultando il dramma di una violenza domestica in nome di una miserabile rispettabilità sociale, una storia che la cantantessa ci narra tramite immagini vivide ed affilate, quasi espressionistiche (“Madre non piangere, ingoia e dimentica//Le sue mani ingorde tra le mie gambe//Adesso sta in grazia di Dio”, “Ho messo un rossetto rosso carminio//E sotto il soprabito niente//In onore del mio aguzzino”); altrettanto affascinante è il sogno futuristico, chagalliano, popolato da creature aliene e dissonanti, di “VentunoDieciDuemilaTrenta” in cui attraverso armoniosi cambi di registro vocale viene sferrato un altro lucido attacco al perbenismo conformista della società borghese contemporanea. Il brano che dà il titolo a questo tour rapisce veramente l’intero pubblico con le sue atmosfere ipnotiche, e lo conquista definitivamente con una coda strumentale di raro fascino e potenza. Pescano invece direttamente nel passato da ribelle rockeuse che vide Carmen ascendere alla ribalta nazionale a metà anni Novanta i tre brani “Un sorso in più”, “Lingua a sonagli” e “Vorrei dire”, che un’interpretazione viscerale e sentita sa rendere ancora estremamente attuali e vigorosi.

Una piacevole sorpresa è poi sicuramente avere l’opportunità di riascoltare “Komm wieder”, brano portante della colonna sonora del film “L’uomo che ama” di Maria Sole Tognazzi, in cui la voce ed il basso di Carmen si intrecciano con il controcanto e la poderosa batteria di Leif Searcy: un grido di passione per dar voce alla disperazione di un uomo che si strugge per amore, un uomo romantico nel senso più puro di questo termine. La cantautrice ci presenta questo tesoro nascosto del suo repertorio raccontando che all’inizio del Novecento esisteva una clinica dove trovavano rifugio i pazzi d’amore e di come in una mostra fossero stati esposti i ritratti di queste anime tormentate; nel più famoso di questi dipinti compariva ripetuta innumerevoli volte la scritta “Komm Wieder” (in tedesco “ritorna”) e da questa visione esplose dirompente in lei l’urgenza di comporre questo pezzo virulento e commovente. Sul filone dell’emotività si colloca l’amatissima “Fino all’ultimo” con la sua introspettiva riflessione che deflagra in un impeto di rabbiosa, femminea e incontenibile passione; in questa occasione, a sottolineare e rendere ancor più incisivo il messaggio di uno dei testi più poetici ed intensi dell’artista catanese, contribuiscono anche delle luci impetuose che, sull’esplosione del ritornello, letteralmente abbagliano il pubblico violentandone i sensi.

Non mancano però episodi maggiormente vivaci, leggeri e divertenti, perfetti per trascinare il pubblico e indurlo a cantare a squarciagola: due classici come “Venere” e “Fiori d’arancio” riscaldano gli animi sin dalle prime note, esaltando con il loro ritmo contagioso anche i pochi compassati ascoltatori che ancora opponevano un’inutile resistenza al fascino della nostra cantantessa doc. Singolare è poi la rievocazione nostalgica degli anni adolescenziali in cui Carmen, nella sua adorata Catania, frequentava abitualmente delle discoteche dove non si ballava la solita scontata miscela di commerciale ed house, egregiamente rimpiazzata dalla ben più stimolante musica indie americana di gruppi come Sonic Youth o Pixies; proprio a questo periodo e all’adolescenziale invaghimento per questo filone musicale si riconduce la scelta di inserire in scaletta il brano “Devil’s roof” delle americane Throwing Muses, una Carmen in una veste decisamente inedita ma sempre sorprendente ed accattivante.

