Il viaggio di SaltinAria alla XVI edizione del Kilowatt Festival si conclude con il racconto di tre spettacoli andati in scena venerdì 20 luglio: “Prof!” di Jean-Pierre Dopagne con la regia di Alberto Giusta, “Il bambino dalle orecchie grandi” di Teatrodilina e “Nessuna pietà per l'arbitro” della compagnia Mamimò.

Il reportage di SaltinAria dalla XVI edizione del Kilowatt Festival prosegue con tre spettacoli andati in scena giovedì 19 luglio: “Come va a pezzi il tempo” di Progetto Demoni, “Dove tutto è stato preso” di Bartolini/Baronio ed “Heretico” della compagnia Leviedelfool.

Il nostro reportage della XVI edizione del Kilowatt Festival ha inizio con tre spettacoli andati in scena mercoledì 18 luglio: “Il desiderio segreto dei fossili” di Maniaci D’Amore, “Almost dead. 46 ore di felicità” dell’associazione Mitmacher ed infine “Beast without beauty” della compagnia C&C.

Il Kilowatt Festival, ideato e organizzato da Luca Ricci e dalla sua Capotrave, da sedici anni ormai anima le estati di Sansepolcro. Il vero scarto e scatto si ebbe però dodici anni fa, quando una felice intuizione della direzione artistica decise di affidare una parte della programmazione alla decisione collegiale di un gruppo di Visionari, (video)spettatori non professionisti, di età variabile e provenienza disomogenea. Chiamati per questa edizione a selezionare 9 spettacoli, nei lunghi mesi invernali questi 37 "giurati popolari" hanno visionato complessivamente oltre 400 proposte (di fatto, ciascuno di loro arriva a vedere, nel corso delle varie fasi di selezione, circa un'ottantina di lavori, tra cui sempre e comunque quella trentina circa della shortlist dei finalisti), portando avanti le opere che maggiormente hanno colpito il loro immaginario. Con questo piccolo reportage ci proponiamo di discutere diffusamente di 7 di questi spettacoli, più altri due, facenti parte del resto della programmazione del festival.

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