Alice in concerto @ Auditorium Parco della Musica (Roma) - 23/03/2015

Scritto da  Sabato, 28 Marzo 2015 

A due anni di distanza da Samsara torna sulla scena musicale italiana, con il nuovo lavoro Weekend, realizzato appunto nei fine settimana, Alice, cantautrice singolare per profondità di testi e peculiarità vocali, una tra le migliori voci che abbia saputo declinare l'universo autoriale di Franco Battiato. Alice torna sul palco per presentare i brani del suo nuovo album con tre concerti esclusivi che anticipano il tour previsto per la prossima estate. Oltre ai brani che compongono il suo nuovo lavoro discografico uscito lo scorso novembre, la cantautrice romagnola propone dal vivo un florilegio di canzoni scelte dal suo ampio repertorio, con l’intento di condividere i momenti più significativi del proprio percorso musicale.

 

Una carriera costellata di successi, estremamente creativa e poliforme quella di Alice. Vince Castrocaro nel 1971 con il brano dei Pooh “Tanta voglia di lei”; la Gondola d'Argento a Venezia, l’anno successivo, con "La festa mia", brano scritto e prodotto da Franco Califano.

Il vero successo arriverà poi nel 1980 con l’album "Capo Nord", l’incontro con Franco Battiato e Giusto Pio e il singolo “Il vento caldo dell’estate”, hit che invase prepotentemente le classifiche di quell’estate. Quindi vince Sanremo 1981 con “Per Elisa” e l’album successivo “Azimut” la vede finalmente anche autrice dei suoi brani. Prosegue, di successo in successo, con “Una notte speciale”, “Messaggio”, i duetti con Franco Battiato “Chan-son egocentrique” e “I treni di Tozeur” che le varranno il primo, la vittoria ad Azzurro e il secondo, un ottimo piazzamento all’Eurofestival, “Il profumo del silenzio”, “Nomadi” di Juri Camisasca scritta originariamente per Giuni Russo, “Notte a Roma”, frutto del sodalizio artistico e personale con Francesco Messina, “Il sole nella pioggia", “Visioni”, “In viaggio sul tuo viso” e "Il giorno dell'indipendenza" di Camisasca di nuovo a Sanremo per il 2000, arrivando progressivamente a concedersi sempre più sperimentazioni e curiosità.

Notevoli le collaborazioni con Eugenio Finardi, Tiziano Ferro, Tony Levin, Phil Manzanera, Camisasca, Peter Hammill, Morgan, Paolo Fresu, Jakko Jakszyk e Tim Bowness dei No-Man e Skye dei Morcheeba con l'ipnotico brano che le vede in duetto, “Open your eyes” contenuta nell’album Exit del 1998. Interpreta con successo, originalità e unicità “La recessione”, poesia di Pier Paolo Pasolini musicata da Mino de Martino; ed ancora rivolge un omaggio a cantautori quali De André, Ivano Fossati, Francesco De Gregori, Battisti-Panella, Francesco Guccini, Giorgio Gaber, i King Crimson, Syd Barrett e David Bowie, in Personal Juke Box e Viaggio in Italia. Innovativo il progetto del 1999, God is my dj, ampiamente strumentale e aperto a sonorità sperimentali, un percorso molto particolare per ricondursi al sacro tramite la musica: molti concerti in questo periodo sono stati tenuti direttamente nelle chiese. Il live del 2009 Lungo la strada include un'interpretazione straordinaria de “La cura” di Battiato e "‘A‘cchiù bella", poesia di Totò su musica di Giuni Russo.

L'Auditorium Parco della Musica di Roma costituisce la cornice perfetta per presentare live il nuovo lavoro Weekend. Alice, diva per eleganza, perfezione vocale e semplicità, si presenta sul palco da sola vestita di bianco, una tastiera, luce flebile, come in uno studio della propria casa, una nota e come nel “Lungo la strada tour” inizia il concerto quasi a cappella; con sonorità crescenti, alzando di brano in brano le luci, Alice esegue i pezzi del suo nuovo lavoro.

