In occasione delle celebrazioni, nel 2019, dei cinquecento anni dalla di Leonardo da Vinci, Albeggi Edizioni pubblica Le infinite ragioni – il manoscritto segreto di Leonardo da Vinci, un romanzo storico in forma di diario che l’autore, Giuseppe Bresciani, immagina che il Genio fiorentino scriva gli ultimi anni della sua esistenza, trascorsi ad Amboise, ospite di Francesco I di Valois, presso il quale arrivò probabilmente nel 1516.

Da maggio a ottobre "Essere Leonardo da Vinci - un’intervista impossibile tra i suoi disegni autentici" è a disposizione della città di Milano che, in occasione di Expo 2015, ha incoronato il geniale artista ed inventore come personaggio più creativo e interessante della storia italiana. Questo è uno spettacolo scritto, diretto e interpretato da Massimiliano Finazzer Flory, che vi ha lavorato intensamente per quasi tre anni e che arriva in Italia dopo un rodaggio assai impegnativo. Ha debuttato infatti in prima mondiale in Giappone, a Tokyo, nel febbraio 2013 per quindi girare a Fukuoka e a Nagoya, concludendo il tour nipponico tra Kyoto e Osaka. E’ infine approdato negli Stati Uniti dove ha girato per ben due mesi, passando da Washington e Houston e chiudendo il tour a New York. Ogni volta viene scelto un differente intervistatore: qualcuno che ponga le domande scritte alle quali Finazzer Flory-Leonardo risponde utilizzando le parole originali del sommo maestro, pittore, inventore, anatomo-ricercatore, studioso di possibili sogni che sarebbero stati davvero realizzati solo nel futuro, come il volo dell’uomo e la possibilità di immergersi nei fondali degli oceani.

Lunedì, 20 Aprile 2015 19:01

Leonardo 1452-1519. Il disegno del mondo

Quando si va a visitare una mostra presentata come un evento mondiale, tanto vale aspettarsi qualsiasi cosa. Se poi parliamo di un’esposizione a Palazzo Reale, a Milano, in occasione dell’Expo allo scopo di divulgare la capacità creativa degli italiani, allora vale la pena cercare di entrare a Palazzo e dare un’occhiata. Milano conosce da sempre Leonardo: l’Ultima Cena che sta in una chiesetta tranquilla, quella di Santa Maria delle Grazie e il Museo delle Scienze e della Tecnica, non a caso intitolato a Leonardo e in cui si possono trovare le sue macchine più coraggiose, considerando che nel ‘400 non esistevano né elicotteri, né paracaduti, né palombari o biciclette. Eppure Leonardo aveva disegnato e studiato i possibili modi per volare, andare sott’acqua, planare dall’alto…

Al Teatro Oscar è andato in scena solo pochi giorni "Il Codice del Volo di Leonardo", spettacolo scritto, diretto e interpretato da Flavio Albanese, capace di riempire l’anima e lo spirito di tante belle suggestioni. Un monologhista in fondo può fare soprattutto questo, parlare e suggestionare al punto da far sognare. E Albanese ha il coraggio di rivolgersi pure ai bambini, tanto che mezzo teatro è pieno proprio di bimbi, che peraltro vengono anche invitati a fare un po’ di sana confusione. Anzi, gli parla proprio, pone loro domande e ascolta e discute le risposte. In fondo interpreta il ruolo di Zoroastro, ovvero il giovane allievo di bottega di Leonardo da Vinci, il cui vero nome era Tommaso Masini, che si dice abbia sperimentato la più futuribile delle invenzioni vinciane, la celebre ‘macchina per volare’.

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