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Terra Naomi: torno in Italia, il paese che amo di più! Stampa E-mail
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Interviste musica
Scritto da Fabrizio Corgnati   
Domenica 22 Agosto 2010 16:36
terra naomi

L'Italia si è innamorata di lei grazie al suo duetto con Elisa sulle note di "River" di Joni Mitchell. E lei ha ricambiato con un profondo amore per il nostro paese, conosciuto con il fortunato tour dell'anno passato. Terra Naomi, la cantautrice di Saratoga Springs diventata famosa con i suoi video su Youtube prima ancora di raggiungere il successo discografico, è pronta a riallacciare il filo lasciato in sospeso qualche mese fa con i propri fan italiani, in trepida attesa del suo secondo album internazionale in uscita non più tardi del prossimo anno. E, alla vigilia del suo ritorno sul palco, si confessa ai microfoni di SaltinAria.

 

 

Terra Naomi, a fine mese tornerai in Italia dopo il successo del tuo primo tour a fine 2009. Che ricordi hai del nostro paese e cosa ti aspetti da questo ritorno?

Sono così contenta di tornare in Italia! E’ uno dei miei paesi preferiti, probabilmente il mio preferito in assoluto. Amo tutto, le città, la campagna, la gente, il cibo – Sono così felice di tornare!

La tua era la storia delle tante artiste indipendenti di talento condannate a restare semi-sconosciute. Poi, l'idea di utilizzare Youtube per raggiungere il pubblico. Ti aspettavi di arrivare fino a questo punto solo tramite il web?

No – non mi sarei mai aspettata che il Virtual Tour diventasse così popolare. E’ stata una sorpresa totale.

Alla luce della tua esperienza personale, che opinione ti sei fatta del mondo della discografia oggi e dell'importanza dei nuovi media piuttosto che dei talent show nella crescita dei giovani cantanti?

I nuovi media hanno un’importanza sempre crescente per i nuovi artisti. Gli show televisivi stanno diventando l’unico mezzo per lanciare nuovi artisti, ma io non sono il tipo di artista che parteciperebbe a una trasmissione come American Idol.  E’ un tipo differente di musica, e un pubblico differente. Per artisti come me, la comunicazione online è uno dei mezzi migliori per far arrivare la propria musica a un pubblico più ampio, che vuole scoprire qualcosa di nuovo e diverso.

Dalle campagne di New York sei finita a Los Angeles. Come è cambiata la tua vita in una città così attiva, anche dal punto di vista musicale?

La vita è differente qui. La gente, il tempo, tutto è differente. La mia vita è molto cambiata, ma probabilmente sarebbe cambiata con la mia maturità, indipendentemente dai luoghi.

Quando si parla di te si finisce sempre per citare la canzone che ti ha fatto conoscere nel mondo, "Say It's Possible". Come è nato quel pezzo?

L’ho scritta dopo aver visto il film di Al Gore “Una scomoda verità”. Quel documentario mi ha veramente terrorizzato e la canzone è stata la mia reazione istintiva alle immagini. Mi sono seduta e ho scritto la canzone in 10 minuti. E’ nata tutta come un unico lungo verso.

In Italia hai avuto molta fortuna anche per il duetto con Elisa. Come sei giunta a questa collaborazione? Cosa pensavi di lei come artista prima di conoscerla e come l'hai trovata?

Elisa è un’artista meravigliosa. Abbiamo dei fan in comune e alcuni di loro mi hanno parlato di lei anni fa. Ho ascoltato la sua musica e me ne sono innamorata. Ci siamo incontrate per la prima volta quando abbiamo registrato il video ("River" di Joni Mitchell, ndr). Elisa è stata così ospitale e gentile – mi sono sentita immediatamente a mio agio e mi è piaciuto tantissimo cantare con lei. Spero che accada di nuovo presto!

