Aemaet in concerto @ Contestaccio (Roma) - 12/03/2013

Scritto da  Domenica, 17 Marzo 2013 

La band pontina Aemaet presenta al rinnovato (a ampliato) Contestaccio, a Roma, il nuovo disco “Human Quasar”, pubblicato dagli stessi Aemaet e Red Cat Records (distr. Audioglobe). Esplosione di rock inquinato da cupa elettronica.

 

 

 

 

 


La band Aemaet presenta al rinnovato (a ampliato) Contestaccio, a Roma, il nuovo disco “Human Quasar”, pubblicato dagli stessi Aemaet e Red Cat Records (distr. Audioglobe). La band pontina, nata nel 2010, propone un rock che “esplode prepotentemente da emozioni intestine e subconscie: rabbia, risentimento, oppressione emergono improvvise in un graffio sul volto, in uno sguardo avido e rabbuiato, alla ricerca di una vendetta che vuole significare giustizia. Una violenza che nasconde un forte sentimento di tristezza e di angoscia, mascherato per salvare non solo i membri della band, ma lo stesso pubblico ascoltatore”.


La band ha presentato il nuovo disco “Human Quasar” all’interno della Flanerì Night, dove si sono esibiti anche Pretty Wallet e Almanoir.


Prima di salire sul palco viene proiettato il videoclip di “The Iconoclast”, estratto da “Human Quasar”. Un video ossessivo e dal finale velenoso.


Quando salgono sul palco mi stupisce subito la voce cavernosa e potente di Cristian Suardi, che riprende alcuni simboli presenti nel videoclip: una maschera bianca e un piccolo teschio. “Noi siamo illuminati” dice Cristian “…dai faretti!”.


La performance della band è impeccabile, un affiatamento tra i vari strumenti che miscela rock sanguigno ed elettronica. In effetti i brani che sono finiti in “Human Quasar”, mi dice Cristian Ciccone, sono stati composti per primi. Il finale di scaletta è dedicato ai nuovi brani che finiranno sul prossimo disco, dove la matrice elettronica è amplificata, ricordandomi in vari punti i Depeche Mode e i Cure di “Pornography”.


Il disco “Human Quasar” è diviso in due “lati”: White Matter e Black Matter, ad evidenziare forse le due anime che convivono negli Aemaet: il rock e l’elettronica. Tra i brani eseguiti live mi hanno entusiasmato “Andy the Mothman” e “A Boy Called Hermes”.


La parola Aemaet in ebraico si traduce in “Verità”: “questa parola sacra e magica evoca bene la musica della band pontina, carica di tensione verso i più alti sentimenti dell'uomo, titanico e romantico, allo stesso tempo in bilico sull'abisso emotivo che quegli stessi sentimenti sono in grado di provocare nel suo animo.”


Lunga vita agli Aemaet!

 

 

 


HUMAN QUASAR
Side A: White Matter
1. Vetus Ordo Seclorum
2. The Iconoclast
3. A Boy Called Hermes
4. Demons of Dawn
5. Andy the Mothman
Side B: Black Matter
6. Slumber
7. The Hangman
8. Shadow
9. Paradoxical Sleep
10. A Shelter From Dreams

 

AEMAET sono:
Cristian Suardi - Voice
Stefano di Russo - Drums
Giovanni Ialongo - Guitars
Cristian Ciccone - Bass Guitar

 

Articolo di: Ilario Pisanu
Grazie a: Cristian Ciccone e Alice di Red Cat
Sul web: http://www.facebook.com/Aemaet

 

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