Josè Leaci

Articoli di Josè Leaci

Cosmic Box con: “L.B.S”. Noiosi e monocordi.

“Stupidi umani” degli Ibrido_xN, ovvero: la gioia dell'esistenza e la felicità del vivere.

[al volo] Molto bravi i Tomakin con “Epopea di un uomo qualunque”. Il gruppo è ben strutturato, ben rodata la musica d'insieme, impressionante l'attualità degli arrangiamenti.La voce del cantante è alta e potente, i brani, soprattutto all'inizio, sono di un ritmo ideale per pompare energia al cuore. Manca, come dico spesso nei miei deliri, l'idea che lascerà quest'album nella storia, ma il talento dei ragazzi è lampante. “Quasi mai delusi” e “Avanguardisti” i miei brani preferiti.

Con “Tank man”, I-Taki Maki si sentono più sicuri e lo fanno sentire.

[al volo] Potenti, violenti, saggi esploratori del suono i Sixthminor percuotono con successo l'aria e la musica che gira intorno, riuscendo a mixare l'elettronica e lo stupore, l'enfasi che scatena le folle e l'intimità che sussurra ai pensieri. Fantasiosi e liberi, prendono spunto da una qualsiasi situazione armonica e ne fanno lentamente, inesorabilmente, un quadro allucinante, tridimensionale, inquieto e vibrante. "Wireframe" è un album da ascoltare con molto riguardo.

[al volo] Il primo album dei Maddai: “Non è facile essere alla moda”, denota un uso spinto e convinto dei ritmi dance tanto da sembrare un radicale tentativo di far ballare l'ascoltatore. Ma, nonostante i suoni da videogame scherzosi, moderni e spensierati come il sorriso di un adolescente, nonostante l'eleganza stilistica decisamente e graziosamente “pop”, le musiche mancano della grande melodia e i testi tendono ad essere ciniche e impietose descrizioni di personaggi o situazioni. L'effetto finale è quello di aver ascoltato un album feroce, cocciutamente dipinto con colori adolescenziali non appropriati. Ma i Maddai sono molto bravi. Quando la butteranno sul drammatico, saranno inarrestabili.

[al volo] “Neve”, dei Le case del futuro, l'inizio fragoroso, la vocina esile e graziosa del cantante, il divertente coretto sul ritornello della title track, il fantasma dei Baustelle che aleggia muto su ogni angolo del disco, l'arcano insondabile di "Tungsteno" e l'ipnotica, ondeggiante ultima canzone che, mezza stonata, quasi ci addormenta. Interessanti.

Giovedì, 06 Marzo 2014 19:45

COSIMO ERARIO - C'è (EGP Records, 2013)

[al volo] Cosimo Erario è un polistrumentista, con un enorme talento pop, nelle cui canzoni si intrecciano il cuore di un chitarrista rockettaro che ama cantare, inventare riff, e la mente di un jazzista curioso delle novità, intelligente e preparato che gira l'Europa da un sacco di tempo. Il risultato di questo connubio è “C'è”: un Cd tecnico, divertito, poetico ed energico insieme. Ascoltate “Senza bussare”, “Dall'universo”, “Noi di vento” e “Magneticamente” per apprezzare il suo stile policromatico e libero.

[al volo] Paolo Cecchin è un cantautore con un discreto talento. La produzione di “Quanto valgo?” è corposa, ben arrangiata e godibile ma priva di quella maturità stilistica che fa gridare al miracolo. Diciamo che la title track e la chicca finale: “Lettera al mondo”, lasciano presagire un futuro radioso ma, per ora, in “Quanto valgo?” traspare ancora una certa retorica e la ricerca di una propria unicità o dimensione artistica. Migliorerà.

[al volo] I Barranco con “Ruvidi, vivi e macellati” fanno un rock antico, misterioso, quasi medievale, povero di abbellimenti e digiuno di tastiere ed elettronica in generale. Un oceano di parole e significati che, tra un'onda emotiva e l'altra, mi sfuggono completamente. La cosa più difficile è decifrare i titoli (scritti in uno stile scelto apposta per metter in difficoltà il recensore). La loro gioia nel cantare è palese. Meno fortunata è l'ispirazione che, secondo me, è stata un po' magra, a parte in “Porte di Orlova” e “Il cielo non si apre” che meritano più di un riascolto. Sarò lapidario: è la melodia la vera assente in questa legnosa e criptica auto produzione. Come il cielo di cui cantano: tocca aprirsi per comunicare.

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