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Federica Grappasonni: cerco gli angeli tra jazz, funk e bossa nova Stampa E-mail
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Interviste musica
Scritto da Ilario Pisanu   
Mercoledì 10 Novembre 2010 00:00

GrappasonniZimbalam, il “talent scout” digitale creato allo scopo di distribuire a livello mondiale la musica di artisti emergenti, distribuisce su iTunes e nei maggiori digital store “Looking For The Angels” l'ep ideato, diretto e prodotto dalla compositrice e dj italiana Federica Grappasonni, in arte Mistura Pura. Il progetto è un omaggio alla prima stagione della serie televisiva americana “Charlie's Angels”.

 

 

 

Ciao Federica, mi racconti qualcosa di te?

Da bambina volevo iscrivermi al conservatorio ero molto portata per il flauto che ho studiato dalle elementari alle medie e ogni volta che tornavo a casa da scuola improvvisavo qualche tema. Charlie's Angels per l'appunto è stato il primo: "mi fa mi re sol fa mi fa mi re mi fa sol la si do..." Poi mi sono avvicinata alla chitarra da autodidatta. Non sono una chitarrista ma la uso, spesso di notte, per trovare le melodie. Scelgo poi un partner musicista con il quale condividere il lavoro e costruire il pezzo. In genere ho quasi sempre idea di come deve essere ambientato e suonato un brano. A 19 anni lasciai Roma per Bologna perché sentivo la necessità di scoprirmi e dare voce al mio lato artistico. Bologna al tempo era la città adatta. Lavoravo in un café con musica dal vivo come cameriera barista, il Down Town, meta dei concerti in città. Il venerdì tenevo lì la mia serata musicale e mi dilettavo a cantare bossa nova. Si viveva in pieno clima "acid jazz" che trovava nel club Cap Creus di Imola, dove ero assidua frequentatrice, i massimi esponenti in concerto. Cominciai così ad incontrare  i jazzisti nelle note cantine bolognesi. Sergio Piccinini, all'epoca batterista di Lucio Dalla e Luca Carboni, fu il primo a darmi corda. Poi man mano seguirono altri musicisti e iniziai a registrare i primi demo. Il mio repertorio comprendeva brani in italiano in inglese e in portoghese. Dal '98 ho intrapreso a fare serate in veste da dj, parallelamente ai miei studi universitari in Scienze della Comunicazione, che mi hanno portata a Milano dove tutt'ora vivo.

Come mai hai scelto come pseudonimo Mistura Pura ?

"Mistura Pura" è un modo di dire molto diffuso in Brasile e presente nei testi della canzone brasiliana. Mantiene lo stesso significato anche in italiano e in spagnolo. E' un nome pieno di ritmica e di speranza che scelsi proprio per identificare un genere aperto e senza confini... Mi da la libertà di sperimentare, di spaziare tra un suono e l'altro e di trovare i punti di connessione tra uno stile musicale e l'altro. Due parole messe in rima e in contraddizione nelle quali ascolto il mondo e dentro le quali alberga anche l'auspicio dell' integrazione tra le culture affinché possano convivere con armonia, proprio come avviene nella musica. "Giallo, verde, rosa, azzurro... vivere nel tempo nei colori di tutto il mondo" ho scritto e cantato, a tal proposito, in "Bossa Colorata", il mio primo singolo pubblicato sei anni fa nella compilation "Milano Clubbing". Se prima era una scaletta di un concerto, poi una selezione di un dj set oggi Mistura Pura è per me un contenitore di suoni dove trova casa la musica che produco.

Quali sono i tuoi ricordi legati alla prima serie di “Charlie's Angels”?

La musica. L'ironia e la complicità tra le protagoniste. Il rispetto. Il rispetto per la donna, il rispetto verso gli animali. E' stato un telefilm pieno di messaggi e di stimoli che da piccola assorbi facilmente. E poi lo sport! Mi ha comunicato tanta voglia di fare sport e mi sono ritrovata a voler correre e a vincere anche tanto nelle gare dei 100 metri. Equitazione, sci, tennis, palla a volo, skateboard sono solo alcuni degli sport presenti nella serie e che ho fatto miei nel tempo.

Qual’era il tuo “angelo” preferito?

Ne avevo due: Jill interpretata da Farrah Fawcett e Sabrina da Kate Jackson. Mi rispecchiavo in entrambe, emanavano una grande energia e poi erano le uniche a non avere mai controfigure nelle scene di azione.

“Looking For The Angels” è un Ep jazz, funk e bossa nova: a chi lo conisigli?

Lo consiglio sicuramente a chi ha amato questo telefilm ma anche ai seguaci della "club culture" agli appassionati del funk, del soul, del latin rhythm e della bossa nova. A quelli che ascoltano Monte Carlo Night e collezionano compilation funky brazilian soul come Mojo Club o lounge come i primi Café del Mar. Soprattutto a quelli che la musica se la vanno a cercare ecco, come me. Ho fatto questo disco perché cercavo questo disco e non lo trovavo in giro. Questo è stato il mio spirito: dare forma a qualcosa che desideravo.

Nell’Ep hai collaborato con nomi di spicco del panorama jazz italiano: come sono nate le collaborazioni?

Con Alessandro Gwis e Carlo Nicita avevo precedentemente lavorato ad altre mie produzioni. Conosco bene la loro espressività musicale e mi piace abbinarla negli scenari che disegno. Pepe Ragonese lo avevo ascoltato in concerto e mi affascinò subito per quel suo timbro "angelico" molto vicino a Chet Baker. Lorenzo Tucci l'avevo conosciuto al concerto di Mario Biondi qualche anno prima ma è nei dischi di Nicola Conte che ho amato la sua batteria così dinamica, fresca e impressa di jazz della "weast coast". L'incontro con Lorenzo Patrix Duenas è stato un incontro casuale, artisticamente fulminante per entrambi, e fondamentale per questo lavoro perché oltre ad essere un grande polistrumentista lui ha quell'anima black e latin che nel funk non puoi ricevere  da un bianco. L'album volevo che mantenesse entrambi i colori del jazz. In qualche modo ne è uscito un piccolo ritratto dell'America degli anni '70. Bianca e nera.

Come ti sei trovata con ZIMBALAM, il “talent scout” digitale?

Zimbalam è frutto di quattro mesi di ricerca nel web dove ho analizzato molte etichette di distribuzione digitale. Ognuna aveva i suoi punti di debolezza. Non ho avuto alcun dubbio a scegliere Zimbalam che si dedica ai suoi artisti fornendogli veramente strumenti importanti come la distribuzione nei maggiori digital stores del mondo, una collaudata squadra di ufficio stampa che si dedica alla promozione del disco con serietà e poi, non ultimo, all'artista sono riconosciute il 90% delle royalties. Vale a dire l'artista può finalmente mantenere il controllo delle sue creazioni senza dover cedere  i diritti di licenza alle case discografiche. Diritti che vengono non richiesti ma praticamente imposti all'artista emergente dalle case discografiche le quali oltretutto non promettono quasi mai alcun investimento sul prodotto. Quando sei in vendita solo sul digitale, vedi  I-Tunes per esempio, se ci sei con una casa discografica nota o con un distributore accessibile da chiunque chi acquista non lo sa e non gli interessa. Quello che è importante dunque oggi nel divulgare la propria musica è fare un buon contenuto senza trascurare nulla (missaggio, mastering, artwork) e poi appoggiarsi a strutture serie come Zimbalam che curano l'artista e investono nella comunicazione.

Hai altri progetti in cantiere ?

Partire con il live, stampare il vinile e poi sì sono già al lavoro per il secondo volume.

Vuoi aggiungere qualcosa?

La prima soddisfazione è arrivata dal circuito fansite americano delle Charlie's Angels. Mi hanno scritto da Los Angeles chiedendomi se potevano inserire parte dei miei brani in un music player ospitato nel loro sito con tanto di rimando alla mia pagina di vendita su I-Tunes Stati Uniti. Un bel gesto spontaneo, è l'America che ringrazia. Bianca e Nera.

 

 

Intervista di: Ilario Pisanu

Grazie a: Gianluca Capaldo, Ufficio Stampa Parole & Dintorni

Sul web: Official - MySpace - Facebook - www.zimbalam.it

 

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