SaltinAria.it

Trampolino di lancio sul Web

Clicca SaltinAria.it anche su:

SaltinAria.it su MySpaceSaltinAria.it su FacebookSaltinAria.it su YouTubeSaltinAria.it su EquilibriArte
Il Sangue - la compagnia Teatroantico in scena al Teatro Anfitrione di Roma (26 e 27 maggio)
Jolaurlo - Meccanica e Natura Tour 2012

Psiker - Nero su bianco

STOP ALL'OMOFOBIA
A Night Like This Festival - Chiaverano (To) - 21/07/2012
Lezioni di pianoforte, tastiere, armonia e solfeggio a Roma
http://www.meiweb.it
Fine99 - Fino alla Fine
Teatro Franco Parenti
ELFA Promotions - Promotion Management
Psychopathic Romantics - Pretty Prizes Cd
La Musica Nelle Aie
Vacation House Records
Clicca qui: approfitta delle offerte!
Collabora con SaltinAria.it: cerchiamo collaboratori da Milano e Torino per Musica/Teatro
Lazioanimazione: Feste per Bambini a Roma e nel Lazio
Associazione per lo Sviluppo Psicologico dell’Individuo e della Comunità
Radio Imago
La Saletta - Associazione Musicale
ASSOCIAZIONE BULBARTWORKS- Label, Booking and Management, Press Agency and Events
Red Cat Promotion
StudioEmmeNetwork - FM 93.400
Cuccagna.org
Get Rocked.it!
Agglutination

Chi è online

 113 visitatori online
Roberto Celi: il vibrafono è un mondo onirico Stampa E-mail
( 1 - user rating )
Interviste musica
Scritto da Simone Vairo   
Sabato 20 Novembre 2010 00:00

Roberto Celi, vibrafonista e compositore, intende, con la sua proposta musicale, far conoscere il suo strumento ed il meraviglioso suono che produce, considerandolo non solo nel tradizionale ambito jazzistico nel quale è normalmente utilizzato.

 

 

 

Per prima cosa, la più importante: chi è Roberto Celi?

Un “ragazzo” con molti interessi e passioni che equilibrano la sua quotidianità.

Nel tuo sito affermi che il vibrafono è ciò che ti collega alla tua anima: come è nata questa passione?

Beh, posso dire che fin da piccolo ho avuto una naturale propensione per tutto ciò che riguarda il ritmo, un naturale istinto per esprimere stati d’animo ed emozioni in modo “cifrato”; un linguaggio che si esprimeva inizialmente percuotendo scatole vuote di cartone od oggetti domestici… d’altronde ho iniziato suonando la batteria. Successivamente crescendo ho avvertito la necessità di avere a disposizione anche i suoni oltre al ritmo, ho quindi iniziato a studiare la teoria musicale ed è di lì a poco avvenuto il “colpo di fulmine” cioè ho ascoltato un disco jazz (Milt Jackson Quartet) dove era presente il vibrafono ed ho subito compreso che era quello il mio strumento.

Che tipo di rapporto hai con la musica dei nostri giorni?

Esiste a tutt’oggi ancora una grossa demarcazione fra musica classica, jazz e commerciale (pop-rock e dance), il mio rapporto con la musica dei nostri giorni è, nonostante questa divisione, piuttosto aperto, nel senso che i miei ascolti sono vari ed a volte trovo qualcosa di interessante anche nel brano più smaccatamente commerciale se costruito bene, posso dire che non mi piace l’elettronica ed il mio punto di riferimento è stato ed è David Bowie.

Il percorso che hai fatto vanta una serie non indifferente di collaborazioni: come sono nate?