Sembra giunta l’ora del congedo, visto che la cantantessa depone il suo possente basso (lo stesso appartenuto all’indimenticato compagno di band Leandro Misuriello, morto tre anni fa in Sardegna in un incidente stradale accaduto subito dopo un concerto) e tra accecanti luci stroboscopiche ci saluta; sappiamo però che si tratta fortunatamente di una separazione di solo qualche istante ed infatti eccola tornare sul palco del Teatro Studio con Andrea Pesce ad accompagnarla al piano, per incantarci e devastarci con la bellezza cristallina e vibrante di “Blunotte”, interpretata da una Carmen che pone completamente a nudo la propria anima e ci appare come uno spirito insolitamente indifeso e travolto dalla potenza del sentimento d’amore. Per il gran finale però la cantantessa si riappropria del suo basso e parte l’incipit bruciante e corrosivo di “Stato di necessità”, arricchita da un finale strumentale di imponente energia che imprime un prezioso suggello su una serata di incredibile rock d’autore.

Un carisma di altri tempi. Il coraggio di andare contro corrente, rifuggendo la banalità delle mode ed il cinico conformismo di una società gretta ed ostile. Una curiosità musicale capace di spaziare a trecentosessanta gradi dalla tradizione folk sino al rock più acido ed intriso di un ardore incontrollabile. La sensibilità necessaria per comporre versi di sublime poesia. Questi, insieme a molti altri, i motivi che fanno di Carmen Consoli una delle poche, sincere, voci della nostra generazione.

 

SCALETTA

1.      Bambina impertinente

2.      Matilde odiava i gatti

3.      Mio zio

4.      Un sorso in più

5.      Lingua a sonagli

6.      Komm wieder

7.      Venere

8.      Vorrei dire

9.      Fino all’ultimo

10.  Devil’s roof (cover delle Throwing Muses)

11.  Fiori d’arancio

12.  Ventunodieciduemilatrenta

Encore

13.  Blunotte

14.  Stato di necessità

 

La band del VentunoDieciDuemilaTrenta Tour:

    Carmen Consoli – voce, basso

    Santi Pulvirenti – chitarra elettrica

    Andrea Pesce – tastiere, moog, arrangiamenti, produzione

    Leif Searcy - batteria

 

Date del VENTUNODIECIDUEMILATRENTA Club Tour:

02/02 - Roma (Teatro Studio)

05/02 - Firenze (SascHall)

13/02 - Bologna (Estragon Club)

18/02 - Torino (Hiroshima Mon Amour)

20/02 - Pordenone (Deposito Giordani)

27/02 - Rimini (Velvet Club)

04/03 - Milano (Alcatraz)

12/03 - Taneto di Gattatico, Re (Fuori Orario)

19/03 - Ancona (Neon Club)

27/03 – Ripamolisani, Cb (Blue Note Music Club)

04/04 - Catania (Zo Centro Culture Contemporanee)

08/04 - Napoli (Casa della Musica)

16/04 – Roncade, Tv (New Age Club)

Date dell’ELETTRA Tour Teatrale:

03/02 - Roma (Auditorium Parco della Musica, Sala Santa Cecilia)

06/02 - Firenze (Teatro Verdi)

08/02 - Cagliari (Teatro Lirico)

10/02 - Sassari (Teatro Verdi)

11/02 – Lanusei, Og (Teatro Tonio Dei)

14/02 – Bologna (Teatro delle Celebrazioni)

17/02 - Torino (Teatro Colosseo)

22/02 - Verona (Teatro Filarmonico)

26/02 - Cesena (Nuovo Teatro Carisport)

05/03 - Milano (Teatro Smeraldo)

10/03 - Belluno (Teatro Comunale)

11/03 - Reggio Emilia (Teatro Valli)

18/03 - Civitanova Marche, Mc (Teatro Rossini)

26/03 - Teramo (Teatro Comunale)

29/03 - Palermo (Teatro Golden)

01/04 - Catania (Teatro Metropolitan)

06/04 – Rende, Cs (Teatro Garden)

07/04 - Napoli (Teatro Augusteo)

10/04 - Padova (Gran Teatro)

23/04 - Brescia (Palabrescia)

24/04 - Bergamo (Creberg Teatro)

 

Articolo di: Andrea Cova

Grazie a: Marcella Chiummo (Ufficio Stampa OTRLive), Massimo Pasquini (Ufficio Stampa Fondazione Musica per Roma)

Sul web: www.carmenconsoli.itwww.auditorium.com

 

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