Anna Oxa in concerto @ Auditorium Parco della Musica (Roma) - 12/05/2015

Scritto da  Lunedì, 18 Maggio 2015 

A maggio è tornata in concerto dal vivo, con il suo Voce Acustica Tour, Anna Oxa.

Di nuovo protagonista live e unplugged; suoni originali, strumentazioni etniche, i più bei brani della sua carriera tutti noti al pubblico, tre musicisti eccelsi e un carisma scenico, peculiarità  da sempre tutta sua: l’ensemble musica, voci del pubblico e  le incredibili profondità canore dell’artista apulo-albanese, si fonde insieme a creare incanto ed atmosfera.

Martedì nella Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, un bel pubblico di fans ed estimatori ha accolto il suo evento con applausi, ammirazione e partecipazione. Eccola tutta in bianco, tessuti di garza ad evidenziare come l’emozione superi le sovrastrutture per creare poesia, immedesimazione e quel velo di naturalezza e selvaggio che da ultimo caratterizzano la sua instancabile sperimentazione alla volta di quell’impercettibile permearsi tra divino e terreno che è in ognuno di noi e nell’arte.

E come ci eravamo lasciati nel 2010 sullo stesso palco?  Si ricomincia  con il testo di Ivano Fossati con “Tuttto l’amore intorno” e poi “Storie”; incredibile ma vero successi senza confini quello di “Francesca (con i miei fiori)”, “Oltre la montagna”“E’ tutto un attimo”. Come se fosse una macchina del tempo, in altre dimensioni, in questa libertà espressiva si manifesta l’anima, e la voce diventa la danza dell’anima e spazia con il pubblico sempre più partecipe da “Controllo totale“, a “Di questa vita”; da “Pagliaccio azzurro” a “Tutti i brividi del mondo”; da “Mezzangolo di cielo” a “Spot”.

E dalle collaborazioni in continuo fermento, ecco quelle con Tony Levin e Will Malone: “L’eterno movimento”, “Take a little trip"; con Roberto Vecchioni: “A lei”; con Piero Cassano: “Pensami per te”.  Anna Oxa, una silhouette che sfida il tempo: è la volta di “Un'emozione da poco”. Suona l’acqua, suona il vento, suonano le corde, vari fiati e percussioni e dissertando di piccoli curiosi strumenti si parla della filosofia che ispira l’arte, di chi la fa e chi ne è permeato inesorabilmente come da una forza intima e soprannaturale.

Giunge così l’apoteosi della serata con “Io no”, l’elegia al non cedere al fascino dei condizionamenti; con “Ti lascerò”, vittoria sanremese 1989, con “Donna con te”, l’inno all’indipendenza femminile, “Senza pietà”, l’ostinazione con il sentimento che non lascia scampo e “Quando nasce un amore” nella sua spontaneità coinvolgente. A questo punto l’artista saluta  il pubblico, ma poco dopo regala un pezzo ad intensa vocalità e lirismo acustico e chiude un evento davvero unico.
 

Articolo di: Massimo Tucci

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