Tu, però, hai lavorato anche con altri artisti come supporter: cito per esempio Michael Bolton, Jay Brannan, Martha Wainwright. Come li hai trovati? Hai qualche episodio in particolare che ricordi e che ci vuoi raccontare?

Ho vissuto delle magnifiche esperienze con tutti gli artisti con i quali ho condiviso i tour. Ho anche aperto i concerti dei The Fray, e sono stati molto carini. Non ho mai vissuto esperienze negative in questo senso. Credo di essere fortunata!!

E cosa ci dici invece dell'esperienza del Live Earth?

Quello del Live Earth è stato uno dei giorni più belli della mia vita. La mia famiglia è venuta a Londra da New York proprio per quell’occasione e non sarebbe potuto essere più bello di com’è stato. Penso che sia stata la cosa più emozionante: mio padre e mia madre mi hanno visto suonare davanti a 80.000 persone. Mio padre ha pianto. E’ stato molto dolce.

Prima dell'Italia, hai fatto un tour in India, una nazione che ha influito pesantemente nella vita di tanti artisti prima di te. Che effetto ti ha fatto?

Il viaggio in India è stato meraviglioso. E travolgente: così tante persone, così tante macchine, così tanto rumore e confusione e movimento per tutto il tempo. E’ stato molto bello.

Hai detto che il tuo primo album internazionale, "Under The Influence", non ti è piaciuto. Perchè?

Amo quelle canzoni, ma la produzione è stata sbagliata. Non riesco a sentire la mia voce in mezzo agli altri suoni. Credo che la mia voce sia ciò che mi mette realmente in contatto con le persone, ed è per questo che i video su YouTube hanno avuto così tanto successo. Le persone riuscivano a percepire l’emozione nella mia voce.

Le tue canzoni hanno un carattere duplice: alcune sono più orecchiabili, più pop, altre denotano una maggior riflessione e sembrano ispirate ad artiste come Regina Spektor. Lo stesso doppio carattere fa parte anche della tua vita?

Si!! L’hai notato :) la mia personalità ha due lati completamente distinti e questo è evidente nelle mie canzoni.

A proposito, quali artisti hanno maggiormente influito nella tua composizione?

Joni Mitchell, Bob Dylan, Dolly Parton, Elliott Smith, Sam Cooke, Sarah McLaughlan, James Taylor, Nirvana, Johhny Cash.

Hai iniziato suonando il pianoforte, però nei tuoi video ti si vede più spesso con in mano la chitarra. Qual è il tuo strumento preferito?

Amo entrambi gli strumenti allo stesso modo. Ho utilizzato la chitarra come primo strumento per comporre perché al pianoforte mi risultava difficile abbandonare lo stile classico, che avevo studiato fin da piccola. La chitarra era uno strumento nuovo per me e non lo conoscevo, così è stato più facile utilizzarlo per comporre. Adesso scrivo indifferentemente con entrambi gli strumenti.

Nel tuo sito pubblichi anche i tuoi disegni. In che modo la pittura ti dà la possibilità di esprimerti diversamente dalla musica?

Si – amo anche l’arte visuale. Ho realizzato personalmente tutti i poster per i miei concerti di Los Angeles. E’ molto divertente!

Ci puoi anticipare qualcosa del tuo prossimo album "In Spite of You and Not Because"?

In realtà avevo pensato quel titolo per alcune registrazioni che ho realizzato l’anno scorso, ma l’album alla fine ha preso il titolo di “You for Me”. Non sono sicura di quale sarà il titolo del nuovo album.. credo che lo deciderò andando avanti con la composizione dei pezzi. Ho progettato di registrarlo a Ottobre, e continuerò a scrivere per tutto il mese di settembre. Sto componendo molto nell’ultimo periodo, e voglio continuare per un altro mese prima delle registrazioni.

 

Intervista di: Fabrizio Corgnati

Grazie a: Davide D’Aquino, Ufficio Stampa Terra Naomi

Sul web: www.terranaomi.comwww.myspace.com/terranaomi - www.terrainitalia.com

 

 

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