Josè Leaci

Articoli di Josè Leaci

[al volo] Una tecnica pianofortistica indiscutibile e un'esperienza d'ascolto fondata sugli intramontabili Rodgers & Hart permettono al funambolico Andrea Pozza di dimostrare tutto il suo valore con nove tracce virtuosistiche, in questo vibrante “Jellyfish from the Bosphorus”. Nutro il fondato sospetto che il Nostro sappia suonare tutto. Se devo dirla tutta, a parte “As usual” la sorpresa finisce presto. Avrei preferito un po' più di inventiva e meraviglia nel prosieguo dell'album. Ma io sono troppo esigente e, come tale, posso prendere clamorose cantonate.

[al volo] Si fa prima ad ascoltare il Cd in oggetto che ad elencare tutte le etichette che si celano dietro questo piacevole lavoro di gruppo. Maybe I'm e Bokassà uniti dai sassofoni di Andrea Caprara e Mario Gabola in un vorticoso inno danzante dai sapori tribali e rauchi tipici delle giovani menti malate di fantasia. L'ultra tecnica dei sassofonisti pareggia i suoni gracchianti e grezzi degli altri partecipanti in un connubio che sa di sfottò, allegria, energia, presa d'aria con la bronchite e rombo di tuono. Assolutamente da ascoltare.

Underfloor con “Quattro”. Grandi le allusioni dei loro accordi, grandi i loro ritmi larghi, appassionati come un gesto d'amante ormai sazio.

Scanzonati quanto banali. Il folk pop senza sapore degli Aeroflot feat. Collettivo Radio Mosca.

Cosimo Morleo in: “Geni dominanti”. Una lezione di stile alla rincorsa, fruttuosa, dell'Arte.

Domenica, 23 Febbraio 2014 19:17

INSPIRAL - Habitat (Autoproduzione, 2012)

“Habitat” degli Inspiral è un Cd carico di tristezza e malinconia, proiettato verso l'introspezione, votato alla quiete e al mistero.

L'estrema morbidezza dei The brain olotester con “Wash your brain away”.

Domenica, 23 Febbraio 2014 19:03

LÀ-BAS - Là-bas (Lavorare Stanca, 2013)

Sentire i Là-bas col loro Cd omonimo è come aprire un album di ricordi e vecchie fotografie, significa tornare a imparare qualcosa di grande di cui mi sfugge il nome ma non l'importanza. Forse è ancora l'amore.

“Bios” degli ETEREA POST BONG BAND: un lavoro che impressiona fin dalla presentazione ( una frattalica e gustosa copertina) e che continua a piacere sino all'ultimo ascolto.

“La legge di Barabba”, de Lemoschedabar, è un album che canta il rock 'n' roll, la disillusione, il fatalismo, l'amore che fa male, la dignità ferita e da recuperare.

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