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Tanta sincerità, voglia di fare e un pizzico di pazzia. Gli Hank! da Palermo ti guardano fissi negli occhi pur non riuscendo a trattenere a lungo una risata, così come la loro musica, a tratti insensata, gasata ma quasi sempre gradevole.
Ciao ragazzi. Prima domanda a bruciapelo: cos’è “Piedali”? “Piedali” è il nostro ep di esordio, è un modo per ufficializzare la nostra esistenza di band e un punto di inizio per il nostro progetto. Il nome scelto è arrivato da una battuta un pomeriggio al box dove proviamo... Se posso permettermi, il titolo del vostro ultimo disco è strambo tanto quanto i vostri testi. Da dove viene questa vostra marcata tendenza al non-sense? La tendenza al non-sense è del tutto normale, i brani in fase di scrittura nascono già così in maniera spontanea, non mi sono mai dato molte spiegazioni da quando ho capito che forse è il mio modo di scrivere. Se scrivessi qualcosa a tavolino forse sarei molto più meccanico e avrei più difficoltà. Ma, secondo voi, non c’è il rischio con questo tipo di scrittura di distogliere troppo l’attenzione dalla musica? Il rischio può presentarsi all'ascolto del disco perché dal vivo le parole non si capiscono mai. In realtà no, non ci ho mai pensato, anzi è un buon motivo per invitare gli ascoltatori a non fermarsi solo al primo ascolto ma farne tanti altri. Daniele Luttazzi: sfogatevi… Daniele Luttazzi è un personaggio che stimo infinitamente. Purtroppo ce lo fanno un po’ desiderare in Italia, ma ho continuato a seguirlo sul web. Volevo semplicemente citarlo, credo che sia un perfetto modello di vita e nel brano parlo di questo, ovvero della mia aspirazione a saperci fare come lui, è un desiderio ma non succederà mai, è troppo complicato! In ogni caso, per voi in percentuale, è più importante la musica o i testi? Secondo me è un giusto 50 e 50. I testi sono in italiano sopratutto per essere capiti al di là del non-sense che si può trovare in alcuni, sono due metà che devono completarsi, alcune influenze ci arrivano dai cantautori, oltre che dal punk o dall'elettronica, questo si mischia nel nostro modo di fare musica e da una giusta importanza sia alla melodia e al ritmo, che alle parole. Ho avuto il piacere di recensire “Piedali” e ho notato una forte impronta “vintage”, sia nell’uso della strumentazione che nella resa sonora globale del disco. Mi sbaglio? Inizialmente il progetto prediligeva, oltre alla normale sezione ritmica, un incastro di chitarra acustica e synth, sopratutto tastierine Casio...decisamente vintage! Forse è merito di questo tipo di suono. Poi è subentrata la chitarra elettrica e adesso il nostro suono è molto più distorto. In registrazione abbiamo usato un po’ di tutto, cercando di mantenere quello che voleva essere il nostro suono. L'uso del cartoncino invece è una particolarità 800A records, tutti i dischi prodotti vengono realizzati in questo modo, secondo me sono molto belli esteticamente. Quanto dei vostri ascolti musicali c’è in questo disco? Direi tanti, come dicevo prima molto punk, molta elettronica, molto cantautorale, abbiamo tutti e 4 ascolti leggermente differenti e questo ci completa in fase di composizione. Essere musicisti a Palermo: sfogatevi ancora… Essere musicisti a Palermo è stimolante ma complesso. Essere musicisti a Palermo vuol dire essere consapevoli delle difficoltà che ci sono rispetto a chi ha un gruppo fuori dall'isola, per esempio. Non voglio fare discorsi da vittima ma le nostre difficoltà non sono per niente legate all'aspetto artistico, ma all'aspetto logistico. E' difficile organizzare tour, spostarsi, salire e scendere richiede un grosso sforzo sopratutto economico quindi siamo costretti ad andare più lentamente. Però è parecchio stimolante da quando sono nate band validissime e si è creato un movimento che non si vedeva da diversi anni. Progetti per il futuro: promozione, concerti... Per ora promozione in tutti i modi possibili, quindi molti concerti, un secondo tour in fase di organizzazione, qualche data estiva e poi con l'autunno e il rientro nei pub chiusi riproveremo a fare avanti e indietro da Palermo ancora per un po’. Il live per noi è fondamentale, non si può fare promozione migliore. Chiudete pure questa intervista nel modo che più vi si addice. Ascoltateci e seguiteci ai concerti, guardate tanti spettacoli di Luttazzi, se non capite alcuni nostri testi...va bene così e soprattutto prima di moltiplicarvi pensateci bene, rifletteteci a lungo, l'umanità potrebbe non averne bisogno. Ciao da HANK!. HANK! sono: Francesco Pintaudi: voce, chitarra Giuseppe D’Angelo: tastiere Claudio Gambino: basso, cori Agostino Bugio: batteria Articolo di: Fabrizio Allegrini Recensioni correlate: HANK! - Piedali Grazie a: Francesco Pintaudi, Grabriele Lo Piccolo Sul Web: MySpace |