Bruce Springsteen in concerto @ Hyde Park (Londra) - 14/07/2012

Scritto da  Lunedì, 20 Agosto 2012 

Bruce Springsteen concerto Hyde Park (Londra)Gran parte della nostra vita è contraddistinta da momenti per lo più insignificanti. Altre volte ci si trova davanti ad eventi che passeranno alla storia. In questo caso possiamo dire che siamo stati davvero fortunati ad aver potuto assistere ad un concerto che resterà negli annali e di cui, per un paio di giorni, hanno parlato i giornali di mezzo mondo. Ovviamente stiamo parlando dello show di Bruce Springsteen ad Hyde park, nell’ambito del’Hard Rock Calling, uno spettacolo che verrà tramandato ai posteri come una delle più grandi offese al rock, dove il boss è stato interrotto sul più bello per aver sforato gli orari consentiti. I volumi abbassati hanno fatto sfumare una memorabile versione di “Twist &shout” che l’uomo di Asbury Park stava suonando con un “certo” Paul McCartney.

 

 

Il concerto londinese è partito sotto a nuvole minacciose che di tanto in tanto hanno rilasciato spruzzate di pioggia e sopra ad una coltre di truciolato bagnato e fangoso, che ha costretto molte presenti a munirsi di stivali.

I primi a salire sul palco sono i giovani Hey Monea!, giovane band vincitrice del contest di Hard Rock Cafè. Con il loro stile tra Keane e Oasis si sono guadagnati le simpatie dei tanti presenti proprio mentre l’area concerti ha cominciato a riempirsi.

Il secondo nome in programma era stato quello di Tom Morello (ex Rage Against the Machine ed Audioslave) che ha presentato il suo nuovo progetto solista The Nightwatchman. Si tratta di musica di protesta sospesa tra folk e blues, dove il nostro ha trovato anche spazio per sfoggiare le sue celeberrime schitarrate, in uno stile sempre originale. Bravo è bravo, ma al di là dell’impegno e degli svariati proclami anti-sistema è apparso un po’ scontato.

L’atto terzo è toccato ai nashivilliani Lady Antebellum. In un’oretta circa hanno propinato un pop-country, tanto ben suonato quanto insipido.

Archiviata la noiosa parentesi, il concerto ha cambiato decisamente registro ed anche il cielo lo ha capito, regalando un momentaneo barlume di (quasi) sereno. Un signore con una camicia di flanella è salito sul palco per presentare un altro signore con la camicia di flanella. Il primo era Bruce Springsteen. Il secondo era il sommo John Fogerty. Presentato dal boss l’ex leader dei Creedence Clearwater revival è andato in scena. Fogerty ha sfoggiato gran parte del repertorio dei Ccr da “Who’ll stop the rain” a “Bad moon rising”. La sua voce è sempre cruda e tagliente ed i musicisti dietro di lui se la sono cavata alla grande alla grande. Puntualmente c’è stato spazio anche per un ritorno di Bruce che con l’amico John ha suonato “Rockin’ all over the world”. Basterebbe questo per consegnare Hard Rock Calling 2012 ai libri di storia, ma il più bello, ovviamente, è arrivato dopo, con la quinta ed ultima esibizione.

Il più grande rocker di tutti i tempi è apparso come un messia: da solo. Dietro c’era solo Roy Bittan al piano. Con l’armonica ha attaccato subito con una versione pianistica di “Thunder road”, come sul live “’75-‘85”. I brividi hanno aggredito subito i presenti, e non è stata certo la successiva versione di “Badlands”, stavolta con tutta la E-street band dietro, a placarli. Su “Death for my hometown” è ricomparso Morello; per “The promised land”, invece, il boss ha richiamato John Fogerty. Ci si aspettava un boss in versione “combat-folk” un po’ come l’ultimo album “The wrecking ball”, ed invece, complice anche la corposa sezione fiati con Jack Clemons a fare le veci del defunto zio Clarence, è prevalsa un’anima nera come hanno dimostrato una “Waiting on a sunny day” mai così “soul”, il classico “Raise your hand” e la “Land of hope and dreams” con citazione di “People get ready”. Nel finale, peraltro guastato dalla pioggia e dall’ignobile impianto audio (caratterizzato da volumi “ondeggianti”) è arrivata la sorpresa che nessuno s’aspettava: si è materializzato Paul McCartney in persona. Con il baronetto di Liverpool, Springsteen ha suonato la beatlesiana “I saw her standing there” e la già citata “Twist & shout”, interrotta dalle autorità con i volumi abbassati in fretta e furia, tanto da non lasciare spazio nemmeno per dei degni saluti di Bruce, della sua banda e dei suoi ospiti. Della coda di polemiche già sapete tutto. In ogni caso: la storia è stata scritta.





Scaletta:
Thunder Road

Badlands

We Take Care Of Our Own

Wrecking Ball

Death To My Hometown

My City Of Ruins

Spirit In The Night
The Promised Land

Take ‘Em As They Come

Jack Of All Trades

Empty Sky

Because The Night

Johnny 99

Darlington County

Working On The Highway
Shackled And Drawn

Waitin’ On A Sunny Day

Raise Your Hand
The River

The Ghost Of Tom Joad
The Rising

Land Of Hope And Dreams – People Get Ready
We Are Alive

Born In The U.S.A.

Born To Run / Glory Days
Dancing In The Dark
I Saw Her Standing There
Twist And Shout

 

Articolo di: Stefano Vietta

Sul web: http://brucespringsteen.net/

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