Carmen Consoli in concerto @ Palapartenope (Napoli) - 29/04/2015

Scritto da  Mercoledì, 29 Aprile 2015 

"Tornare è un'abitudine, per quelli come te". E quell'"Abitudine di tornare" suonava proprio come un titolo tristemente profetico, ascoltando le note del suo ultimo album. Troppo lontano dall'ispirazione e dall'urgenza espressiva che trasudavano dai suoi primi capolavori, per soddisfare chi da cinque anni attendeva impaziente il rientro sulle scene della Cantantessa. Per svelare l'arcano, abbiamo dovuto aspettare di vederla tornare nel suo elemento naturale: il palco. Là, dove l'abitudine si è trasformata in una riscoperta.

A tal punto che l'ultimo album sembrerebbe quasi un semplice pretesto per poter riprendere a girare i palasport di tutta Italia con il nuovo "L'abitudine di tornare tour". Quella napoletana è stata la penultima data, prima del ritorno nella sua Sicilia, domani ad Acireale. E la Carmen Consoli che si è presentata ai pochi ma calorosi fan partenopei è un'artista che riparte da nuove consapevolezze esistenziali (quelle della vita da mamma e in coppia) e da vecchie reminiscenze musicali. Un vero e proprio ritorno al futuro, dopo anni in cui aveva apparentemente rinnegato il rock, preferendo ai chiassosi palazzetti i più tranquilli teatri.

Intendiamoci, il casino giovanile dei tempi di "Mediamente isterica" resta un ricordo fisiologicamente lontano. Ma l'anima e il sound, quelli Carmen non li ha certo dimenticati. I brani della sua più recente fatica, i meno amati dal pubblico e forse anche da lei stessa, sono ridotti al minimo sindacale. Quelli che fanno esplodere l'entusiasmo del Palapartenope, fin dal carichissimo inizio del concerto, sono i successi della sua epoca d'oro, che da tempo mancavano dalle sue scalette: "Geisha", "Besame Giuda", "Per niente stanca", giusto per elencare qualche titolo. Non che la dimensione più intima sia stata del tutto archiviata, anzi: a questa è dedicata un'intera parentesi del live, durante la quale la Consoli rimane da sola sul palco con la sua chitarra acustica. E qui, tra una "Blunotte" e una "In bianco e nero", le guance si rigano anche di qualche lacrima.

A Carmen bastano poche parole per giganteggiare sul palco, affidandosi alla sua voce vellutata, al suo carisma magnetico, alle sue canzoni poetiche. Sua preziosa spalla è la band, rinnovata proprio per questo tour: al basso la maestosa Luciana Luccini, alla batteria la delicata Fiamma Cardani, alle tastiere l'esperto Roberto Procaccini e alla chitarra il fido Massimo Roccaforte. Pochi ingredienti e la magia è servita. E la Cantantessa si riconferma, una volta di più, come la più grande cantautrice rock italiana dei nostri tempi. Bentornata, Carmen.


Articolo di: Fabrizio Corgnati

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