Un incontro casuale in un bar, una confessione dolorosa, una lotta contro il tempo per una scelta estrema. Ma niente è come appare e quella che sembra nascere come una storia casuale tra un uomo e una donna diventa pretesto per un quesito morale drammatico e reale. In scena al Roma Fringe Festival “Matteo 19, 14, interessante testo di Lorenzo Gioielli.

In occasione del centotrentesimo anniversario di "Ecce homo. Come si diventa ciò che si è", l'autobiografia filosofica di Friedrich Nietzsche, Ennio Coltorti riporta in scena dal 7 al 18 marzo al suo Teatro Stanze Segrete lo spettacolo "Il sogno di Nietzsche", che già un buon successo aveva ottenuto al suo debutto l'anno passato.

Dal 4 al 30 aprile. In mezzo a un turbine di affermazioni filosofiche e di teorie, ciò che caratterizza la persona Nietzsche è il forte impulso alla vita e talvolta il prevalere dei sentimenti rispetto alla ragione quando si tratta della propria esistenza e non della filosofia. E’ da questa dimensione del personaggio che si sviluppa il testo teatrale, attraverso le vicende che lo vedono agire, amare, soffrire e reagire alla sofferenza, fisica e sentimentale mediante lo sforzo smisurato e vincente della sua genialità intellettuale. Maricla Boggio lo porta in scena al Teatro Stanze Segrete con protagonisti Ennio Coltorti, Jesus Emiliano Coltorti e Adriana Ortolani.

Fino al 23 dicembre la sempre suggestiva sala del Teatro Stanze Segrete ospita uno spaccato avvincente e poetico dell’epoca in cui le vite misteriose di Shakespeare e Marlowe si intrecciarono, sullo sfondo di giochi di potere, intrighi e spionaggio. Due generazioni - il giovane Shakespeare davanti al già affermato poeta Marlowe - restituite oggi dallo stesso parallelismo nell’interpretazione dei Coltorti, Ennio e Jesus Emiliano, padre e figlio (non solo d’arte).

Dal 27 marzo al 19 aprile. Dopo aver debuttato con successo al festival di Todi nella scorsa estate, arriva a Roma al teatrino Stanze Segrete di Trastevere, piccolo ma importante spazio storico romano dal cartellone sempre originale e agguerrito, Aleida e il Che di Maricla Boggio per la regia di Ennio Coltorti. Lo spettacolo emoziona e commuove fornendo una doppia lettura del grande comandante Guevara: parallelamente alla narrazione storica e drammatica delle vicende che videro protagonista il rivoluzionario piú amato d’ogni tempo il testo illustra la dimensione umana, intima e sentimentale del personaggio storico facendolo rivivere in una dimensione antiretorica, al di lá del mito, immergendolo nella vita fatta di passioni oltreché di grandi ideali.

Un'inedita prospettiva sull'immortale personaggio di Ernesto Che Guevara, raccontato da Aleida, la sua seconda moglie cubana che lo ha conosciuto in quanto guerrigliera e ha poi costituito per lui un solido punto di riferimento sino alla morte, contribuendo anche a diffondere i suoi scritti e la sua ideologia. Emiliano Coltorti interpreta il Che nello spettacolo "Aleida e il Che, L’amore al tempo della Rivoluzione", scritto con certosino scrupolo documentario da Maricla Boggio e diretto da Ennio Coltorti. Abbiamo incontrato Emiliano, attore diviso tra palcoscenico teatrale, cinema e televisione nonchè affermato doppiatore, in occasione del debutto dello spettacolo al Todi Festival 2014, approfittando di questa occasione per scoprire come ha affrontato l'impegnativo personaggio del Che.

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