Dal 17 maggio e fino al 3 giugno, la Triennale di Milano espone su due grandi pareti una mostra dedicata all'evento del tour italiano di Jimi Hendrix, considerato come uno dei massimi chitarristi, voce unica nel mondo del rock e del blues e autore di brani memorabili, che si svolse a maggio del 1968. Sono state esposte immagini dell'epoca, alcune foto del concerto tenutosi al Piper Club di Milano e ce ne sono diverse scattate ai concerti avvenuti a Roma e Bologna. Oltre ai pannelli di immagini sui muri di un lungo locale adiacente al Cafè Design, che si trova di fronte al Parco Sempione, in Triennale sono esposte pure delle bacheche contenenti giornali d'epoca, riviste, biglietti di spettacoli e altre memorabilia. Ci sono anche testimonianze di diversi artisti che ricordano quei concerti indimenticabili, come Renzo Arbore, Ricky Gianco, Maurizio Vandelli, Dodi Battaglia e tanti altri.

A 50 anni dalla svolta, l’omaggio a Jimi Hendrix della Roma Termini Orchestra diretta da Enrico Blatti, con voce recitante di Silvia Siravo. Cinquanta anni fa, era il 1966, Jimi Hendrix entrava a pieno titolo nel mondo discografico grazie a Linda Keith e Chas Chandler. La rivoluzione del rock e della chitarra elettrica, una meteora lunga meno di trent’anni, folgorante e folgorata: una creatività esplosiva e distruttiva, proposta in versione orchestrale. Una serata raffinata in un ambiente di grande suggestione, dove sono le parole a fare da colonna sonora alla scena. Perché nel rock più che in altri generi musicali è il suono che conta. E Jimi Hendrix aveva un orecchio assoluto, che non aveva bisogno di leggere la musica, come ebbe a dire Miles Davis, un’altra pietra miliare del secolo scorso.

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