La lunga notte dei sonnambuli a Cesena. Instancabili, infaticabili, inarrestabili, gli attori del gruppo di lavoro del progetto “Carissimi Padri” - Donatella Allegro, Nicola Bortolotti, Michele Dell’Utri, Simone Francia, Lino Guanciale, Diana Manea, Eugenio Papalia, Simone Tangolo e Olimpia Greco - orchestrati magistralmente dalla regia di Claudio Longhi e dalla “bacchetta” di Giacomo Pedini, hanno infiammato di energia e di caloroso entusiasmo il Teatro Alessandro Bonci di Cesena. Insieme agli attori, nella piovosa serata del 10 ottobre, 150 impavidi cittadini hanno portato in scena gli esiti dell’Atelier “Il Gran Valzer dei Sonnambuli - Per un esame di (in)coscienza del mondo di ieri”.

Dopo la breve pausa estiva sono riprese, con il consueto vigore creativo, le intense attività del progetto “Carissimi Padri - Almanacchi della Grande Pace (1900-1915)". Ideato e diretto da Claudio Longhi, promosso da Emilia Romagna Teatro Fondazione, il progetto culturale prosegue la sua attività con incontri, cene-spettacolo, letture, laboratori e un Atelier che si svolgerà a Cesena presso il Teatro Bonci. Così come fu per “Il Ratto d’Europa”, anche “Carissimi Padri” culminerà in uno spettacolo finale che sarà in scena al Teatro Storchi di Modena dal 7 al 17 gennaio 2016.

Dopo la recente nomina a Teatro Nazionale, Emilia Romagna Teatro Fondazione presenta una Stagione che riconosce la linea di lavoro e ricerca che negli anni ha visto ERT crescere assieme alla sua città. È proprio quella con la città la prima relazione che il Teatro deve tessere, riconoscendovi un luogo privilegiato di riflessioni, crescita personale, sviluppo di senso critico ma anche un importante momento di confronto con la realtà e la contemporaneità che ci circondano.

È entrato nel vivo il progetto Carissimi Padri con l’avvio delle prove dello spettacolo finale che debutterà a gennaio 2016 al Teatro Storchi di Modena. Spettacolo di cui non si conosce ancora il titolo, ma si sa già che non sarà certamente lo stesso del progetto. Ed è partita una vera e propria gara a chi lo scoprirà per primo. Quel che è certo, invece, è che le prove sono oggetto di un duro addestramento per i nostri cari “soldattori”. Sotto l’egida del “General Longhi” e in un luogo segreto e blindatissimo, si prova lo spettacolo che sarà la realizzazione di un “triplice” ed entusiasmante viaggio negli anni che hanno preceduto lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, la cosiddetta Belle Époque.

Il rapporto coi propri padri, si sa, è sempre questione complessa. Amore, paura, riconoscenza, odio, senso del dovere, tenerezza…: tutto si mescola in un groviglio difficile a districarsi, da cui bene o male siamo nati. E i padri si fanno così “carissimi”: oggetto di affetto profondo, ma anche figure ingombranti e per più aspetti “costose”.

Proseguono incessanti e a pieno ritmo le attività del progetto Carissimi Padri. È già on line sul sito www.carissimipadri.it il secondo numero del periodico “Il Sonnambulo - l’Almanacco d’inizio Secolo” che riporta le numerose iniziative, correlate al progetto, previste per il mese di aprile e non solo.

Ha preso avvio, già da gennaio, il progetto “Carissimi Padri” diretto da Claudio Longhi e promosso da Emilia Romagna Teatro Fondazione. Come già avvenuto con il progetto “Il Ratto d’Europa” del 2012/2013, anche Carissimi Padri prenderà forma con numerose iniziative culturali, la maggior parte delle quali partecipate e condivise dai cittadini di Modena e dei comuni limitrofi.

L'anno volge al termine e, come ormai da tradizione, la Redazione Teatro di SaltinAria vuole celebrare assieme ai suoi lettori gli spettacoli più emozionanti, gli attori più talentuosi, gli istanti più memorabili vissuti sui palcoscenici negli ultimi dodici mesi. Scopriamo assieme quali saranno secondo noi i più vividi ricordi teatrali di questo 2014...

Avete mai voluto essere invisibili? Vi siete mai domandati di cosa muoiano gli animali selvatici? Avete mai pensato a come sarebbe andata la semifinale di coppa del mondo Italia-Polonia del 1982 se Boniek non si fosse fatto squalificare? In scena un uomo col dono dell'invisibilità e un bambino che cerca di rimettere a posto i pezzi dell’ultima estate della sua infanzia. In un unico corpo si anima una storia così assurda che forse è proprio vera. Siamo all'inizio degli anni '80 e dentro le dinamiche di una strana famiglia. Ma siamo anche al di fuori del tempo e dello spazio, nei luoghi dove solo l'uomo invisibile può addentrarsi.

Mercoledì, 14 Maggio 2014 19:37

Il Ratto d'Europa - Teatro Argentina (Roma)

Per un paio di settimane Roma e in particolare il fulcro nevralgico della sua anima teatrale, lo storico ma vitalissimo Teatro Argentina, è stata fatta oggetto di un'invasione tanto tumultuosa quanto pacifica: gli agenti, fiancheggiatori e simpatizzanti del Ratto, divertentissima mascotte dell'articolato progetto multiculturale orchestrato con inesauribile passione ed entusiasmo da Claudio Longhi, hanno portato in scena una drammaturgia collettiva e partecipata dalla profonda valenza civile; "Il Ratto d'Europa" ha rappresentato una preziosa occasione per interrogarsi sul significato della convivenza di popoli fortemente eterogenei sotto l'egida di un'unica bandiera, sulle radici ed il destino di un organismo politico, economico e sociale troppo spesso strumentalmente vilipeso ma invece imprescindibile per un futuro di pace e prosperità. Il tutto attraverso uno spettacolo trascinante, ironico e godibilissimo che ha coinvolto l'intera cittadinanza - finendo per incuriosire e galvanizzare anche persone decisamente lontane dall'identikit dei frequentatori abituali delle platee teatrali - salutato da una viva attenzione del pubblico, da calorosissimi applausi e da sold out a ripetizione, nonchè accompagnato da una serie di iniziative collaterali e laboratori con studenti liceali e universitari, centri anziani, istituzioni politiche ed attive nel sociale.

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