“Gli ultimi fuochi”, brano d’apertura del live del 2009 Lungo la strada dà il la al concerto; si prosegue con “La realtà non esiste”, già eseguita dal vivo con Franco Battiato, e "L’umana nostalgia”, entrambe firmate da Claudio Rocchi; e ancora “Qualcuno pronuncia il mio nome”, “Aspettando mezzanotte”, “Viali di solitudine”, rifacimento dall’album Park Hotel del 1986, reinterpretato e riarrangiato in quest'ultimo progetto discografico; “Veleni”, brano scritto da Battiato e Sgalambro, presentato e scartato al Festival di Sanremo 2014; “Da lontano” in duetto con Luca Carboni, rifacimento dall'album Exit del 1998; “Tante belle cose”, traduzione in italiano di "Tant de belles choses" di Françoise Hardy, singolo apripista dell' ultimo album.

Weekend è stato realizzato appunto durante i fine settimana, all'interno dello studio casalingo dell'artista, in sinergia con Francesco Messina, Marco Guarnieri e Pino Pischetola. Il look di Alice in questo live capitolino sembra rievocare questo mood: in piedi, vestita come in un fine settimana a casa, in bianco, con tanto di elegante cardigan, scarpe comode ed occhiali, gioca, come ancora assonnata, con il leggio per affrontare con ironia l’emozione della prima, andando a ripercorre principalmente il suo repertorio più recente, con piccole divagazioni rivolte al vero passato.

Con la perfezione dell’intonazione e un'estrema attenzione ad ogni dettaglio sonoro, esegue “Orientamento” e “Un mondo a parte”, dal citato Samsara; “Anín a grîs” e “Nomadi” dal live Lungo la strada; “Morire d'amore“ e “A' cchiu' bella”, pescando qua e là dai due medesimi lavori precedenti; ”Dammi una mano amore” da Charade; “Autunno già” ancora del 2012; “Il silenzio delle abitudini”, “Il contatto” e “Non insegnate ai bambini” da Viaggio in Italia.

Prima di congedarsi, Alice presenta il gruppo di musicisti che l'ha accompagnata: Antonello D’Urso (chitarre/basso/live electronics/voce), Floriano Bocchino (tastiere) e Osvaldo Di Dio (chitarre/voce), davvero esimi solisti, e saluta con calore il pubblico.

Ma i numerosi fans presenti non resistono all'entusiasmo, raggiungono il sottopalco ed esultano energicamente affinchè Alice regali loro qualche altra perla musicale. La richiamano dunque sul palco ed ecco giungere il "momento Battiato": da Gioielli rubati ripropone “Prospettiva Nevski”, il brano dell’Eurofestival “I treni di Tozeur” ed il successo sanremese “Per Elisa”.

Non basta, rientra nuovamente sul palco e con grande simpatia e semplicità accontenta i suoi fan. Sì è vero non è un juke-box e ci vorrebbero enormi polmoni per esaudire tutte le richieste che arrivano dal parterre, osserva con infinita eleganza la stessa interprete. Ed ecco che l’Auditorium, impetuosamente partecipe nonostante lo stile ricercato della performance, canta e balla con lei “Il vento caldo dell’estate” del 1980 e “Messaggio” del 1982. Si potrebbe cantare ancora “Chan-son égocentrique”, dice lei, ma il testo dov’è?!?! E’ volato via!!! E la chiusura di due ore di concerto è con “Tante belle cose”, in una versione meno unplugged e più strumentale.

Si conferma con questa data romana la grande personalità umana, vocale e interpretativa di Alice, sul palco e nel contatto con la gente: senza eccessi, ma con la naturalezza che fa ed è la differenza.

Il tour continua per questo assaggio di primavera il 29 marzo a Firenze al Teatro Puccini e l’ 8 aprile a Milano al Teatro Nuovo.

 

Articolo di: Massimo Tucci
Grazie a: Francesca Alfieri, Ufficio stampa Welldone Promotion
Sul web: www.auditorium.com - www.alice-officialwebsite.com

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