Domenica, 02 Febbraio 2020 21:18

Skianto - Teatro Franco Parenti (Milano)

Filippo Timi riporta al Franco Parenti “Skianto: un monologo intenso che tra dissacrazione, poesia, comicità e amarezza, fa vivere allo spettatore una montagna russa di emozioni e riflessioni contrastanti.

Domenica, 19 Gennaio 2020 12:34

Skianto - Teatro Niccolini (Firenze)

Dal 14 al 19 gennaio al Teatro Niccolini di Firenze è in scena “Skianto” di Filippo Timi, con Salvatore Langella: uno spettacolo-monologo, esuberante e debordante come l’istrione umbro, che racconta la sua favola grottesca, noir, aprendo allo sberleffo e alla trasgressione, non per deridere o per il gusto della provocazione tout court ma per raccontare la vita e i suoi dolori in modo salace. Timi non fa sconti, nemmeno a se stesso, portando in scena una grande energia e la propria autoironia, guardando il mondo però con uno sguardo tagliente, dissacrante senza dimenticare la tenerezza. Il mondo dei bambini è spesso al centro della sua attenzione, quelle bocche cucite dagli adulti a cui Filippo dà voce. Spettacolo pirotecnico che conferma la prodezza di Timi, non senza qualche compiacimento e insistenza di troppo che talora mette da parte i testi, che meritano sempre attenzione.

Mercoledì, 22 Febbraio 2017 20:32

Una casa di bambola - Teatro Argentina (Roma)

Si rinnova nel segno di Henrik Ibsen il riuscitissimo sodalizio artistico tra l’istrionico Filippo Timi e la ricercata cifra registica di Andrée Ruth Shammah, direttrice del Teatro Franco Parenti che in questa circostanza firma anche traduzione e adattamento del capolavoro norvegese del 1879. Sullo sfondo dell’elegante e claustrofobico spazio scenico concepito da Gian Maurizio Fercioni, un sontuoso appartamento borghese dietro il cui decoro rosa antico si annida la putredine di menzogna, solitudine, incomprensione e silenzi, deflagra il dramma di Nora e Torvald Helmer: un funambolico Timi veste i ruoli di tutti i personaggi maschili principali, mentre la tormentata eroina ibseniana è incarnata magistralmente da una sensibile, intensa, vibrante Marina Rocco.

Dal 28 gennaio al 24 febbraio, il Teatro Franco Parenti di Milano presenta “Una casa di bambola”, di Henrik Ibsen. Andrée Ruth Shammah ha curato la traduzione, l' adattamento e la regia dando una linea interpretativa particolare: entra nel maschile per farcelo conoscere, anziché giudicarlo a priori. Specularmente, ne esce una Nora diversa, non un giocattolo nelle mani del marito, ma una donna che gioca con la vita. In scena Filippo Timi si fa in tre; la stesura del copione ha dovuto infatti tenere conto del fatto che interpreta tutte e tre le parti maschili: Torvald, Rank e Krogstad. Marina Rocco è la cinguettante Nora. Lo spettacolo nasce in collaborazione con la Fondazione Teatro della Toscana.

Domenica, 15 Marzo 2015 21:57

Il Don Giovanni - Teatro Argentina (Roma)

E' andato in scena al Teatro Argentina di Roma e sta per approdare al Teatro Carignano di Torino, il Don Giovanni assolutamente fuori dagli schemi, provocatorio ed irriverente di Filippo Timi. Prodotto dal Teatro Franco Parenti di Milano in sinergia con il Teatro Stabile dell'Umbria, lo spettacolo ad oltre due anni dal debutto meneghino giunge finalmente a Roma, preceduto dagli applausi osannanti di un pubblico ormai appassionatamente devoto ai divertissement timiani e dagli strali feroci di una critica a tratti decisamente inclemente nei suoi confronti. In una baraonda di caustica ironia, maliziosa sensualità, costumi sgargianti e scenografie opulente, l'incontenibile estro creativo e registico dell'istrionico mattatore esplode in una summa perfetta del suo teatro, che non ammette posizioni interlocutorie: amore incondizionato o ripulsa senza remora alcuna.

Dal 3 al 15 marzo al Teatro Argentina va in scena il mito di Don Giovanni, né secondo Molière né secondo Mozart, ma secondo Filippo Timi che riscrive e interpreta la celebre opera venando il personaggio libertino di humor nero e di grande vitalità. Con spezzature, metafore, allusioni e ironie, l’attore e regista perugino presenta IL DON GIOVANNI. Vivere è un abuso, mai un diritto per raccontare il prototipo di una umanità volubile che ha fame di potere, che ama la mistificazione e l’autoinganno perché sa che è condannata ad estinguersi.

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