Beatrice Antolini live @ Spazio 211 (Torino) - 17/12/2010

Scritto da  Sabato, 18 Dicembre 2010 
Beatrice Antolini

La regina del panorama rock indipendente italiano si presenta nel tour di promozione del nuovo album “BioY”, uscito poco più di un mese fa, in una veste rinnovata, più elettronica e impetuosa, ma con la stessa energia inarrestabile e impagabile di sempre.

 

 

 

 

 

 

Rinnovati alcuni elementi della band, rinnovato lo stile (più impetuoso ed elettronico), rinnovato persino l’abbigliamento, splendidamente uniformato con l’impianto grafico di “BioY”, l’ultimo album uscito da poco più di un mese e il cui titolo campeggia sul suo top. È una Beatrice Antolini tutta nuova quella che si ripresenta dopo due anni sul palco del torinese Spazio 211, nell’ambito del suo tour invernale.

E, per quanto sembri incredibile a dirsi (chi l’ha già vista esibirsi capirà che cosa intendo), è una Beatrice ancora più brava di prima. Alla sua carica inesauribile, alla sua vena compositiva geniale e alla sua padronanza polistrumentale, infatti, ora la rocker maceratese (ma bolognese d’adozione) è in grado di unire una maturità sorprendente, per un’artista giunta appena al suo terzo album. Bea, dopo varie peregrinazioni sempre personali e originali tra generi diversi, sembra oggi più che mai aver trovato definitivamente la propria direzione, alla luce della quale reinterpretare anche il suo repertorio precedente.

Nella scaletta si susseguono martellanti, senza tregua né soluzione di continuità, i pezzi vecchi del fortunato album “A due”, accelerati e riarrangiati in un’interessante chiave aggiornata (“punk”, la definisce lei sorridendo), con i nuovi brani di “BioY”. Il cui titolo, fra parentesi, rimane un mezzo mistero: troppo lungo da spiegare il significato reale, si accontenta di riassumercelo con la filosofica e sibillina frase “la difesa dell’io”.

Ma, novità a parte, quello che più colpisce quando ci si trova davanti alla Antolini è la sua straordinaria energia. Lei saltella da una parte all’altra, si siede alle percussioni o alterna le tastiere al moog, un microfono all’altro, senza il minimo cedimento. E assistere ad un suo concerto genera una sensazione tanto rara quanto difficile da descrivere a parole, per chi non abbia avuto ancora la fortuna di provarla: è un flusso vitale quasi tangibile, che si impadronisce del tuo corpo e lo movimenta, lo solletica dall’interno, lasciando alla fine un godimento fisico che va oltre la stessa dimensione musicale, peraltro impeccabile.

Da dove uno scricciolo di ragazza del genere sia in grado di tirare fuori un’energia così, resta un mistero. Per noi, ma anche per la diretta interessata: “Non lo so nemmeno io – scherza a fine serata – Oggi, di certo, di energia ce n’era tanta. So soltanto che domani, per recuperare, mi toccherà dormire tutto il giorno!” C’è da crederle, se si pensa che, oltretutto, le è toccato esibirsi in preda ai malanni di stagione: “E’ tutta la settimana che non mi sento bene, ma quando salgo sul palco non lo sento più.” E non lo sente nemmeno il pubblico.

Un pubblico completamente trascinato e ammaliato nonostante il lavoro non impeccabile del fonico e il non esaltante numero di presenti: “Mi aspettavo più gente, anche se non si può chiedere miracoli da un giovedì – confessa lei – In ogni caso eravamo pochi, ma buoni!” Rispetto alla sua ultima apparizione sabauda, in un Fabrik semi-deserto, comunque, si può dire che stavolta si è già fatto un passo avanti. Sono tanti i segni, accumulatisi negli ultimi mesi, che fanno intendere che il mondo della musica italiana si stia finalmente (e tardivamente) accorgendo di Beatrice Antolini.

Una ragazza che rappresenta ormai in maniera indiscussa la più bella realtà del panorama indipendente nostrano. Quanto ci vorrà ancora perché le major le diano una meritata chance? Lei sembra divertita e rassegnata allo stesso tempo: “Si accorgeranno di me quando sarò troppo vecchia e non avrò più voglia. È un peccato, certo, perché con un supporto un po’ più importante si potrebbero fare delle belle cose anche nei live.” Nell’attesa, l’importante è che Beatrice continui così, per tutta la vita. “Finchè reggerò…”

 

Le prossime date del tour:

18 dicembre 2010/ Firenze/ Auditorium Flog
27 dicembre 2010/ Novoli (LE)/ Teatro Comunale
28 dicembre 2010/ Bari/ Teatro Kismet
29 gennaio 2011/ Perugia/ Urban
12 febbraio 2011/ Arezzo/ Karemaski
25 febbraio 2011/ Modena/ Kalinka
26 febbraio 2011/ Brescia/ Vinile 45
06 marzo 2011/ Vicenza/ Panic Jazz Club

 

Articolo di: Fabrizio Corgnati

Grazie a: Annachiara Pipino, Ufficio Stampa DNA Concerti

Sul web: www.myspace.com/beatriceantolini

 

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