Un libro d’altri tempi, di critica letteraria o, meglio testuale, che presuppone o può affiancare una lettura approfondita e ad ampio spettro dell’opera di Jean Genet. Testo prezioso ed erudito di analisi dei testi in senso classico, lascia l’autore del libro, Neil Novello, dietro le quinte per concentrarsi totalmente sull’oggetto della critica, senza dare giudizi di sintesi né sposare tesi ma facendo parlare i singoli testi. Quasi una parafrasi di questo galeotto, ladro, omosessuale che nella sessualità anche brutale e nel tradimento, trova gran parte di una certa poetica. Senza indirizzare il lettore Novello mette in luce la modernità dello scrittore francese, soprattutto delle ultime opere, dedicato alla denuncia civile, al mondo “arabo”, portavoce dei diritti degli immigrati maghrebini in Francia e, in generale, solidale con tutti i déraciné della storia, dal ladro, al condannato.

Mercoledì, 04 Ottobre 2017 17:26

Le Serve - Piccolo Teatro Grassi (Milano)

Dal 3 al 15 ottobre il Piccolo Teatro Grassi mette in scena “Le Serve” per la regia di Giovanni Anfuso. Il dramma in atto unico fu scritto da Jean Genet nel 1947 ed è ispirato a un evento di cronaca nera risalente al 1933 - due cameriere massacrarono la padrona e sua figlia dopo essere state riprese per un futile motivo - che colpì molto l’autore, da sempre affascinato dagli emarginati, gli oppressi e i reietti.

Domenica, 02 Aprile 2017 10:37

"Diario del ladro" di Jean Genet

Viene stampato in seconda edizione il classico di Jean Genet, Diario del ladro (prefazione di Walter Siti). Genet insieme a Ginsburg (a breve una recensione di Non finché vivo - Poesie inedite 1942/1996) può essere considerato un vero e proprio caposcuola e che non poco ha contribuito a far crescere la letteratura novecentesca del proprio paese.

Ancora una volta la rassegna Garofano Verde - scenari di teatro omosessuale non dovrebbe esistere per mancanza odierna di sostegni istituzionali, eppure la più storica e la più pubblica (per due decenni) delle manifestazioni italiane in tema di cultura Glbt festeggia ugualmente in questo 2016 la sua ventitreesima edizione grazie all’appoggio generoso del Teatro di Roma che mette a disposizione per tre sere, dal 20 al 22 settembre, il Teatro India.

Domani giovedì 25 settembre al Teatro India (ore 20.30), ultimo appuntamento per Short Theatre 9 che, in collaborazione con il Teatro di Roma, presenta la dimostrazione finale aperta al pubblico dell’Ecole des Maîtres 2014 diretta dai ricci/forte. JG MATRICULE 192102 è il titolo scelto da Stefano Ricci e Gianni Forte che prende spunto dall’universo poetico di Jean Genet, dove la fantasia è vista come antidoto all’omologazione della società, alla solitudine e all’isolamento.

Il punto interrogativo che campeggia nel titolo di questo articolo non rappresenta uno spaurito refuso o il frutto della prima cocente calura di una stagione estiva che non cessa di farsi desiderare. Lo definirei piuttosto un segno dei tempi. Quelli in cui la politica culturale di una città si articola con fulminei bandi a dir poco bizzarri, postille, ricorsi e lotte intestine. Quelli in cui una rassegna storica e dall'indubitabile valore artistico come il "Garofano Verde", giunta alla ventunesima edizione, sembra condannata all'oblio dettato dalla crisi economica e soprattutto dall'ottusa cecità degli operatori culturali; invece di sostenere, promuovere e valorizzare gli strenui sforzi degli organizzatori di una rassegna che non solo ha ospitato nell'intima cornice del Teatro Belli alcuni degli artisti che hanno contribuito a definire la drammaturgia e l'arte attoriale italiana con maggior vigore negli ultimi due decenni (un elenco inevitabilmente lacunoso include ricci/forte, Ferdinando Bruni e Elio De Capitani, Andrea Baracco, Valter Malosti, Massimo Verdastro, Luciano Melchionna, Maria Paiato, Valentino Villa e Giovanni Franci) ma ha anche instancabilmente propugnato ideali di uguaglianza, partecipazione e integrazione sociale, l' inestimabile ricchezza di questo patrimonio viene dimenticata a cuor leggero e tutto sprofonda nel silenzio. Così nella speranza di un, tardivo, rigurgito di assennatezza da parte delle istituzioni rivolgiamo lo sguardo a quella che avrebbe dovuto essere una mera anteprima della rassegna, ospitata sul prestigioso palcoscenico del Teatro Argentina, e che ha visto protagonisti Pippo Delbono, con uno studio tratto da "La notte poco prima della foresta" di Bernard-Marie Koltès, e Antonio Latella, con la mise en espace del testo di Federico Bellini "Caro George", magistralmente interpretato da Giovanni Franzoni.

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