Beethoven senza pari @ Auditorium Parco della Musica (Roma)

Scritto da  Ilaria Guidantoni Venerdì, 06 Luglio 2012 
Beethoven senza pari

Un titolo, un programma: avvicinare il grande pubblico alla musica classica; regalare la piacevolezza di una serata estiva a Roma in compagnia di uno dei compositori più noti e più amati. Beethoven difficilmente non piace e in questa occasione è stata scelta la selezione delle celebri sinfonie con il numero dispari. La direzione di Carlo Rizzari sembra confermare che è iniziata un’altra stagione per i ‘conduttori’ degli spartiti classici: eleganza, sobrietà, fusione totale con l’orchestra, anch’essa preparata a muoversi come un corpo unico. Un’esecuzione più di scuola la prima; passionale, con qualche tratto nevrotico a sottolinearne l’espressività la seconda. Senza eccessi di protagonismo, Rizzari si muove agile, discreto, garbato, con grande raffinatezza nel gesto e nel rispetto dei tempi musicali. Non sovrasta la scena. Semplicemente la compone. Il pubblico apprezza il crescendo.

 

BEETHOVEN SENZA PARI

Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia

direttore Carlo Rizzari

Beethoven Sinfonia n. 1

Beethoven Sinfonia n. 5

 

Beethoven (Bonn 1770-Vienna 1827) è da sempre considerato uno dei maggiori compositori di ogni tempo probabilmente insieme a J. Sebastian Bach e Amadeus Mozart. "Senza pari", come recita il titolo del festival estivo a lui dedicato dall'Accademia di Santa Cecilia, è anche un felice gioco di parole sul programma delle tre serate (tutte con replica) che prevedono l'esecuzione parziale delle sue 9 Sinfonie, ristretta a quelle, appunto, di numero "dispari".

Fu proprio Beethoven a traghettare nell'800 il modello haydniano e mozartiano della Sinfonia, e a rivoluzionarne da capo a piedi spirito, forma e contenuto. Perché solo le "dispari"? Perché se nella Seconda, nella Quarta, nella Sesta e nell'Ottava è come se il passo rivoluzionario rallentasse per riposarsi e riflettere (basti pensare alla contemplazione della Natura nella "Pastorale", o ai neoclassici divertissement di Quarta e Ottava), le Sinfonie di numero dispari contengono quei travolgenti impulsi di innovazione che porteranno il genere "Sinfonia" ad assumere proporzioni, non solo per dimensioni d'organico e di durata, mai conosciute prima. Punto di partenza per il distacco da Haydn, la Prima s'impone all'attenzione per quel suo desiderio virile di farsi ascoltare non più come musica di circostanza, ma come manifesto di un'etica morale fondata sull'ideale perfezione di un mondo fatto di pure, olimpiche idee sonore. Nella Terza, "Eroica", prima sinfonia della storia a superare i tre quarti d'ora di durata, il corpo sinfonico sfoggia una corposità muscolare singolare, e ci prepara all'esplosione dell'onda emotiva della Quinta, forse "la" Sinfonia per eccellenza, e al cosmico slancio ritmico della Settima. Infine la Nona, dove il verbo beethoveniano deve ricorrere alle voce del coro e dei solisti per lanciare il suo grande appello di pace e fratellanza universale.

Sul podio Carlo Rizzari, direttore assistente di Antonio Pappano dal 2006, che per chi conosce le sinfonie del grande compositore e le ha ascoltare molte volte, si rivela per la rinuncia all’enfasi che a volte le rende pompose. Rizzari premia piuttosto l’espressività, senza fretta nell’esecuzione. Domina la musica, senza farsene accorgere, e lo si comprende perché non si lascia trascinare dal crescendo, dal temperamento caldo della Quinta, ma concede pause che definiscono e incorniciano il testo musicale. La sua gestualità è elegante, sobria ma penetrante, tanto che l’orchestra appare davvero anche in senso grafico come un corpo dove tutte le membra sono in armonia e soprattutto nel finale i musicisti accompagnano con il corpo il suono, piegati e tesi in quello slancio in avanti che è tutto compreso in un comune sentire sonoro. L’empatia si avverte da quando entra in scena ai saluti e ringraziamenti finali.

La musica diretta da Rizzari, giovane siciliano, è rispettata, non aggredita dalla presenza del direttore, che le permette di espandersi in tutta la sua grandezza e varietà. Nella Quinta sono evidenti gli stacchi, i richiami con gesti quasi bruschi pur non enfatici né troppo ampi ai singoli strumenti e gruppi di strumenti per dare risalto a tutte le voci e alla complessità di questa partitura, che annuncia la forza e l’innovazione creativa musicale in modo prorompente.

 

Cavea dell’Auditorium Parco della Musica di Roma

Orario spettacoli: mercoledì 4 e giovedì 5 luglio, ore 21

Prossimi appuntamenti: mercoledì 11 luglio e giovedì 12 luglio con Sinfonia n. 3 e Sinfonia n. 7

Biglietti: I settore euro 40, II settore euro 30, III settore euro 20, IV settore euro 15, V settore euro 10

I biglietti possono essere acquistati anche presso:

Botteghino Auditorium Parco della Musica

Viale Pietro De Coubertin Infoline: tel. 068082058

Prevendita telefonica con carta di credito:

dall’Italia tel. 892982, dall’estero +39 02 600 60 900

Call Center Zètema tel. 06.06.08

 

Articolo di: Ilaria Guidantoni

Sul web: www.auditorium.com - www.santacecilia.it

 

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