Per un musicista credo sia molto importante collaborare con altre “menti” musicali e condividere progetti ed emozioni… devo ringraziare Lorenzo Bedini della Cyc Promotions che mi ha fatto conoscere Brychan col quale ho vissuto un bel periodo costellato di Cd in studio e numerose date live in tutta Italia. Moltheni l’ho cercato io… lo sono andato a trovare in camerino dopo un concerto per conoscerlo e parlargli; era il momento in cui tornava sulle scene dopo un periodo di assenza, di lui mi ricordavo benissimo l’esibizione ad una passata edizione del Festival di Sanremo e mi aveva sin da subito interessato. Antonella Mazza è una bravissima bassista, una vera professionista… ho pensato a lei per incidere le cover di “Summertime” e “The man who sold the world”. Non è stato facile trovare una data per entrare in studio, visti i suoi numerosi impegni, il tutto si è poi concretizzato a Milano e sono felice del risultato. Il mio recente video sul brano “Inside or You” porta la firma di Graziano Staino che è persona competente e disponibile, abbiamo girato le riprese a Firenze ed anche qui sono stato io a contattarlo, mi erano piaciuti molto i suoi lavori realizzati per gli Afterhours e Beatrice Antolini ed ho pensato che poteva dare una giusta veste mediatica alla mia musica, cosa che penso sia avvenuta al meglio, il video mi piace molto…

Qual è stata la scelta riguardo le cover presenti nel tuo secondo album?

In effetti “Clouds by fire” si può definire un album di cover e racchiude brani che fanno parte del mio repertorio dal vivo che eseguo attualmente durante i  concerti. Non è stato semplice effettuare una scelta dato che i criteri sono stati diversi… senz’altro in primo luogo ho considerato la fattibilità tecnica, l’arrangiamento, la popolarità. Grande importanza ha poi avuto l’influenza sul presente da parte di quegli autori, mi riferisco ai Beatles a Gershwin, Lou Reed e Bowie.

La creazione di brani inediti prende il via dal vibrafono o da altri strumenti?

Nella maggior parte dei casi è il vibrafono la fonte iniziale; di solito un brano può scaturire da un giro armonico di accordi o direttamente da una melodia già definita… in effetti però alcuni brani hanno preso il via dal basso acustico (altro strumento che suono) come ad esempio “Searching”.

Come s'imposta lo studio di uno strumento come il vibrafono nel panorama musicale odierno secondo te?

Non vorrei dire come a volte si sente: “la ringrazio per la domanda che mi permette di spiegare meglio il concetto…”! Mi inviti a nozze su questo argomento dato che per me il vibrafono è uno strumento straordinariamente contemporaneo, un po’ per le sue origini recenti (1922) ed un po’ per le sue caratteristiche uniche che consentono di unire ritmo, melodia, armonia e dinamica. Lo considero, come indico nel mio sito, “una sorta di astronave con cui abbandonando la dimensione spazio-tempo si entra in un ambito onirico”. Per varie ragioni lo si è spesso confinato nell’ambito della musica jazz dove peraltro ricopre in molti casi un ruolo da protagonista e leader grazie alla tecnica ed all’opera di grandi vibrafonisti, Gary Burton su tutti, che sono stati in grado di valorizzare enormemente le possibilità che fornisce. D’altra parte lo studio di uno strumento simile può avvenire attraverso le Istituzioni tradizionali come i Conservatori dove è presente nei programmi di  percussioni o rivolgendosi a Scuole e Maestri privatamente. A mio parere, dopo avere appreso le basi ed essersi impadroniti di una discreta tecnica (quattro bacchette), è opportuno non considerare gli “steccati” esistenti fra jazz, stilemi più classici o commerciali, ma concentrarsi sulla ricerca di uno stile originale utile a far prendere personalità allo strumento e farlo parlare col proprio linguaggio… questo è in sostanza il mio pensiero.

Progetti futuri?

In questo periodo sto componendo materiale che opportunamente arrangiato potrà sfociare nella realizzazione di un Ep.

Che altre collaborazioni nasceranno?

Non posso anticipare nulla ma qualcosa “bolle” in pentola!

In questo caso conta più la sperimentazione o l'assoluta libertà di esprimersi attraverso le vibrazioni?

Il confine fra le due situazioni è piuttosto sottile… propendo più per la seconda, in effetti la libertà di espressione è un traguardo importante da mantenere e consolidare.

Vuoi aggiungere qualcosa?

Innanzitutto un ringraziamento particolare a te e SaltinAria, poi un invito a chi legge a fare una capatina sul mio sito e sul MySpace. Un saluto vibrante a tutti!

 

 

 

Intervista di: Simone Vairo

Grazie a: Roberto Celi

Sul web: MySpace - www.robertoceli.it  

 

 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna