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Gli Ossimoro sono una band romana. Il nome prende spunto dall’omonima figura retorica della lingua italiana che si ha quando si mette insieme un sostantivo e un aggettivo dal significato opposto. Il bassista Paolo Recchia ci racconta tutto sulla band e sul Cd “Corvi nel cielo spento”.
Perché la scelta di questo nome? Qual è l’ossimoro che si addice di più a voi? L’idea del nome viene da lontano. Ci piace l’idea contenuta in questa figura retorica della lingua italiana che si ha quando metti insieme un sostantivo e un aggettivo dal significato opposto. Pensiamo che non ci sia niente di meglio per evidenziare il mix tra un’idea di hard rock di origini anglo-americane e la nostra sensibilità mediterranea, tra la voglia di pestare duro e il desiderio di mantenere forti gli elementi melodici. Lo stesso discorso può valere anche per la scelta del cantato in italiano per un genere come il nostro, così come per il lavoro sui testi. Siamo una splendida oscura notte luminosa. Ascoltando il Cd si avverte una forte influenza Metal ma anche una notevole passione per il buon rock all’italiana… è cosi? Quali sono le vostre influenze musicali? Assolutamente sì. La nostra musica viene abitualmente definita hard rock, o grunge, o stoner, ma i nostri ascolti spaziano da gruppi di quell’area, come Stone Temple Pilots, Alice in Chains, Soundgarden, Kyuss, per passare a cose più pesanti quali Sepultura, Metallica, Slayer, Pantera, ma anche a cose più accessibili come Cult, Danzig, per arrivare a gruppi di area new wave. L’idea è quella di essere aperti e combinare il tutto per creare qualcosa che sia il più possibile personale. Per quanto riguarda il buon rock all’italiana sono soprattutto Federico (chitarra) e Francesco (voce) che amano anche quel tipo di sonorità ed è abbastanza naturale che certi echi si facciano sentire. Un sicuro plauso per l’ardita decisione di cantare in italiano. A cosa è dovuta una scelta di questo tipo? L’italiano è la nostra lingua madre e secondo noi è una lingua magnifica. Siamo anche convinti che non sia una lingua facile da utilizzare, soprattutto in un genere musicale come il nostro, e più in generale in ambito hard rock-metal. Il rischio di cadere in banalità o di creare liriche non adatte alla musica è dietro l’angolo ma questa è una sfida molto piacevole da affrontare. Fino ad oggi l’italiano ha rappresentato lo strumento attraverso cui esprimere quello che abbiamo da dire nel modo più spontaneo e completo possibile. E come nascono i vostri pezzi? Per quanto riguarda i pezzi, musicalmente, in genere nascono da un’idea di Federico che viene poi sviluppata da tutti. Il testo è l’ultimo tassello che arriva dritto da quello che la musica ci comunica e anche su quello lavoriamo insieme in modo che il risultato fiale sia un pezzo 100% Ossimoro. Siete autoprodotti. Quanto è complicato e difficoltoso per una band cercare di farsi conoscere, sia dal pubblico, ma anche dagli addetti ai lavori? (case discografiche , giornali, ecc) Direi che è davvero difficile. In questi ultimi mesi, a livello promozionale, ci siamo affidati agli amici della Kick Agency di Roma e i risultati si stanno vedendo visto che il nome Ossimoro comincia a girare e ad ottenere riscontri anche molto positivi e speriamo che questo porti dei risultati in termini di un’uscita vera e propria con tanto di distribuzione. Per il resto, sappiamo di vivere in un paese abbastanza provinciale da un punto di vista musicale. Tv e radio sono legate sempre alle solite cose ed è un vero peccato perché, al di là di noi, la scena italiana è qualitativamente e quantitativamente molto ricca e meriterebbe attenzioni diverse. Della possibilità, sempre maggiormente in sviluppo, di poter proporre la propria musica nel formato digitale (piattaforme di download come iTunes - Od2 ecc,) cosa ne pensate? Come ascoltatori credo possiamo definirci dei “puri”. Niente può sostituire il gusto di un bel Cd, con il suo libretto (e il suo profumo) nonché la qualità di quello che esce da un bello stereo, per non parlare della magia del vinile che trovo abbia ancora un certo fascino. Qualche mese fa ho ascoltato un’intervista a Munky dei Korn che diceva che per un gruppo come loro il downloading ha solo lati positivi. Vendono abbastanza dischi da non doversi preoccupare del fenomeno, anzi, è un’opportunità promozionale in più. Magari per un gruppo come il nostro può rappresentare un’opportunità. Abbiamo contatti con un’etichetta tedesca per un’uscita interamente digitale e non è detto che la cosa non vada in porto. Progetti per il futuro? Al momento stiamo lavorando alla promozione di “Corvi nel cielo spento” e speriamo di toglierci molte altre soddisfazioni. Allo stesso tempo è impossibile per noi stare fermi e quindi stiamo già lavorando alla stesura e all’arrangiamento dei pezzi per il nostro prossimo CD che, come detto, speriamo possa uscire in maniera “ufficiale”. In fine stiamo programmando l’attività live per la nuova stagione e invitiamo i lettori a venirci a vedere. Sul nostro MySpace è possibile trovare tutte le novità e chi verrà non credo che se ne pentirà. Vuoi aggiungere qualcosa? Prima di tutto vi ringraziamo per lo spazio concessoci. In secondo luogo, invitiamo tutti ad ascoltare i nostri pezzi sul nostro MySpace per farsi un’idea di chi e cosa sono gli Ossimoro e a lasciarci commenti e messaggi. Inoltre vi invitiamo a vedere il nostro primo video (anch’esso autoprodotto) – per il quale ringraziamo Antonio Marcello e Umberto D’Ulizia per il supporto. Un saluto a tutti. Rock on! OSSIMORO sono: Francesco Fornara: voce Federico Venditti: chitarra Fabrizio Ferrante: batteria Paolo Recchia: basso
Video Le Maschere (Fonte: MySpace TV) Intervista di: Alberto Naldini Recensioni correlate: Cd “Corvi nel cielo spento” Grazie a: Paolo Recchia degli Ossimoro e Laura della Kick Promotion Agency Sul web: MySpace Ossimoro - www.ossimoro.net |